Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Casa · Ristrutturazione casa

Quando è possibile realizzare un soppalco

Aggiornato il 07 marzo 20164 capitoli5 domande frequenti
esempio soppalco

Quando è possibile realizzare un soppalco

Il soppalco risulta essere una soluzione ideale, e quindi molto sfruttata, per ampliare la superficie abitabile dell'abitazione. In questo modo, infatti, si recupera una parte dell'abitazione che altrimenti non verrebbe utilizzato. Il procedimento appare relativamente facile da realizzare, tuttavia è bene capire quando è possibile realizzare un soppalco e quando invece no. Secondo la normativa vigente non sempre si può mettere in pratica questa soluzione in quanto vi sono requisiti da rispettare. Sono per lo più i Regolamenti Edilizi dei Comuni a dare indicazioni molto precise in tal senso, che possono più o meno variare a seconda dell'ente territoriale di competenza. In più capita che le regole cambino a seconda della zona urbanistica della stessa città o da un edificio all'altro. Ciò si spiega con il fatto che, se nelle case di antica costruzione con soffitti di notevole altezza è possibile sviluppare gli ambienti in verticale, altre abitazioni non consentono questa soluzione.

Realizzare un soppalco: la normativa di riferimento

Le norme a cui si rifanno i regolamenti per realizzare un soppalco sono il Regio Decreto 1265 del 27 luglio 1934 (il testo unico delle leggi sanitarie) e il Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975 che ha modificato l'altezza minima e i requisiti igienico-sanitari previsti per i locali abitativi. Ciò vale sia per le nuove costruzioni che per gli ampliamenti, le ristrutturazioni e le variazioni di destinazione. Prima di tutto, per sapere quando è possibile realizzare un soppalco, bisogna esaminare il Regolamento del Comune competente: infatti non sempre la loro costruzione è permessa. Nella normativa saranno indicati anche i criteri da rispettare per quanto riguarda l'altezza, la profondità e le dimensioni del soppalco e le modalità di progettazione. In più sono indicati i rapporti aeroilluminanti, calcolati attraverso la somma della superficie della stanza e quella del soppalco: a seconda del Regolamento Comunale sono 1/8 oppure 1/10. Infine è necessario verificare presso gli uffici tecnici competenti del Comune se si deve presentare una pratica edilizia.

Le misure minime da rispettare

Per realizzare un soppalco occorre che siano rispettate le altezze minime indicate nella normativa di riferimento: ciò significa in pratica verificare che la stanza dove si vuole costruire il soppalco abbia un soffitto sufficientemente alto. In genere deve essere di almeno 435 centimetri, perché lo spessore minimo della struttura è di 15 centimetri e in entrambi gli ambienti saranno necessari almeno 210 centimetri di spazio. Non solo si tratta dei requisiti richiesti da quasi tutti i Regolamenti del Comune (alcuni sono anche più restrittivi), ma è la regola base perché si abbia un comfort adeguato. Per quanto riguarda la superficie soppalcabile, anche questo è uno dei vincoli che compaiono più spesso all'interno dei Regolamenti: in genere si tratta di una percentuale della superficie totale della stanza. Infatti il soppalco non può coprire completamente un altro ambiente. Il rapporto può essere di 1/3 o di ½ a seconda dei casi e dell'altezza degli ambienti stessi. Infine c'è da ricordare che, se il soppalco non rispetta le misure minime indicate per quanto riguarda l'altezza, non viene considerato abitabile e quindi potrà essere usato soltanto come ripostiglio o solaio. In quest'ultimo caso l'intervento viene considerato una manutenzione straordinaria ed è necessario presentare solo la Scia.

Le varie tipologie di soppalco

Esistono varie tipologie di soppalco, abitabile o non abitabile, ancorato alle pareti o ancorato a pavimento: in quest'ultimo caso serviranno dei pilastri per sostenere il sistema orizzontale. Sono i soppalchi più semplici con strutture portanti in ferro e il pavimento in pannelli di legno con un rivestimento a piacere, che può essere un parquet o una moquette. I pilastri, tuttavia, interferiscono con l'ambiente sottostante, quindi sono molto popolari le alternative del soppalco ancorato al soffitto con montanti oppure alle pareti. In quest'ultimo caso si parla di soppalchi sospesi che devono essere sempre di piccole dimensioni: non ci sono elementi di sostegno verticali perché il peso del pavimento viene retto dalle barre metalliche incassate nel muro e che si estendono da parete a parete.

Domande frequenti

  • Qual è l'altezza minima necessaria del soffitto per installare un soppalco abitabile?
    Per considerare un soppalco abitabile, la stanza deve avere un'altezza complessiva di almeno 435 centimetri. Questo requisito tiene conto dello spessore strutturale minimo (circa 15 cm) e garantisce almeno 210 cm di altezza libera utile sia nell'ambiente sottostante che nel soppalco stesso. Se l'altezza è inferiore a questi standard, il locale superiore non sarà censibile come abitabile ma solo come ripostiglio o solaio, cambiando la natura dell'intervento.
  • Quanta superficie può occupare il soppalco rispetto alla stanza sottostante?
    La normativa impone generalmente che il soppalco non copra l'intera superficie del piano inferiore. La percentuale massima copribile varia solitamente tra il 33% (rapporto 1/3) e il 50% (rapporto 1/2) della superficie totale della stanza, a seconda dei Regolamenti Edilizi comunali specifici e dell'altezza degli ambienti. È fondamentale verificare il regolamento locale per conoscere il limite esatto applicabile al proprio immobile prima di procedere.
  • È obbligatorio presentare una pratica edilizia per costruire un soppalco?
    Sì, quasi sempre è necessario presentare una pratica edilizia, poiché la realizzazione di un soppalco costituisce una variante strutturale o volumetrica. Se il soppalco rispetta le norme di abitabilità, potrebbe richiedere un Permesso di Costruire o una CILA. Se invece non raggiunge le altezze minime per essere definito abitabile (usato solo come ripostiglio), l'intervento rientra nella manutenzione straordinaria e richiede semplicemente una SCIA. In ogni caso, il parere dell'ufficio tecnico comunale è indispensabile.
  • Quali sono le differenze principali tra soppalco ancorato a terra e sospeso?
    I soppalchi ancorati a pavimento richiedono pilastri verticali per sostenere la struttura, il che può interferire con la fruibilità dello spazio sottostante. Al contrario, i soppalchi sospesi sono fissati direttamente alle pareti laterali tramite barre metalliche incassate nel muro, eliminando gli ostacoli verticali. Questa seconda soluzione è ideale per spazi piccoli e aperti, garantendo maggiore libertà di movimento sotto il soppalco, ma richiede muri portanti o sufficientemente robusti per reggere il carico.
  • Come si calcola il rapporto aeroilluminante per un soppalco?
    Il rapporto aeroilluminante determina la quantità di luce naturale necessaria per rendere abitabile un ambiente. Si calcola sommando la superficie del piano terra e quella del soppalco, e verificando che le finestre forniscano una superficie vetrata pari a una frazione del totale. A seconda del Comune, questo rapporto è fissato a 1/8 o 1/10. Ad esempio, se il rapporto è 1/10, per ogni 10 metri quadri di superficie abitativa (terra + soppalco) servono almeno 1 metro quadro di finestra.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche