impugnazione delibera condominiale

Regole e Tasse

Impugnazione delibera condominiale

L'impugnazione della delibera condominiale è un diritto per tutti i condomini che si sentono danneggiati da una qualsiasi decisione dell'assemblea.

di Redazione

06 novembre 2015

L'impugnazione della delibera condominiale

Nel momento in cui si riunisce l'assemblea di condominio vengono prese alcune decisioni relative alla vita del condominio stesso. Tali decisioni sono le delibere. Queste sono, se legittime, assolutamente vincolanti per tutti i condomini. Esiste, però, la possibilità di impugnare la delibera. Tale azione è possibile quando un condomino crede che i suoi diritti vengano lesi dalla stessa delibera. Tale atto non è presentabile solo dal condomino dissenziente ma anche da coloro che si sono astenuti dalla votazione o che erano del tutto assenti. L'impugnazione della delibera condominiale si chiede al giudice per ottenere una conferma al fatto che la delibera sia illegittima per il suo essere in contrasto o con la normativa vigente o con il regolamento condominiale. Se la delibera non viene impugnata (entro 30 giorni) da uno o più condomini si ritiene da questi tacitamente approvata ed accettata a tutti gli effetti e per questo motivo non potrà più essere impugnata in futuro. Questo significa che da quel momento in avanti sarà completamente vincolante per tutti i condomini.

Le delibere viziate

Le delibere viziate sono delibere che sono in contrasto con la legge o, in alternativa, con il regolamento condominiale. Per questo motivo esse non possono essere attuate e devono essere giudicate legalmente. Le delibere viziate possono essere di due differenti tipologie. Vi sono, innanzitutto, le delibere nulle. Queste si pongono in gravissimo contrasto con la legge o con i regolamenti. Anche se non vengono impugnate, tali delibere rimangono comunque nulle perché dietro loro non sussistono i presupposti di legittimità. Per questo non sono suscettibili si essere sanate. Una delibera è nulla quando manca dei suoi elementi essenziali, quando il suo contenuto è illecito o illegale, quando lede i diritti individuali di uno o più condomini o quando vanno ad incidere negativamente sulla proprietà esclusiva di ogni condomino. Vi sono, poi, le delibere annullabili definite così se il contrasto è minimo e può essere sanato. Se non impugnate entro 30 giorni, anche le delibere inizialmente definibili come annullabili diventano effettive e vincolanti.

Sospensione di una delibera condominiale

Finché il giudice non ne decide l'illegittimità, tutte le delibere godono della cosiddetta presunzione di validità. Per questo molte volte le decisioni in esse contenute vengono eseguite immediatamente, senza rendersi conto che tali azioni possono ledere in maniera irrimediabile i diritti di uno o più condomini. Per questa motivazione è possibile richiedere la sospensione di una delibera condominiale. In questo modo si sospende l'efficacia della delibera ancora prima che venga, eventualmente, giudicata illegittima. Sono diversi i momenti in cui è possibile richiedere la sospensione di una delibera condominiale. E', infatti, un'azione che può essere contemporanea alla presentazione dell'impugnazione o in un tempo successivo alla stessa.E' possibile presentare tale richiesta anche in maniera antecedente ma sia la richiesta di impugnazione che quella relativa alla sospensione devono arrivare entro 30 giorni dalla data della delibera stessa.

Come impugnare una delibera condominiale

Ma come impugnare una delibera condominiale? L'impugnazione va fatta davanti ad un giudice civile anche se, a partire dal 2013 dopo il Decreto Legge numero 69/2013 (ovvero il cosiddetto Decreto del Fare), è obbligatorio, per coloro che desiderano proporre l'impugnazione, tentare prima la conciliazione tramite il Ministero della Giustizia. Solo se questa non avrà esito positivo si potrà procedere. Secondo l'articolo 1137 del Codice Civile sono valide tutte le delibere che non sono state dichiarate illegittime dal giudice. Per questo si ha la cosiddetta presunzione di validità per tutte le delibere. L'impugnazione va fatta sempre e comunque entro 30 giorni dal momento in cui l'assemblea condominiale si è riunita ed ha deliberato. Nel caso di delibere annullabili, l'impugnazione può essere fatta da condomini assenti durante l'assemblea, dagli astenuti ed, infine, da coloro che avevano espresso parere contrario. Nel caso delle delibere nulle, invece, l'impugnazione può essere fatta da chiunque. Entro 30 giorni, tale provvedimento va poi comunicato al condominio o a chi lo rappresenta.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Chi ha il diritto di impugnare una delibera condominiale?
    L'impugnazione non è riservata esclusivamente ai condomini che hanno votato contro. Possono agire legalmente anche coloro che si sono astenuti dalla votazione o che erano completamente assenti dall'assemblea. Questa tutela si applica specificamente alle delibere considerate 'annullabili', ovvero quelle in cui il contrasto con la legge o il regolamento è meno grave. Al contrario, per le delibere 'nulle', che presentano gravi irregolarità strutturali o contenuti illeciti, il diritto di impugnazione spetta a qualsiasi condomino, indipendentemente dal suo comportamento durante l'assemblea.
  • Qual è il termine massimo per impugnare una delibera?
    Il termine perentorio per presentare l'impugnazione è di soli 30 giorni. Questo periodo decorre dalla data in cui si è tenuta l'assemblea condominiale e sono state prese le decisioni. È fondamentale rispettare rigorosamente questa scadenza: se nessun condomino impugna la delibera entro 30 giorni, essa si intende tacitamente approvata e diventa vincolante per tutti i proprietari. Dopo tale termine, la delibera non potrà più essere contestata in giudizio, salvo casi eccezionali legati alla nullità assoluta che, pur non essendo sanabile dal silenzio, richiede comunque un intervento tempestivo per bloccarne l'esecuzione immediata.
  • È obbligatorio provare la conciliazione prima di andare in tribunale?
    Sì, a seguito del Decreto Legge numero 69/2013, noto come 'Decreto del Fare', è diventato obbligatorio tentare preliminarmente la conciliazione. Prima di depositare l'atto di citazione presso il giudice civile, le parti devono sottoporsi a un tentativo di mediazione gestito dal Ministero della Giustizia. Solo nel caso in cui questa procedura non porti a un accordo soddisfacente, sarà possibile procedere con l'impugnazione vera e propria. Ignorare questo passo preliminare comporta l'inammissibilità del ricorso giudiziario, rendendo vano il tentativo di far valere i propri diritti in sede legale.
  • Come posso bloccare l'applicazione di una delibera mentre dura il giudizio?
    Poiché le delibere godono di una presunzione di validità fino a prova contraria, spesso vengono eseguite subito dopo l'assemblea. Tuttavia, è possibile richiedere al giudice la sospensione della delibera. Questa misura cautelare mira a impedire che l'esecuzione immediata causi danni irreparabili ai diritti dei condomini. La richiesta di sospensione può essere presentata contemporaneamente all'atto di impugnazione oppure successivamente, ma deve comunque pervenire entro i 30 giorni dalla riunione assembleare. Il giudice valuterà se concedere la sospensione per mantenere lo status quo fino alla definizione del merito della causa.
  • Qual è la differenza tra delibera nulla e annullabile?
    La distinzione è cruciale per capire la forza legale della decisione. Le delibere 'nullle' sono affette da vizi gravissimi: mancano di elementi essenziali, hanno contenuto illecito o ledono direttamente la proprietà esclusiva. Queste non producono mai effetti giuridici e non possono essere sanate, nemmeno col passare del tempo. Le delibere 'annullabili', invece, presentano contrasti minori con la legge o il regolamento. Se non vengono impugnate entro 30 giorni, queste diventano definitive e vincolanti. Quindi, mentre la nullità è assoluta e permanente, l'annullabilità dipende dall'azione tempestiva dei condomini.