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Riscaldamento autonomo

Aggiornato il 19 febbraio 20144 capitoli5 domande frequenti
Riscaldamento autonomo

Riscaldamento autonomo: i vari tipi

Gli impianti di riscaldamento sono disponibili di tre tipi: a gas (metano), sotto traccia (tubazioni di rame) ed elettrici (termoconvettori). L'irradiazione del calore può avvenire attraverso i termosifoni di ghisa e alluminio, con impianti di ultima generazione, con tubi di rame a pavimento o a parete e radiatori muniti di termoconvettore. I termosifoni sono molto efficaci perché favoriscono la diffusione del calore grazie alla combinazione acqua e gas metano; infatti, la caldaia è costantemente riscaldata dall'acqua che s’introduce attraverso le tubature in ogni radiatore installato. Oggi grazie alle nuove tecniche di riscaldamento, le condotte di rame possono essere installate sotto i pavimenti o lungo il perimetro di ogni stanza, e precisamente sotto i battiscopa,,o con termoconvettori che grazie a una pompa di calore, forniscomo una duplice funzione ovvero quella di raffreddamento in estate e riscaldamento nei mesi più freddi.

Riscaldamento autonomo: funzionamento, vantaggi e svantaggi di ogni impianto

I termosifoni (radiatori) sono i più utilizzati, anche per la facilità d’installazione. I migliori sono quelli in ghisa che una volta accumulato il calore, lo conservano per un po’ di tempo. Ci sono anche quelli in alluminio che hanno il vantaggio di riscaldarsi velocemente rispetto alla ghisa, e l'installazione ha tra l'altro il vantaggio di costare poco e non richiede una conoscenza approfondita del settore. Chi si diletta nel fai da te è quindi in grado (istruzioni alla mano) di realizzarlo senza particolari problemi. Tra gli svantaggi vi è il raffreddamento veloce, i consumi lasciano un tantino a desiderare e se nell'ambiente il freddo è eccessivo, o si apre una finestra, si è costretti a innalzare la temperatura con conseguente spreco di metano. I termoconvettori, hanno molti pregi, e forse l'unico svantaggio è legato esclusivamente all'estetica; infatti, è necessario l'uso di un recipiente per raccogliere la condensa, salvo che non si risiede a un piano terra. In questo caso, è possibile sostituirlo con un vaso per piante e fiori o addirittura riciclarla per annaffiare il giardino, trattandosi in sostanza di acqua distillata ed ottima per il ferro da stiro a vapore. Anche i consumi sono accettabili, visto che fanno parte della categoria di elettrodomestici di classe energetica E di ultima generazione.

Riscaldamento autonomo: sistemi a pavimento e battiscopa

Il riscaldamento sotto i battiscopa prevede l'utilizzo di un tubo di rame che conduce l'acqua calda in lamelle radianti. L’aria fredda entra dalla parte bassa, si riscalda, ed esce dall'alto fino a riscaldare i muri anche per 2 metri di altezza. Al momento dell'installazione, per evitare l'ingombro delle canalette di copertura, conviene occultarle sotto il battiscopa. Un impianto del genere scalda in modo uniforme, consente un risparmio energetico di circa il 40%, è di facile installazione, quindi alla portata di un amante del fai da te ed inoltre non prevede particolari opere murarie se non l'incollaggio ex novo dei battiscopa. Per la pavimentazione, esistono diversi tipi di riscaldamento. Il primo è quello della posa di serpentine posti al di sotto di essa (grazie a solchi scavati nel massetto), e ideali per una nuova superficie piastrellata. Il secondo metodo, molto funzionale e innovativo, consente invece di ottenere il medesimo risultato senza necessariamente asportare la pavimentazione preesistente; infatti, si tratta di un tappeto simile alla moquette, con design e funzionalità, pressoché perfetti.

Riscaldamento autonomo: la manutenzione

Il riscaldamento autonomo qualunque sia l'impostazione, richiede un minimo di manutenzione limitata allo spurgo. Nei radiatori, è possibile farlo agendo sull'apposita valvola che fatta ruotare, consente di eliminare acqua con scorie e aria, garantendo una perfetta distribuzione di liquido nei vari elementi radianti. Gli interventi di manutenzione sugli impianti di terra o da parete, hanno un sistema identico, che si può tuttavia ottimizzare collegandolo a una centralina che consente secondo le esigenze, lo spurgo parziale o totale. Infine, per quanto riguarda i termoconvettori, la manutenzione richiede la pulizia periodica dei filtri, facilmente asportabili e lavabili con del normale detersivo. Altri interventi come lo spurgo non sono necessari, in quanto all'interno delle condotte circola soltanto aria che non genera calcare e nemmeno scorie.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra termosifoni in ghisa e quelli in alluminio?
    La differenza fondamentale risiede nella capacità termica e nella velocità di risposta. I termosifoni in ghisa hanno una maggiore inerzia termica: impiegano più tempo per scaldarsi, ma una volta raggiunta la temperatura desiderata, mantengono il calore per un periodo prolungato dopo aver spento la caldaia. Questo li rende stabili ma meno reattivi ai cambiamenti immediati. Al contrario, i radiatori in alluminio si riscaldano molto rapidamente, permettendo un controllo più agile della temperatura ambientale, ma tendono a disperdere il calore più velocemente una volta interrotto l'alimentazione. La scelta dipende dalle proprie abitudini di utilizzo e dal tipo di isolamento dell'abitazione.
  • Come funziona il riscaldamento a battiscapa e quali sono i suoi vantaggi energetici?
    Il riscaldamento a battiscapa utilizza tubi di rame posizionati dietro il listello decorativo inferiore delle pareti. Funziona creando un effetto camino naturale: l'aria frestra entra dalla base, viene riscaldata dalle lamelle radianti del tubo e sale verso l'alto, riscaldando uniformemente le superfici verticali fino a due metri di altezza. I principali vantaggi includono un'elevata efficienza energetica, con risparmi stimati fino al 40% rispetto ad altri sistemi tradizionali, e un'installazione rapida che non richiede opere murarie invasive. È sufficiente incollare il nuovo battiscapa sopra i tubi, rendendolo ideale anche per interventi di ristrutturazione leggera o per chi desidera affrontare il progetto in autonomia.
  • È vero che i termoconvettori producono condensa e come gestirla?
    Sì, i termoconvettori, specialmente quelli alimentati a energia elettrica o tramite pompe di calore, generano condensa durante il processo di riscaldamento dell'aria. Questa umidità deve essere smaltita per evitare danni o muffe. Se l'apparecchio è installato a piano terra, è possibile utilizzare un semplice vaso per piante o fiori per raccogliere l'acqua, sfruttandola poi per l'irrigazione del giardino poiché si tratta di acqua distillata, priva di calcare e sali minerali. In alternativa, si può usare il raccoglitore originale fornito dal produttore. Questa acqua raccolta è anche eccellente per il ferro da stiro a vapore, evitando l'accumulo di depositi bianchi sulla suola.
  • Come si effettua correttamente lo spurgo dei termosifoni?
    Lo spurgo è essenziale per rimuovere l'aria intrappolata e le scorie che riducono l'efficienza dell'impianto. Si agisce sulla valvola di spurgo, situata solitamente in alto su uno dei lati del radiatore. Con un'apposita chiave o un cacciavite, si gira delicatamente la valvola finché non inizia a uscire aria. Appena l'aria cessa e inizia a fuoriuscire acqua chiara e costante, si richiude immediatamente la valvola per evitare perdite. Per gli impianti moderni, è possibile collegare il sistema a una centralina che permette uno spurgo parziale o totale più controllato, ottimizzando la circolazione dell'acqua calda in tutti i punti dell'edificio.
  • Esistono soluzioni di riscaldamento a pavimento senza demolire la pavimentazione esistente?
    Assolutamente sì. Oltre al tradizionale riscaldamento a pavimento mediante serpentine inserite nel massetto (che richiede lavori edili importanti), esiste una soluzione innovativa composta da tappeti radianti simili alla moquette. Questi prodotti si posano direttamente sopra la pavimentazione preesistente, offrendo un comfort termico uniforme senza necessità di asportare piastrelle o parquet. Sono facili da installare, spesso dotati di sensori di temperatura e programmatori, e garantiscono risultati funzionali ed estetici validi. Questa opzione è particolarmente indicata per chi vuole migliorare l'efficienza energetica della propria casa senza affrontare grandi cantieri o dispendiose ristrutturazioni strutturali.

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