Cambio di destinazione d'uso

Come cambiare la destinazione d'uso di un immobile

Il proprietario di un immobile già esistente, può avere necessità di cambiare la destinazione d'uso del proprio fabbricato per diverse ragioni. Una fra le più comuni è quella in cui l'immobile si trovi su una strada particolarmente adatta al commercio, che rende il valore d'affitto o di rendita dello stesso più vantaggioso. Va detto però che per potere procedere alla variazione è necessario prima accertarsi se il piano regolatore generale preveda in itinere questa ipotesi. Laddove questo non è previsto è impossibile effettuare il cambio di destinazione d'uso. Nel caso in cui l'immobile faccia parte di un contesto condominiale, è utile informarsi se il regolamento interno vigente preveda dei vincoli che vietino il cambio di destinazione d'uso. Dopo avere accertata la fattibilità della realizzazione si può procedere formalmente al cambio di destinazione d'uso, salvo dovere eseguire dei lavori di adeguamento specifici a seconda della nuova destinazione d'uso da assegnare.
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Costi ed autorizzazione per il cambio di destinazione d'uso

lavori1Il cambio di destinazione d'uso di un immobile, prevede dei costi che possono essere particolarmente onerosi ed un iter burocratico da seguire che talvolta può essere estenuante. E' necessario affidarsi a dei consulenti esperti ed affidabili che seguano tutte le operazioni e consiglino anche le maestranze a cui rivolgersi per ottenere un lavoro realizzato a norma ed efficiente. I costi quindi riguardano sia le competenze professionali che quelli delle maestranze, ivi compresi i materiali necessari da utilizzare per la realizzazione degli eventuali lavori di modifica o ripristino dell'immobile, che quelli dovuti per gli oneri di urbanizzazione. Questi ultimi, a seconda del luogo di ubicazione dell'immobile, possono essere versati anche ad altri enti oltre quelli del comune di pertinenza, come ad esempio i beni culturali ed ambientali e vari diritti tecnici delle diverse segreterie di appartenenza. Ancora è importante sapere che variando la destinazione d'uso di un immobile varia anche il valore di rendita catastale dello stesso con il conseguente aumento delle tasse spettanti.

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    Lavori da realizzare per il cambio di destinazione d'uso.

    lavori2I lavori da realizzare per il cambio di destinazione d'uso di un immobile sono di natura prevalentemente edilizia ma prevedono anche, al proprio interno, lavori specifici come ripristini o adeguamenti elettrici, idraulici, fognari. Se per esempio si deve trasformare un ufficio in un'abitazione, i lavori possono essere più modesti perché in linea di massima si deve aggiungere una cucina, adattandone gli attacchi per l'acqua ed il gas e probabilmente necessita un adeguamento all'impianto elettrico. Ma se invece si deve trasformare un locale a piano terra destinato in origine ad abitazione in un locale ad uso commerciale l'onere economico da sostenere sarà certamente maggiore. In questo caso la struttura andrà completamente rasa al suolo, salvo i muri portanti e dovranno essere realizzati lavori più imponenti che prevedano anche la sicurezza ambientale. Quindi impianti anti incendio, vetrate anti sfondamento, uscite di sicurezza, l'utilizzo di materiali ignifughi ed altre opere specifiche a seconda dell'utilizzo definitivo dell'immobile.


    Cambio di destinazione d'uso: Conclusioni

    lavori3Sebbene il cambio di destinazione d'uso di un immobile sia un procedimento che certamente ha un suo valore nel contesto generale, è bene sapere che comunque la sua realizzazione è particolarmente onerosa e molto burocratica. Non è assolutamente consigliabile avviarsi in un campo così vasto e sconosciuto se non si ha la necessaria competenza tecnico-giuridica- amministrativa per procedere a tali cambiamenti. L'affidarsi ad aziende specializzate e ad un professionista competenti può rivelarsi, al contrario di quanto comunemente immaginato, meno dispendioso e certamente meno oneroso. Il luogo comune che chi fa da se fa per tre in questo caso non è affatto immaginabile. Inoltre senza una preventiva conoscenza delle leggi e regolamentazioni locali ci si potrebbe trovare ad avere avviato lavori che non potranno mai essere portati a termine e si potrebbe incorrere in sanzioni amministrative molto costose se non addirittura ritrovarsi coinvolti in procedimenti di natura penale ed è notorio che da questo punto di vista la legge non ammette ignoranza. Quindi decisamente no al sistema autodidattico.



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