Impianto minieolico

Eolico

Impianto minieolico

Come costruire un impianto minieolico a casa per sfruttare l'energia del vento e generare elettricità senza inquinare l’ambiente e risparmiando allo stesso tempo sulla bolletta

di Redazione

24 febbraio 2014

Ma cos'è?

Un impianto eolico sfrutta la potenza inesauribile e pulita del vento per generare energia elettrica. Esso è sostanzialmente costituito da una sorta di mulino a pale che viene fatto ruotare dal vento. L'energia meccanica delle pale viene quindi convertita in energia elettrica grazie ad una macchina elettrica presente all'interno dell'impianto, detta generatore. Altre macchine elettriche trasformano questa energia in modo che possa essere utilizzata in casa piuttosto che essere riversata sulla rete elettrica nazionale. In questo caso, analogamente a quanto avviene per gli impianti solari fotovoltaici, il gestore dell'energia si impegna ad acquistare l'energia ceduta. Mentre gli impianti eolici industriali sono macchine enormi, una sorta di mulini alti svariate decine di metri che spesso si vedono sulle colline in molte parti di Italia, quelli minieolici hanno dimensioni (e costi) più contenuti e si prestano per un utilizzo domestico generando potenze inferiori. Complice la crisi ed una mutata coscienza sociale più rispettosa dell'ambiente, si è quindi venuta ad affiancare, alla versione industriale, anche la versione "domestica" di impianto eolico, l'impianto minieolico per l'appunto, che promette di far risparmiare in bolletta svariati euro ai fortunati proprietari. L'impianto minieolico essendo più piccolo di quello industriale, si presta ad essere installato con maggiore semplicità (anche e soprattutto a livello normativo) presso private abitazioni o aziende.

Tipi di impianti minieolici

Gli impianti minieolici possono essere sostanzialmente di due tipi: impianti ad asse orizzontale impianti ad asse verticale mentre i primi ricordano nella struttura gli impianti industriali e possono essere a rotore bipale, tripale o addirittura multipale, i secondi hanno il rotore che si muove intorno ad un asse verticale. In questo caso la forma dell’elemento rotante è fondamentale per garantire efficienza all'impianto. Gli impianti ad asse verticale sono solitamente meno rumorosi (e più costosi) di quelli ad asse orizzontale, inoltre sono spesso anche più belli da vedere avendo forme particolari.

Campi di applicazione

Gli impianti minieolici sono pensati per un utilizzo più "a misura d'uomo" nel senso che non vengono commissionati, come quelli industriali, dai grossi gestori dell'energia, ma possono essere tranquillamente acquistati da parte di privati e aziende per integrare o, in alcuni casi, sopperire al tradizionale servizio di distribuzione elettrica. Gli ambiti di applicazione sono sostanzialmente tre. Utilizzo domestico ovvero per la propria abitazione. In questo caso l'impianto va ad integrare l'energia elettrica acquistata dal cittadino andando quindi ad alleggerire la spesa necessaria per l'acquisto di energia elettrica da parte di quest'ultimo. Nell'utilizzo aziendale la funzione è la stessa, ma l'ambito di utilizzo va al di là della casa: si pensi ad esempio ad una fattoria ecologica che realizza uno di questi impianti per rendere elettricamente autonoma la propria stalla oppure il laboratorio per la realizzazione dei formaggi. Un ultimo campo di applicazione è quello legato al tempo libero. I piccoli impianti eolici possono essere, infatti, utilizzati per alimentare un camper o una barca a vela tanto per fare un esempio. Si tratta di impianti piccoli, da integrare ad esempio con il fotovoltaico, che rendono possibile godersi le vacanze senza dover ricorrere a generatori a carburante "classico" ed inquinante. Anche i costi sono in linea: con mille euro circa è possibile infatti acquistare un minieolico pensato per l'utilizzo in barca a vela ... dove il vento è notoriamente un elemento presente (sperabilmente) in abbondanza.

Quali sono i permessi necessari per poterli installare

In analogia ai costi, anche per la documentazione necessaria il livello di complessità richiesto dal minieolico è molto più basso di quello necessario per costruire una "wind farm" industriale. La legge italiana prevede che, per impianti di potenza entro i 60KW, una denuncia di inizio attività (D.I.A.) sia la documentazione sufficiente da presentare presso il comune di appartenenza. Questa legge nazionale, però, prevede numerose varianti e deroghe a seconda delle regioni dove si intende realizzare l'impianto e soprattutto se l'area prescelta fa parte di una zona protetta.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi economici e ambientali di un impianto minieolico domestico?
    L'impianto minieolico permette di generare elettricità pulita sfruttando l'energia cinetica del vento, riducendo drasticamente i consumi dalla rete elettrica nazionale e abbattendo i costi in bolletta. A differenza degli impianti industriali, le versioni domestiche hanno dimensioni contenute e costi di investimento inferiori, rendendole accessibili ai privati. Inoltre, contribuendo all'autoproduzione energetica, si riduce l'impatto ambientale legato alle emissioni di CO2. Se si eccede nella produzione, l'energia può essere ceduta alla rete tramite lo scambio sul posto, garantendo ulteriore risparmio economico.
  • C'è differenza tra turbine ad asse orizzontale e quelle ad asse verticale?
    Sì, esistono differenze strutturali e operative significative. Le turbine ad asse orizzontale ricordano i grandi mulini a vento industriali e possono avere due, tre o più pale; sono generalmente più efficienti nella conversione energetica. Al contrario, le turbine ad asse verticale presentano un rotore che gira attorno a un perno centrale verticale, offrendo spesso estetiche più moderne e innovative. Sono solitamente più silenziose durante il funzionamento, fattore cruciale per l'installazione residenziale, ma tendono ad avere costi iniziali più elevati rispetto alle controparti ad asse orizzontale.
  • Quali permessi servono per installare un minieolico a casa?
    Per impianti di potenza inferiore a 60 kW, la normativa italiana richiede principalmente la presentazione di una Denuncia di Inizio Attività (DIA) presso il Comune di competenza. Questo processo è molto più snello rispetto a quello per i parchi eolici industriali. Tuttavia, è fondamentale verificare le normative regionali specifiche, poiché alcune aree potrebbero imporre vincoli aggiuntivi. Attenzione particolare va riservata alle zone protette o vincolate, dove potrebbero esistere deroghe o divieti assoluti per tutelare il paesaggio o la fauna locale prima ancora di procedere con l'iter burocratico.
  • È possibile utilizzare un impianto minieolico per camper o barche?
    Assolutamente sì. Gli impianti minieolici di piccola taglia sono ideali per l'alimentazione autonoma di veicoli ricreazionali come camper o imbarcazioni a vela. Spesso vengono integrati con pannelli fotovoltaici per creare un sistema ibrido affidabile, permettendo di staccarsi dalle colonnine di ricarica o dai generatori a combustibile fossile. Il costo per queste piccole unità è contenuto, aggirandosi intorno ai mille euro, e la loro efficacia dipende direttamente dalla disponibilità di vento nell'area di navigazione o sosta, rendendoli una soluzione pratica per il turismo sostenibile.
  • Quanta energia può produrre effettivamente un impianto minieolico domestico?
    La produzione energetica varia notevolmente in base alla potenza nominale della turbina, alla velocità media del vento nel luogo di installazione e all'efficienza del generatore. Essendo dispositivi di piccola scala, generano potenze inferiori rispetto agli impianti industriali, sufficienti principalmente per coprire i fabbisogni base di un'abitazione o di un'azienda agricola, integrando la rete elettrica. Non garantiscono autonomia totale in tutte le condizioni meteorologiche, ma riducono significativamente la dipendenza dalla rete. Per ottimizzare i risultati, è essenziale valutare attentamente il potenziale ventoso del sito prima dell'acquisto.