impianti idronici

Impianti Idraulici

Manutenzione acqua impianti idronici e bollini caldaia

Una buona qualità dell'acqua è fondamentale per il funzionamento corretto degli impianti idronici; nel caso in cui il generatore sia una caldaia, sarà il bollino a certificarne la manutenzione.

di Redazione

10 gennaio 2014

Impianti termici e manutenzione

Se vogliamo definire cosa si intende per corretta manutenzione da effettuare per un impianto di riscaldamento, per prima cosa è necessario identificare con precisione la tipologia dell'impianto termico e determinare le sue principali caratteristiche. Gli impianti di riscaldamento possono essere di tipo diverso e non sempre questo termine si riferisce ad un classico impianto costituito da terminali tipo radiatori e generatore di tipo caldaia: da molto tempo sono infatti ampiamente diffusi sistemi cosiddetti ibridi. In questo tipo di sistemi, il generatore può non essere costituito dalla tipica caldaia, ma essere ad esempio realizzato tramite una pompa di calore, la quale può essere il generatore unico dell'impianto o lavorare assieme ad una caldaia. Alcuni sistemi fanno speso uso di energie rinnovabili, possono quindi essere costituiti ad esempio anche da pannelli termici, solari o solari termodinamici e anche questi avranno bisogno di una periodica manutenzione da eseguirsi a seconda delle indicazioni dei manuali di manutenzione e d'uso.

Impianti idronici e manutenzione acqua

Tra i sistemi ibridi, ve ne sono molti che hanno un impianto di riscaldamento di tipo idronico, ovvero che utilizzano l'acqua come fluido termovettore. Raggiungendo le superfici radianti, i fancoil o i radiatori dislocati nelle diverse stanze, l'acqua calda si fa portatrice dell'energia termica erogata dai generatori. In questo tipo di impianti, la corretta manutenzione coinvolge inevitabilmente anche l'acqua adoperata come fluido termovettore. La durezza dell'acqua è una delle questioni fondamentali a cui si deve porre attenzione nella fase di manutenzione del fluido. I problemi principali sono dati dalla possibile formazione di calcare a determinate temperature, e dall'eventuale presenza di residui causati da fenomeni di micro-corrosione. Le micro-corrosioni possono aver luogo tra le parti dell'impianto costituite da materiali di tipo diverso e a contatto tra di loro. Negli impianti che funzionano a temperature relativamente basse, un'altro elemento a cui fare attenzione sono le possibili flore batteriche: anche queste, come il calcare e i residui da micro-corrosione, possono andare ad ostruire le tubazioni, i dispositivi di regolazione e di controllo nonché le pompe, gli scambiatori e tutti gli altri elementi con cui il fluido termovettore entra in contatto. Per ovviare a questo tipo di problemi, sono disponibili in commercio diversi tipi di prodotti. Inoltre, è bene sapere che questo tipo di manutenzione è regolamentata dal D.P.R. 59 dell'anno 2009.

Manutenzione e bollini caldaie

Nel caso più semplice, la manutenzione di un impianto termico di riscaldamento coincide con quella della caldaia. La manutenzione della caldaia è obbligatoria e le modalità e la cadenza dei controlli dipendono dalla sua tipologia. L'obbligatorietà di questo tipo di controlli è stato regolamentato per legge per la prima volta in base al decreto 192/05, nel Comunicato numero 69 del giorno 15 Febbraio 2013 emanato dal Consiglio dei Ministri. In tale documento sono state ridefinite le tempistiche relative ai controlli. La tipologia dei controlli è stata invece definita da quelli che sono chiamati bollini. I bollini sono semplicemente delle certificazioni che sono rilasciate successivamente alle opportune verifiche effettuate dal personale abilitato, sulla caldaia dell'impianto. Solitamente sono abilitati alle verifiche gli stessi installatori dei nuovi impianti o i manutentori degli impianti già in opera. Le verifiche hanno lo scopo di accertare che le caldaie abbiano un rendimento superiore alla soglia minima stabilita. I bollini devono essere applicati di volta in volta sul libretto, per l'anno in corso entro il 31/07/2014. Entro tale data, ogni impianto funzionante in italia che abbia una caldaia come generatore, dovrà avere il bollino blu al quale sarà associato un un codice di identificazione dell'impianto. Nel caso di riscaldamento condominiale o centralizzato, sarà cura degli amministratori di condominio o comunque dei responsabili preposti, occuparsi del rinnovo periodico dei bollini. La manutenzione deve essere annuale per tutti gli impianti la cui potenza nominale sia superiore a 35 kw e che siano alimentati a gas oppure tramite altri combustibili liquidi o solidi. Gli impianti con potenza inferiore a 35 kw devono essere sottoposti a manutenzione ogni due anni, se tali impianti sono di nuova generazione, la manutenzione deve essere fatta obbligatoriamente ogni quattro anni.

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Domande frequenti

  • Quali sono i rischi principali legati alla qualità dell'acqua negli impianti idronici?
    La scarsa gestione dell'acqua nell'impianto può causare tre problemi critici: la formazione di calcare, le micro-corrosioni e la proliferazione batterica. Il calcare si deposita alle alte temperature riducendo l'efficienza. Le micro-corrosioni avvengono quando metalli diversi entrano in contatto, generando residui che ostruiscono tubazioni, pompe e scambiatori. Infine, a basse temperature possono svilupparsi florealità batteriche che intasano i dispositivi di regolazione. Per prevenire questi danni è essenziale utilizzare additivi specifici e rispettare le normative vigenti, come il D.P.R. 59/2009.
  • Quanto spesso devo fare la manutenzione della mia caldaia?
    La frequenza dipende dalla potenza nominale e dall'alimentazione. Se la caldaia ha una potenza superiore a 35 kW ed è alimentata a gas o altri combustibili, la manutenzione è obbligatoria annualmente. Per gli impianti con potenza inferiore a 35 kW, l'intervento va eseguito ogni due anni. Tuttavia, se si tratta di un impianto di nuova generazione, la normativa prevede un intervallo quinquennale (ogni quattro anni per la verifica tecnica completa). È fondamentale verificare il libretto di impianto per confermare la scadenza specifica del tuo modello.
  • Cos'è il bollino della caldaia e chi è tenuto a richiederlo?
    Il bollino è una certificazione ufficiale rilasciata da tecnici abilitati dopo aver verificato che la caldaia raggiunga un rendimento minimo legale. Questo documento attesta la conformità dell'apparato alle norme di sicurezza ed efficienza. Per le caldaie domestiche individuali, spetta al proprietario dell'immobile gestire il rinnovo. Nei condomini con riscaldamento centralizzato, la responsabilità ricade sull'amministratore o sui responsabili preposti, che devono garantire il rinnovo periodico dei bollini per tutti i generatori comuni entro le scadenze stabilite.
  • Cosa cambia rispetto al passato per la scadenza dei bollini?
    Le normative sulle tempistiche di verifica sono state aggiornate nel tempo, con modifiche significative introdotte dal Decreto 192/05 e chiarite dal Comunicato n. 69 del 2013. Attualmente, il focus è sulla regolarità degli interventi piuttosto che su date fisse univoche per tutti, sebbene esistano scadenze amministrative specifiche (come il 31 luglio per alcune pratiche di adeguamento storico). Oggi l'importante è assicurarsi che il bollino sia valido per l'anno solare in corso e apposto sul libretto di impianto da parte di personale qualificato, evitando sanzioni per mancata manutenzione.
  • Gli impianti ibridi richiedono una manutenzione diversa?
    Sì, gli impianti ibridi, che combinano ad esempio una pompa di calore con una caldaia tradizionale o pannelli solari, necessitano di controlli più articolati. Ognuno dei generatori presenti deve essere manutenuto secondo le indicazioni dei rispettivi manuali d'uso. La componente idronica comune richiede comunque attenzione alla qualità dell'acqua (anticalcare e anticorrosione). Poiché integrano fonti rinnovabili e convenzionali, la manutenzione complessiva è cruciale per mantenere l'efficienza energetica dichiarata e sfruttare correttamente gli incentivi legati alle energie pulite.