Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Casa · Ristrutturazione casa

Come distaccarsi da un impianto di riscaldamento centralizzato

Aggiornato il 10 gennaio 20143 capitoli4 domande frequenti
Come distaccarsi dall^impianto di riscaldamento centralizzato

Impianto autonomo o centralizzato

Decidere la tipologia del riscaldamento è una delle questioni principali con cui abbiamo a che fare quando decidiamo di acquistare casa. Il dilemma è tra la scelta di utilizzare l'impianto centralizzato oppure optare per un impianto autonomo. Sono svariate le questioni che portano a preferire la seconda opzione, soprattutto nel caso in cui il nuovo appartamento sia in un condominio. La gestione autonoma permette di controllare meglio e contenere le spese per il riscaldamento e soprattutto eviterà di dover discutere con gli altri condomini, circa gli orari di attivazione dell'impianto e per questioni legate alla manutenzione. Le fasce orarie di accensione e spegnimento dell'impianto sono una delle annose questioni che si ripropongono all'interno dei condomini e che generano infinite discussioni: non è infatti semplice poter venire incontro alle esigenze di tutti, soprattutto se si vuole evitare uno sforamento della bolletta a causa di un utilizzo troppo intenso dell'impianto di riscaldamento.

L'impianto autonomo

Nella maggior parte dei casi, gli impianti autonomi risultano essere più moderni ed efficienti, di conseguenza anche meno inquinanti. Potendo gestire il riscaldamento in modo autonomo, ogni singolo utente potrà personalizzare gli orari di accensione, evitando di far funzionare l'impianto quando è fuori casa e limitando così gli sprechi inutili. L'impianto autonomo come quello centralizzato dovrà essere sottoposto a manutenzione costante. L'impianto di riscaldamento dovrà essere controllato annualmente da parte di personale specializzato, ogni due anni invece dovrà essere effettuata una verifica circa il funzionamento corretto della canna fumaria ed il controllo dei fumi. All'impianto sarà associato un libretto in cui dovranno essere registrate tutte le operazioni di controllo e verifica e ogni eventuale modifica o riparazione eseguita. Negli edifici destinati ad uso di abitazione civile, la parte principale dell'impianto, ovvero la caldaia, è solitamente collocato in un luogo apposito all'interno dello stabile e messo in sicurezza. L'ambiente predisposto ad ospitare la caldaia dovrà rispettare specifici requisiti strutturali e di resistenza al fuoco dipendenti dalla potenza e dalle dimensioni della caldaia stessa. Prima di poter entrare in funzione, l'impianto dovrà essere dotato del "certificato di protezione incendi" CPI. Tutta la documentazione necessaria e i controlli obbligatori per legge dovranno essere effettuati da tecnici abilitati ed in possesso del'iscrizione all'albo del "Ministero degli Interni".

Il condominio

All'interno di un condominio, i condomini possono scegliere di non distaccarsi dall'impianto generale, per ovviare ai problemi riguardanti la suddivisione dei costi, è possibile tuttavia installare dei meccanismi individuali per la contabilizzazione del calore. In questo modo il singolo utente avrà la possibilità di scegliere se rimanere collegato all'impianto centralizzato oppure scollegarsi. La scelta di rendersi indipendenti dall'impianto principale non dovrà comportare alcun tipo di aggravio per chi invece decide di rimanere collegato al sistema centrale. L'operazione non dovrà inoltre causare alcun tipo di disagio tecnico con il rischio di compromettere il funzionamento dell'impianto esistente. A partire dal giorno 18/06/2013, non è più necessario avere l'unanimità di tutti i condomini per potersi distaccare dall'impianto centrale. Adesso è quindi possibile potersi scollegare senza dover attendere l'approvazione dell'assemblea di condominio. Anche quando il singolo condomino si sarà distaccato dall'impianto principale, sarà sempre tenuto a partecipare alle spese necessarie alla sua manutenzione straordinaria e alla messa a norma e conservazione. Secondo quanto stabilito nel comma 9 dell'articolo 4 del D.P.R. n 59/09, negli edifici con impianto di riscaldamento centralizzato dalla potenza uguale o superiore a 100 kw, al fine di favorire il risparmio energetico, è preferibile mantenere, laddove esistente, l'impianto centralizzato. Bisogna considerare inoltre, che alcuni comuni possono aver stabilito nel regolamento edilizio, il divieto di distaccarsi dagli impianti centralizzati. Questa eventualità potrà in futuro riguardare un numero sempre maggiore di comuni italiani che cercheranno in questo modo di incentivare la soluzione centralizzata, allo scopo di limitare l'impatto ambientale.

Domande frequenti

  • È ancora necessaria l’unanimità dei condomini per staccarsi dal riscaldamento centralizzato?
    No, la normativa è cambiata significativamente. Dal 18 giugno 2013, grazie alla Legge di Stabilità 2013, non è più richiesta l’unanimità dei voti in assemblea condominiale per ottenere il distacco. Il singolo proprietario ha il diritto di disconnettersi dall’impianto centralizzato senza bisogno dell’approvazione degli altri condòmini, purché tale operazione non comporti dispersioni di energia né disagi tecnici agli altri utenti. È fondamentale però verificare il regolamento condominiale e eventuali norme comunali specifiche, poiché alcune amministrazioni locali potrebbero imporre vincoli particolari.
  • Devo continuare a pagare le spese comuni se mi stacco dal riscaldamento?
    Sì, anche dopo il distacco dall’impianto centralizzato, rimani obbligato a contribuire alle spese di manutenzione straordinaria, messa a norma e conservazione dell’impianto comune. Non pagherai invece il costo del combustibile per il riscaldamento degli ambienti comuni o per la produzione di acqua calda sanitaria se questa era gestita centralmente. I costi restanti riguardano la struttura dell’impianto stesso: tubazioni verticali, camini comuni e componenti indivisibili. È consigliabile richiedere al amministratore di condominio un dettaglio chiaro delle voci di spesa che ti competono ancora.
  • Posso staccarmi dal riscaldamento se il mio comune lo vieta?
    Purtroppo sì, esiste questa possibilità. Sebbene la legge nazionale favorisca il distacco per risparmiare energia, molti Comuni hanno inserito nei propri regolamenti edilizi divieti specifici al distacco dagli impianti centralizzati. Questo avviene spesso nelle zone climatiche fredde o dove si cerca di incentivare soluzioni collettive più sostenibili. Prima di procedere con qualsiasi intervento, devi consultare il regolamento edilizio del tuo Comune o rivolgerti all’Ufficio Tecnico locale per accertarti che non esistano normative restrittive. Ignorare questi divieti potrebbe portare a sanzioni e all’obbligo di ripristinare lo stato di fatto.
  • Quali controlli obbligatori devo effettuare sul mio nuovo impianto autonomo?
    Una volta installato un impianto autonomo, sei tenuto a rispettare precisi obblighi di manutenzione per legge. La caldaia deve essere sottoposta a controllo annuale da parte di personale qualificato, mentre la verifica della canna fumaria e il controllo dei fumi devono avvenire almeno ogni due anni. Tutte queste operazioni, insieme a eventuali riparazioni o modifiche, devono essere registrate sul Libretto d’Impianto. Inoltre, l’ambiente dove viene installata la caldaia deve rispettare requisiti antincendio specifici e possedere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) rilasciato da tecnici iscritti all’albo del Ministero dell’Interno.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche