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Interruttore magnetotermico

Aggiornato il 05 ottobre 20166 capitoli5 domande frequenti
Sicurezza impianto elettrico

Sicurezza impianto elettrico

Di marchi dedicati ai prodotti e agli oggetti per la casa ce ne sono a bizzeffe: tutti lavorano, si aggiornano e cercano sempre e comunque di dare il massimo per perseguire un obiettivo fondamentale, la sicurezza, soprattutto tra le mura domestiche: perché se c’è un luogo che per eccellenza rappresenta un sinonimo di sicurezza e tranquillità, almeno in linea teorica, è la casa. Non c’è niente di meglio che varcare la soglia della propria abitazione di sera, dopo una giornata di lavoro, e sentirsi a proprio agio. Tuttavia, malgrado il concetto di casa sia riconducibile alla sicurezza, le insidie, anche tra le pareti domestiche, non mancano, e non c’è casa sicura senza i dovuti accorgimenti. Questi devono riguardare innanzitutto la costruzione dell’abitazione, poi il modo di viverla e di utilizzare le risorse che si hanno a disposizione all’interno. L’elettricità è senza dubbio una di queste: anzi, fra tutte le risorse, merita un trattamento speciale, perché senza la corrente elettrica la nostra vita non sarebbe la stessa. Che piaccia o no, attualmente non possiamo stare senza un personal computer, senza televisore, senza cellulari, senza asciugacapelli, né lavatrice e frigorifero: insomma, l’elettricità è parte fondante di ogni azione. Fondamentale, però, è sapersi interfacciare con questa straordinaria risorsa e controllarla rispettando le norme legate alla sicurezza del suo utilizzo, con l'impiego di elementi certificati e sicuri che permettano una grande sicurezza.

Elettricità in casa

Sono diversi gli accorgimenti che è possibile adottare per evitare problemi con la corrente elettrica all’interno di un’abitazione. E' bene conoscere l’importanza del conduttore di terra, un sistema che permette – nelle abitazioni autonome – di gestire in maniera sicura e ottimale, gli sbalzi di tensione e i cortocircuiti. Va sottolineato il fatto che, sebbene l’impianto di terra sia qualcosa di fondamentale per la sicurezza domestica, se all’interno dell’abitazione manca un interruttore magnetotermico, il primo è semplicemente depotenziato, se non addirittura inutilizzabile. Se dall’interno verso l’esterno delle case, il conduttore di terra è sinonimo di sicurezza, tra le pareti domestiche l’interruttore magnetotermico è una vera e propria garanzia di stabilità.

A cosa serve l'interruttore magnetotermico?

Ma esattamente a cosa serve l’interruttore magnetotermico? La prima cosa da dire è che in molti lo conoscono anche se non lo sanno, semplicemente perché abituati a chiamarlo “interruttore automatico”. Si tratta di un sinonimo, decisamente più utilizzato rispetto al nome tecnico. Compito preciso di questo dispositivo di sicurezza è quello di interrompere sul nascere il flusso di corrente elettrica all’interno di un impianto in condizioni di cortocircuito o di sovraccarico di corrente. Avete presente il cosiddetto “contatore”, generalmente situato nei sottoscala oppure in balcone nelle case comuni? E' di quello che stiamo parlando. Qual è la differenza che separa l’interruttore magnetotermico da quello termico e semplice? Dal punto di vista della forma non è particolarmente rilevante, ma tecnicamente la distinzione è necessaria e notevole. Questo tipo di interruttore è in grado di sostituire senza difficoltà sia l’interruttore termico che il fusibile, perché in grado di garantire una maggiore sicurezza e una più marcata precisione di intervento in caso di problemi; inoltre, si aziona in maniera semplicissima, ed è facilmente azionabile: basta schiacciare un pulsante o una leva per riportarlo alla situazione di partenza dopo il momento critico. Come si evince senza troppe difficoltà, almeno nel nome, l’interruttore magnetotermico non differisce di molto da quello termico. Tuttavia, il funzionamento muta, e non poco: in caso di cortocircuito si aziona mediante un meccanismo di tipo magnetico, mentre in caso di sovraccarico di corrente funziona mediante un meccanismo termico. In ogni modo, le case del nuovo millennio non possono essere sprovviste di un interruttore magnetotermico, soprattutto se dotate di un conduttore di terra: come abbiamo visto pocanzi, i due elementi procedono di pari passo e rappresentano l’uno il completamento dell’altro. A onor del vero e per completezza di informazioni, vi diciamo però che in fatto di sicurezza, a termini di legge, per quanto importante l’interruttore magnetotermico non basta. Le case di nuovissima generazione sono dotate di un ulteriore interruttore, detto differenziale, utilissimo per tenere sotto controllo il rischio di folgorazione e dispersioni di corrente.

Intervento magnetotermico

Dalla denominazione dell’oggetto della nostra discussione si intende chiaramente la sua capacità di svolgere una duplice funzione: magnetica e termica. Le due situazioni che devono giocoforza essere tenute a bada, all’interno di un appartamento, sono il cortocircuito e il sovraccarico di corrente. Ciascuna di queste situazioni critiche viene tenuta a bada rispettivamente dal funzionamento magnetico e da quello termico. Nel primo caso (funzionamento magnetico contro il cortocircuito), accade che due conduttori contraddistinti da un potenziale differente entrano in contatto tra di loro, generando un flusso di corrente dalle proporzioni eccessive. All’interno dell’interruttore magnetotermico è presente una barra magnetica che racchiude il solenoide incaricato di rilevare l’evento critico e neutralizzarlo. L’imponente flusso di corrente sollecita automaticamente un campo magnetico che aziona l’ancorina da cui parte fisicamente l’intervento dell’interruttore magnetotermico. Quest’ultimo entra in azione in maniera istantanea ed è capace di trovare una soluzione immediata, onde evitare anche un eventuale sovraccarico di corrente e un’eccessiva elevazione della temperatura. Il secondo problema che si può verificare, sotto il profilo energetico, all’interno di un appartamento, è il sovraccarico di corrente. Vi sarà sicuramente capitato di vedere venir meno la corrente in un momento in cui in casa ci sono troppi carichi accesi. Computer, lavatrice, asciugacapelli, piastra da capelli, stereo e via dicendo: quando si chiede troppo all’interruttore magnetotermico e alle capacità di un impianto elettrico, quest’ultimo ne risente e, grazie al nostro dispositivo di sicurezza, si blocca per evitare guai seri.

Limiti impianto energia elettrica

Un’altra domanda a cui è importante rispondere in questa sede è relativa ai limiti di un impianto di energia elettrica: da cosa dipendono? Chi li stabilisce? Diciamo senza ombra di dubbio che il limite di corrente è determinato da limiti costruttivi dettati dagli ingegneri dell’impianto stesso. Lungi dal rappresentare problemi comuni, quelli del cortocircuito e del sovraccarico di corrente sono delle vere e proprie minacce per la sicurezza in ambito domestico. A queste si può trovare rimedio grazie all’installazione di un interruttore magnetotermico, la soluzione perfetta per una corretta e sicura gestione delle risorse elettriche. I carichi esterni, ma anche l’impianto in generale, possono subire danni più o meno gravi che spesso possono anche essere irreversibili. Per esempio, in caso di sovraccarico di corrente, un pc spento ma con l’alimentazione attaccata può subire danni irrimediabili come la perdita della memoria a disco rigido e il danneggiamento dell’apparato di alimentazione.

Sensibilità magneto termico

Quando si dice (molto spesso) che la tecnologia ha compiuto e continua a compiere passi da gigante, questa espressione va rivolta anche e soprattutto all’elettrotecnica domestica. Nei decenni passati, le cose andavano diversamente e per quanto ci si sforzasse non si riusciva a ottenere il massimo in termini di sicurezza. I maggiori problemi si riscontravano negli impianti elettrici più estesi, come quelli dei condomini e delle ampie zone residenziali. Cosa accadeva? Accadeva che l’intervento di un dispositivo di sicurezza poteva lasciare al buio un’intera zona ampia. Con la possibilità di distinguere le aree in base alla criticità, è intervenuta quella che oggi si chiama “selettività”, o “protezione selettiva”. Attualmente, in base al progresso del settore, gli impianti elettrici vengono costruiti e strutturati in base ad una logica gerarchica: a monte troviamo un interruttore generale, seguito più in basso da un certo numero di dispositivi posti a protezione di macrozone. Qual è la differenza di azione tra l’interruttore generale e quelli “specifici”, posti più in basso? Ciò che cambia è precisamente la soglia di intervento: quella dell’interruttore generale è sufficientemente elevata da ottenere l’assorbimento di tutto l’impianto, mentre quelli piccoli hanno comprensibilmente una soglia di intervento e una capacità meno elevate. Per dirla breve e in maniera chiara, in base a questo tipo di organizzazione, se si verifica un cortocircuito o un sovraccarico di corrente in un appartamento, entra in funziona solamente il dispositivo di sicurezza dell’appartamento interessato e non automaticamente quello dell’intero condominio. Questo però succede solamente da pochi decenni: prima andava diversamente e, in caso di situazioni critiche, a pagare era praticamente l’intero impianto. Infine, è fondamentale – ma avviene oramai in maniera fissa e puntuale – che i dispositivi siano tra loro coordinati nel funzionamento e nell’intervento in caso di malfunzionamento e situazione di gravità. Se qualcosa dovesse andare storto, entra in pratica in funzione solamente il dispositivo interessato. Per chiudere, ci soffermiamo brevemente sulla normativa che regolamenta la pratica di intervento dell’interruttore magnetotermico: si tratta della CEI EN 60898-1, la cui sigla è arricchita sugli apparati da una lettera alfabetica che determina la sensibilità, che può essere la B, la C o la D, in ordine decrescente.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra interruttore magnetotermico e interruttore differenziale?
    L'interruttore magnetotermico protegge l'impianto elettrico dai danni causati da cortocircuiti e sovraccarichi di corrente, intervenendo per prevenire incendi o danni agli elettrodomestici. Al contrario, l'interruttore differenziale (o salvavita) è progettato specificamente per proteggere le persone dalla folgorazione, rilevando eventuali dispersioni di corrente verso terra. Mentre il magnetotermico tutela l'infrastruttura elettrica, il differenziale tutela la salute degli occupanti della casa. Entrambi sono essenziali per una sicurezza completa e dovrebbero coesistere nell'impianto domestico moderno.
  • Come funziona l'interruttore magnetotermico in caso di cortocircuito?
    In presenza di un cortocircuito, ovvero il contatto accidentale tra due conduttori a potenziale diverso, si genera un picco di corrente immediato e molto elevato. All'interno dell'interruttore, una barra magnetica rileva questo evento creando un campo magnetico istantaneo che aziona un meccanismo fisico (l'ancorina). Questo provoca l'interruzione rapida del flusso elettrico, disattivando il circuito quasi immediatamente per evitare surriscaldamenti pericolosi o incendi. È un'azione puramente meccanica-magnetica, indipendente dal calore accumulato.
  • Cosa causa il salto dell'interruttore per sovraccarico e come si ripristina?
    Il sovraccarico si verifica quando si collegano troppi apparecchi contemporaneamente, superando la capacità massima sopportata dall'impianto. In questo caso, un elemento bimetallico interno si scalda progressivamente fino a deformarsi e far scattare l'interruttore. A differenza del cortocircuito, qui l'intervento non è istantaneo ma dipende dal tempo e dall'entità del carico. Per ripristinare la corrente, è necessario spegnere alcuni elettrodomestici per ridurre il carico totale e poi riinnescare manualmente l'interruttore premendo la leva o il pulsante dedicato.
  • A cosa servono le lettere B, C e D stampigliate sull'interruttore?
    Le lettere B, C e D indicano la curva di scatto o sensibilità dell'interruttore magnetotermico, definita dalla norma CEI EN 60898-1. Questa classificazione determina la soglia di corrente alla quale l'interruttore interviene in caso di cortocircuito. La curva B è la più sensibile (interviene subito), la C è media (standard per uso domestico) e la D è meno sensibile (consentendo picchi iniziali più alti, utile per motori o trasformatori). Scegliere la curva sbagliata può causare salti indesiderati o, peggio, mancata protezione in caso di guasti gravi.
  • Cos'è la selettività negli impianti elettrici e perché è importante?
    La selettività garantisce che, in caso di guasto, intervenga solo l'interruttore più vicino al punto di malfunzionamento, lasciando attivi gli altri circuiti. Negli impianti moderni, l'interruttore generale ha una soglia di intervento più alta rispetto a quelli specifici dei singoli appartamenti o zone. In passato, un corto circuito in un appartamento poteva far saltare la luce a tutto il condominio; oggi, grazie alla selettività, il guasto rimane isolato, migliorando l'affidabilità del servizio e facilitando le operazioni di manutenzione e risoluzione del problema.

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