Schema di un impianto fotovoltaico
E' ben noto a tutti coloro che lavorano ed operano in questo settore, che lo schema di un impianto fotovoltaico deve assolutamente garantire il corretto allacciamento in rete ed al tempo stesso l'utilizzo in modo corretto dell'energia prodotta in rete. E' indispensabile che non tutta l'elettricità venga immessa in rete. Parte di quest'ultima infatti potrà essere direttamente autoconsumata, semplicemente entrando nell'utenza di casa propria e senza che transiti dal contatore di rete. Il vantaggio sta nel fatto che tutta la parte di energia autoconsumata non sarà inclusa nei conteggi di un normale contatore Enel e di conseguenza il consumatore potrà sicuramente contare su un notevole risparmio sulla bolletta. Non sempre però questo sistema funziona. Accade sovente infatti che pervengano delle segnalazioni inerenti ad impianti che non siano stati installati nella maniera corretta e che immettono quindi tutta l'energia prodotta al momento dall'impianto medesimo, senza dare alcuna possibilità di usufruire dell'autoconsumo istantaneo che garantisce indubbiamente il maggior risparmio. Un regolare schema di impianto fotovoltaico deve dunque prevedere tre quantità. Tutte riguardano la quantità totale di energia, sia quella prodotta da un singolo impianto, quella immessa in rete ed infine l'energia prelevata da quest'ultima. Da ultimo si deve assolutamente tenere presente che lo schema di un impianto fotovoltaico è differente da caso a caso. Per esempio, lo schema di un impianto domestico è molto più semplice rispetto ad una centrale fotovoltaica che lo prevede più complesso.
Componenti dello schema di un impianto
Lo schema di un impianto fotovoltaico è suddiviso in alcuni componenti. Il primo risulta essere costituito dal campo fotovoltaico. Per un impianto base, di circa tre kilowatt, saranno sufficienti dai tredici ai quindici moduli collegati in serie. Il secondo componente è invece rappresentato dal sezionatore. Si tratta di una misura di sicurezza che consente lo scollegamento del campo fotovoltaico nel caso in cui si rendano necessari interventi sulla rete o sull'impianto. Attraverso gli scaricatori inoltre, il sezionatore ha la funzione di staccare l'impianto fotovoltaico qualora vi siano delle scariche atmosferiche o delle sovratensioni. Il terzo componente riguarda l'inverter. Come sappiamo, l'inverter stesso fa in modo di trasformare la corrente continua prodotta, in corrente alternata. Sempre prendendo come riferimento un impianto base di tre kilowatt, l'inverter dovrà essere anch'esso di tre kilowatt. C'è poi il sistema elettronico di monitoraggio, il quale è fondamentale per poter monitorare in tempo reale, anche avvalendosi di una connessione ad internet, la produzione dell'impianto fotovoltaico in questione. Il componente che segue non è altro che il contatore di produzione, il quale garantisce la possibilità di poter misurare tutta l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico, sia con l'autoconsumo che con l'immissione in rete. Il contatore bidirezionale provvede alla misurazione dei due flussi di elettricità, ovvero l'energia sia prelevata che immessa in rete. Da tale contatore, ci si potrà rendere effettivamente conto della quantità di energia autoconsumata e che di conseguenza non verrà conteggiata in bolletta.
Corsi per installatori impianti fotovoltaici
Si deve tenere presente che lo schema di un impianto fotovoltaico è uno degli argomenti principali nell'ambito di un corso per installatori di impianti fotovoltaici. Chi vuole diventare installatore dunque, deve imparare molto bene sia tutte le nozioni inerenti ai componenti di uno schema, sia tutte le varie operazioni di installazione dell'impianto, seguendo l'apposito disegno che viene fornito a tali corsi. Le lezioni teoriche di questi schemi, vengono di regola seguite da prove pratiche, dove un potenziale installatore deve imparare correttamente le funzioni a cui assolvono i componenti di un impianto fotovoltaico, descritte al paragrafo precedente. Con l'apprendimento di tutto ciò, alla fine del corso, si potranno aprire nuove prospettive di lavoro nel settore del fotovoltaico, che sta ormai prendendo sempre più piede nel nostro paese.
Domande frequenti
-
Qual è il vantaggio principale dell'autoconsumo istantaneo nello schema di un impianto fotovoltaico?L'autoconsumo istantaneo permette di utilizzare direttamente l'energia prodotta dai pannelli per coprire i consumi domestici immediati, senza far transitare questa elettricità attraverso il contatore di rete. Questo meccanismo è cruciale perché l'energia autoconsumata non viene contabilizzata dall'utility, generando un risparmio diretto e significativo sulla bolletta elettrica. A differenza dell'energia immessa in rete, che subisce processi di compensazione o scambio più complessi, l'autoconsumo massimizza il valore economico di ogni kWh prodotto, ottimizzando il ritorno sull'investimento dell'impianto.
-
quali sono i componenti fondamentali richiesti dallo schema tecnico di un impianto fotovoltaico domestico?Uno schema corretto deve includere: il campo fotovoltaico (i moduli), il sezionatore (dispositivo di sicurezza per lo scollegamento manuale e protezione da sovratensioni/scariche atmosferiche), l'inverter (che converte la corrente continua in alternata, dimensionato pari alla potenza del campo), il sistema di monitoraggio elettronico (per il controllo remoto via internet), il contatore di produzione (misura l'energia generata) e il contatore bidirezionale GSE (misura separatamente i flussi di energia immessa e prelevata dalla rete).
-
Come funziona il contatore bidirezionale nel calcolo del risparmio in bolletta?Il contatore bidirezionale registra due flussi distinti: l'energia prelevata dalla rete elettrica quando i pannelli non producono abbastanza, e l'energia immessa in rete quando la produzione supera i consumi immediati. Grazie a queste misurazioni separate, è possibile calcolare con precisione quanto energia è stata autoconsumata (quindi non fatturata) e quanto è stata ceduta allo Stato. Questa distinzione è vitale per verificare il corretto funzionamento dell'impianto e assicurarsi che l'autoconsumo, fonte principale di risparmio, stia avvenendo efficacemente.
-
Perché è importante che l'installazione rispetti rigorosamente lo schema elettrico previsto?Un'installazione che non segue lo schema corretto rischia di non permettere l'autoconsumo istantaneo, costringendo l'utente a immettere tutta l'energia in rete. In questo scenario, il proprietario perde il beneficio del risparmio diretto sulla bolletta, ottenendo solo un rimborso parziale tramite meccanismi di scambio sul posto. Inoltre, errori nello schema possono compromettere la sicurezza, specialmente riguardo alle protezioni contro le sovratensioni e agli interventi di manutenzione, oltre a causare problemi con le verifiche tecniche obbligatorie.
-
Cosa insegna un corso per installatori fotovoltaici riguardo agli schemi di impianto?I corsi formali dedicano grande attenzione agli schemi elettrici e funzionali, spiegando il ruolo specifico di ogni componente (inverter, sezionatori, contatori) e le norme di sicurezza. La formazione combina teoria pratica, dove gli studenti apprendono a leggere i disegni tecnici e a eseguire le connessioni corrette, garantendo che l'impianto sia efficiente, sicuro e conforme alle normative vigenti. Questa competenza è essenziale per operare legalmente nel settore e offrire prestazioni affidabili ai clienti finali.







