Abusi edilizi su parti comuni

Normativa sull'abusivismo delle parti comuni

La norma di riferimento nei casi di abuso edilizio delle parti comuni è indicata nell'articolo 1102 del codice di procedura civile. Sul merito l'articolo in sintesi recita che l'uso della cosa comune è consentito a patto di non alterarne la destinazione nè impedire ai comuni utilizzatori il loro diritto all'uso del bene comune. Ed ancora che può comunque apportare modificazioni atte al miglioramento dello stesso a proprie spese. La norma, pur avendo lo scopo di dissuadere dal commettere il reato, è spesso disattesa con serie conseguenze per i trasgressori. Un classico esempio di abuso edilizio su parti comuni è quello di un condomino proprietario di un appartamento al piano terra che decida di ampliare una stanza del suo appartamento andando ad invadere, per lo scopo, una porzione dello stabile ad uso comune. Anche se i lavori di intervento, per esempio, dovessero migliorare in qualche modo l'utilizzo dello spazio comune, ma non è stata data l'autorizzazione da parte degli altri beneficiari, i lavori eseguiti possono essere bloccati ovvero demoliti, nel caso in cui siano stati completati, obbligando l'esecutore del reato a ripristinare l'originario stato dei luoghi e delle cose. Naturalmente a proprie spese.
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Sanatoria su abusi edilizi in parti comuni

martelletto giudice Laddove siano previsti i necessari requisiti di legge, anche un abuso edilizio su parti comuni dell'edificio può usufruire della sanatoria. Per ottenerla è necessario però, oltre all'assolvimento di tutte le pratiche amministrative richieste, che tutti i beneficiari delle parti comuni dell'edificio siano d'accordo ed esprimano per iscritto la loro volontà ad agire in proposito. E' interessante sapere che la sanatoria non ha nulla a che vedere con la concessione del condono edilizio che necessita obbligatoriamente dell'approvazione di una legge, da parte del Parlamento, su tutte le specifiche forme del reato commesso.

Chi commette il reato di abuso edilizio su parti comuni dell'edificio, oltre a dovere poi provvedere alla necessaria sanatoria, condono ovvero al ripristino originale delle parti comuni in caso di diniego ad opera degli altri beneficiari dei beni, è anche passibile di sanzioni amministrative e penali, a seconda dei casi, da parte degli organi preposti. Le sanzioni amministrative, per esempio nel caso di lavori eseguiti con l'inosservanza di norme e concessioni, possono essere anche di diverse migliaia di euro e ne sono responsabili sia chi commissiona i lavori che chi li esegue. Le sanzioni penali sono molto rare nel caso in cui si sia commesso un reato di abuso su delle parti comuni a meno che queste non siano in qualche maniera degenerate nell'aggravante di una lottizzazione abusiva.

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    Abusi edilizi su parti comuni: Il suolo come parte comune

    suolo Anche il suolo su cui sorge un edificio viene inteso come parte comune ed in quanto tale usufruibile da tutti. Questo principio fa si che nel caso in cui un condomino voglia o debba fare dei lavori di ripristino o manutenzione e questi interessano il beneficio comune, lo stesso deve sempre ottenere da parte di tutti i beneficiari il consenso scritto allo svolgimento dei lavori da eseguire e deve garantire, durante l'espletamento dei lavori, che il bene comune rimanga sempre a disposizione dell'uso reciproco. Il caso per esempio del proprietario di un appartamento al piano terra che deve riparare un tubo di scarico che termina nell'area esterna condominiale dove magari sia stata realizzata un'aiuola. Nonostante il lavoro sia assolutamente necessario, fatto salvo il momento di urgenza, l'interessato deve garantire agli altri condomini il passaggio pedonale o veicolare.

    La normativa che regolamenta i casi di abusi edilizi su parti comuni è comunque materia molto complessa e specifica. Nel caso in cui ci si ritrovi a dover argomentare nelle opportune sedi giudiziarie eventuali casi accertati, questi vanno discussi esclusivamente da un legale competente talvolta supportato da specifici professionisti in grado di fornire tutte le argomentazioni tecniche necessarie al dibattito. Il principio della convivenza comune dovrebbe indurre però tutti quanti ad avere maggior rispetto della legge e del bene comune evitando di trasgredire entrambe le cose.


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