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Impianti Elettrici

Impianti elettrici a livelli

Gli impianti elettrici a livelli della nuova Norma CEI sono tre e definiscono standard di sicurezza, efficienza, risparmio energetico e comfort.

di Redazione

19 ottobre 2015

La nuova normativa sugli impianti elettrici

Gli impianti elettrici a livelli seguono la nuova Norma CEI EN 64-8 Parte 3, relativa alle prestazioni degli impianti negli ambienti residenziali. La normativa definisce le caratteristiche che devono possedere gli impianti elettrici per assicurare alti livelli di sicurezza. Inoltre sancisce le specifiche tecniche per il miglior comfort abitativo, qualità, risparmio ed efficienza energetica. La normativa è obbligatoria per i nuovi impianti e per il rinnovo totale di impianti già esistenti ed in fase di ristrutturazione. Fanno eccezione gli edifici con un valore storico, artistico e culturale e le zone in comune degli immobili residenziali. Sono stati introdotti tre diversi livelli a cui occorre fare riferimento nell'installazione dell'impianto domestico. Sono previste determinate configurazioni minime da rispettare perché tutto sia a norma e sono possibili anche personalizzazioni. I livelli più alti rappresentano anche una sorta di investimento per il futuro in quanto contribuiscono ad aumentare il valore dell'edificio.

Regole generali e caratteristiche del Livello 1

Quando si decide di installare un impianto ex novo o di rinnovarne uno preesistente, l'utente può scegliere il Livello 1, 2 o 3. Operando nel rispetto della normativa CEI, l'installatore farà in modo che il Livello 1 abbia solo la dotazione minima prevista perché sia conforme. I Livelli 2 e 3 portano al massimo le prestazioni e la sicurezza degli impianti adeguandosi alle richieste del cliente ed alla struttura dell'immobile. La normativa fa sì che l'installatore possa dichiarare con precisione l'efficienza e la qualità dell'impianto. Il cliente può conoscere nel dettaglio tutte le prestazioni della soluzione impiantistica. Il Livello 1 è indicato per coloro per i quali è sufficiente un servizio ed una sicurezza essenziali. Prevede un minimo di prese elettriche e punti luce secondo la grandezza dell'abitazione ed il tipo di ambienti della casa. In base alla metratura dell'abitazione è anche previsto un numero minimo di circuiti da installare. Devono essere presenti almeno due interruttori differenziali per poter assicurare un utilizzo costante della corrente.

I parametri del Livello 2

Fra i tre impianti elettrici a livelli il tipo 2 rappresenta quello standard della richiesta di sicurezza, funzionalità e comodità degli impianti delle unità immobiliari ad uso residenziale. Esso prescrive una quantità maggiore di punti luce e prese, rispetto al Livello 1, più dispositivi di protezione come il videocitofono ed il sistema anti-intrusione. Un sistema di controllo dei carichi, come il relè di massima corrente, permette di utilizzare il servizio in maniera ottimale, evitando ogni spreco di energia e blackout. In questo modo l'utente può attuare una gestione intelligente dei propri consumi. I dettagli generali dei tre livelli prevedono un minimo di 3kW in abitazioni fino a 75 mq e 6 kW per metrature maggiori. La superficie presa in considerazione è quella calpestabile della casa, con l'esclusione di quella esterna come le terrazze. Le soffitte, le cantine ed i garage che utilizzano servizi di condominio sono ugualmente esclusi dal calcolo della superficie.

Le normative per il Livello 3

Con il Livello 3 la casa utilizza la tecnologia domotica e garantisce i massimi standard di comfort, sicurezza, prestazioni. Per essere ritenuto domotico un impianto deve rispondere ad almeno quattro requisiti fondamentali del genere, oltre a quelli del Livello 2 come controllo automatico del carico e sensori di sicurezza. Tra queste funzioni abbiamo la gestione del comando delle luci e della temperatura, la gestione degli scenari, per esempio le tapparelle, il controllo remoto, la rilevazione di incendio, la diffusione dei sottofondi musicali, il sistema anti-allagamento ed il rilevamento delle fughe di gas. Gli impianti elettrici a livelli, grazie alla domotica, consentono un miglioramento della qualità della vita. È previsto il controllo delle funzioni anche fuori casa, tramite PC e smartphone. Il risparmio di energia si riflette positivamente non solo sul bilancio familiare ma anche sull'impatto con l'ambiente. Inoltre l'abitazione domotica contribuisce all'abbattimento delle barriere architettoniche a favore di utenti disabili.

Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra i tre livelli degli impianti elettrici secondo la norma CEI?
    La norma CEI EN 64-8 parte 3 distingue tre livelli di prestazione per gli impianti residenziali. Il Livello 1 offre una dotazione minima essenziale, garantendo solo la sicurezza base con un numero ridotto di prese e punti luce. Il Livello 2 è lo standard consigliato, che include maggior numero di prese, dispositivi di protezione aggiuntivi come videocitofoni e sistemi anti-intrusione, oltre a un controllo intelligente dei carichi per ottimizzare i consumi energetici. Il Livello 3 integra la domotica completa, permettendo il controllo remoto di luci, climatizzazione, tapparelle e sicurezza tramite smartphone, offrendo il massimo comfort e accessibilità.
  • È obbligatorio seguire la norma sui livelli degli impianti elettrici?
    Sì, la normativa è obbligatoria per tutti i nuovi impianti elettrici installati e per il rinnovo totale di impianti esistenti durante interventi di ristrutturazione. L'unica eccezione riguarda gli edifici di particolare valore storico, artistico o culturale, nonché le parti comuni degli immobili residenziali. Per questi ultimi casi specifici, le regole possono variare in base alle vincoli patrimoniali o alle disposizioni condominiali specifiche, ma per l'interno delle unità abitative private il rispetto dei livelli CEI è un requisito legale fondamentale per garantire sicurezza ed efficienza.
  • Come si calcola la potenza elettrica necessaria in base ai metri quadri?
    Il calcolo della potenza impegnata dipende dalla superficie calpestabile dell'abitazione, escludendo aree esterne come terrazze e spazi comuni condominiali come cantine o garage se condivisi. Secondo gli standard del Livello 2, per abitazioni fino a 75 metri quadrati è prevista una potenza minima di 3 kW. Per superfici superiori a questa soglia, la potenza richiesta sale a 6 kW. Questo dimensionamento assicura che l'impianto possa gestire contemporaneamente i carichi elettrici tipici senza sovraccarichi, garantendo stabilità e prevenendo blackout indesiderati durante l'utilizzo quotidiano degli elettrodomestici.
  • Cosa rende un impianto elettrico 'domotico' nel Livello 3?
    Un impianto è considerato domotico quando soddisfa almeno quattro requisiti specifici oltre agli standard di sicurezza del Livello 2. Questi includono la gestione automatizzata di luci e temperatura, la programmazione di scenari (come l'apertura/chiusura simultanea di tapparelle), il controllo remoto via internet da PC o smartphone, e sistemi avanzati di rilevamento come incendi, fughe di gas o allagamenti. Questa integrazione tecnologica non migliora solo il comfort abitativo, ma favorisce anche il risparmio energetico e l'inclusività, aiutando ad abbattere le barriere architettoniche per persone con disabilità motorie attraverso comandi vocali o remoti.
  • Valga la pena investire nel Livello 2 o 3 per il valore dell'immobile?
    Sì, installare un impianto nei Livelli 2 o 3 rappresenta un investimento strategico che aumenta il valore commerciale dell'immobile. Mentre il Livello 1 soddisfa solo i minimi legali, i livelli superiori offrono prestazioni, efficienza energetica e comfort significativamente migliori, richiesti dal mercato immobiliare moderno. Un impianto domotico (Livello 3) o ben strutturato (Livello 2) riduce i costi energetici futuri e aumenta la sicurezza, rendendo la casa più attrattiva per potenziali acquirenti. Inoltre, questi impianti sono progettati per adattarsi alle evoluzioni tecnologiche, proteggendo l'investimento a lungo termine contro l'obsolescenza tecnica.