progetto impianto elettrico

Impianti Elettrici

progettazione impianti elettrici

Sono molti che si cimentano nella progettazione di impianti elettrici in condomini, ville o luoghi lavorativi ma solo in pochi possono vantarsi di poter creare un impianto a regola d’arte

di Redazione

11 luglio 2013

La progettazione di un impianto elettrico deve essere effettuato da una persona competente

Innanzitutto bisogna eseguire l’operazione attenendosi alle norme legislative imposte e solo la professionalità di persone competenti, possono dotare l’impianto di un’assoluta sicurezza. Anche un cancello automatico per esempio, deve essere progettato con scrupolosa maestria e la vecchia legge 46/90 che non ha incluso i cancelli automatici nella normativa, ha fatto sì che solo pochissimi elementi siano a norma e sicuri. Fortunatamente il nuovo DM 37/08, ha previsto che si utilizzino determinate norme anche per le automazioni dei serramenti dei cancelli e molti installatori si stanno sensibilizzando e adottano regole di assoluta sicurezza. Secondo alcune stime precise infatti, almeno 10.000 persone ogni anno, sono vittime di incidenti piccoli o più seri, causati dai cancelli automatici. Dovrebbero essere gli stessi fabbricanti o i rivenditori dove ci si fornisce, a spiegare in maniera dettagliata come progettare buon impianto elettrico sui cancelli automatici, forniti soprattutto di regole relative alla legislazione attuale.

Gli impianti elettrici nelle strutture residenziali

Dal novembre 2012 è entrata in vigore la settima edizione della norma CEI 64-8 che prevede che gli impianti elettrici nelle zone residenziali, debbano essere installati con norme di sicurezza decisamente ineccepibili. La potenza impegnabile dell’impianto deve essere necessariamente di 3 Kw se la superficie calpestabile è di circa 75 mq. Se invece si superano i 75 mq, la potenza impegnabile deve essere di 6Kw. Importantissimi sono i montanti di alimentazione che devono fungere da protezione (montante di terra) per eventuali dispersioni di energia elettrica. Tutta l’unità abitativa inoltre, deve essere dotata di un interruttore generale accessibile e facilmente individuabile da tutti che ha la funzione di un comando di emergenza.

Le norme previste per la giunzione ed i collegamenti elettrici

Sono categoricamente vietate le congiunzioni con cavetti attorcigliati e legati con nastro isolante. Le norme legislative attuali prevedono che ci siano appositi morsetti. Dopo la posa di morsetti e cavi, dentro il vano di derivazione, deve rimanere uno spazio di almeno il 20% della dimensione della cassetta stessa. L’entra ed esci di cavi e morsetti deve avvenire esclusivamente nel vano che li contiene mentre i cavi possono tranquillamente attraversare più vani. La legge definisce tre livelli di impianti elettrici e cioè un livello dal minimo accettabile, un livello di buona qualità ed uno demotico ossia innovativo al massimo.

Il numero minimo di circuiti e punti luce

Il circuito è quella parte di impianto che deve proteggere dal sovraccarico di corrente. Non è necessario installarli in box, cantinole e garage e la distribuzione va fatta in circuiti luci, circuiti prese ed altre zone della casa dove per esempio, sono ubicati gli elettrodomestici. Ogni unità abitativa, a seconda dei metri quadri, ha bisogno dell’installazione di un determinato numero di circuiti. Per quanto riguarda i punti luce da installare, anch’essi vanno posizionati secondo i mq dell’unità abitativa. Se il corridoio di ingresso è lungo più di 5 metri, bisogna posizionare almeno un punto luce. Solo in casi particolari il punto luce può essere sostituito da lampade o piantane. La destinazione d’uso del locale o dell’abitazione, decide quante prese energetiche bisogna installare. Solo in camera da letto può essere diminuito il numero di prese da installare. Anche nel bagno è possibile installare un minor numero di prese ma solamente se non è previsto l’uso della lavatrice. Accanto ad ogni presa telefono, deve essere installata anche una presa elettrica.

E’ richiesta secondo la normativa, anche un punto luce di sicurezza

In mancanza di illuminazione ordinaria, la legislazione prevede che ci sia almeno un punto luce di emergenza che permetta alle persone di potersi muovere con facilità. E’ necessario inoltre, posizionare anche degli scaricatori di energia eventualmente in sovraccarico. Sono elementi importantissimi per l’incolumità degli abitanti o delle persone che soggiornano negli stabili. In una buona unità abitativa sono previsti almeno tre importanti impianti e cioè quello del citofono, quello anti intrusione o di allarme e quello demotico che comprende varie funzioni.

Domande frequenti

  • Chi è autorizzato a progettare e installare un impianto elettrico?
    La progettazione e l'installazione di impianti elettrici devono essere eseguite esclusivamente da personale qualificato e competente, come richiesto dalle normative vigenti. Questo garantisce la sicurezza strutturale e funzionale dell'impianto. Non si tratta di un intervento 'fai-da-te', poiché errori nella progettazione possono causare gravi rischi come incendi o folgorazioni. È fondamentale affidarsi a professionisti che conoscono a fondo le leggi nazionali, come il Decreto Ministeriale 37/08, per assicurare che ogni componente, dall'interruttore generale ai morsetti, rispetti gli standard di sicurezza richiesti.
  • Qual è la potenza minima richiesta per un appartamento residenziale?
    Secondo la norma CEI 64-8, la potenza impegnabile dipende dalla superficie calpestabile dell'abitazione. Per superfici fino a circa 75 metri quadrati, la potenza minima obbligatoria è di 3 kW. Se l'appartamento supera questa metratura, la potenza deve essere aumentata a 6 kW. Questi valori sono fondamentali per garantire che l'impianto possa sostenere il carico degli elettrodomestici moderni senza andare in sovraccarico. Inoltre, è obbligatorio installare un interruttore generale facilmente accessibile per interrompere l'alimentazione in caso di emergenza.
  • Come devono essere fatte le giunzioni tra i cavi elettrici?
    Le norme vietano tassativamente le giunzioni realizzate annodando i fili e avvolgendoli con semplice nastro isolante. È obbligatorio utilizzare appositi morsetti certificati per unire i conduttori. Una volta posizionate le giunzioni all'interno delle cassette di derivazione, deve rimanere almeno il 20% dello spazio libero per facilitare future manutenzioni e dissipare il calore. I cavi possono attraversare diversi vani, ma i collegamenti veri e propri devono avvenire esclusivamente entro i vani contenenti i morsetti, garantendo così continuità e sicurezza elettrica.
  • Quanti punti luce e prese devo installare in base agli ambienti?
    Il numero di punti luce e prese varia in base ai metri quadri e alla destinazione d'uso. Ad esempio, nei corridoi superiori ai 5 metri è obbligatorio installare almeno un punto luce. In camera da letto e in bagno il numero di prese può essere ridotto, ma solo se nel bagno non è prevista l'installazione della lavatrice. Inoltre, accanto a ogni presa telefonica o dati deve esserci sempre una presa elettrica dedicata. La distribuzione va effettuata separando i circuiti per luci, prese generali e grandi elettrodomestici per evitare sovraccarichi.
  • È obbligatorio avere un'illuminazione di emergenza?
    Sì, la normativa richiede la presenza di almeno un punto luce di sicurezza o di emergenza. Questa installazione è cruciale per permettere alle persone di muoversi con facilità e sicurezza in caso di blackout o guasti all'impianto principale. Oltre all'illuminazione, sono necessari scaricatori di sovratensione per proteggere l'impianto da picchi di energia. Un impianto completo e a norma include anche sistemi integrativi come citofono, antintrusione e domotica, essenziali per la comodità e la tutela degli abitanti.