lavori ristrutturazione

Ristrutturazione casa

lavori ristrutturazione

La realizzazione di miglioramenti delle abitazioni può essere un’esperienza piacevole e gratificante ma anche un vero incubo. Molto dipende da come si parte nel lavori di ristrutturazione.

di Redazione

28 ottobre 2013

Cosa dice la legge

Quando si parla di ristrutturazione edilizia bisogna fare riferimento alla legge "457/1978 articolo 3, lettera d", dove si evince che l’intervento prodotto sul patrimonio edilizio riguarda una varietà sistematica di opere eseguite su un organismo edilizio allo scopo di renderlo diverso dal precedente o modificandone soltanto alcune parti. Questi interventi interessano alcune parti dell’edificio che subiscono l’inserimento, la sostituzione e il ripristino di alcuni elementi. I lavori di ristrutturazione sono a volte assoggettati a concessione edilizia e regolamentati in modo specifico per le singole zone in cui i piani urbanistici suddividono il territorio comunale. Se l’immobile persistente subisce una diversa progettazione degli interni, quindi viene demolito e ricostruito con riduzione del volume e modifica dei vani, ma la sagoma esterna dell’edifico non viene modificata, il lavoro rientra nel concetto di ristrutturazione edilizia.

Quale documentazione presentare

Prima di iniziare con i lavori di ristrutturazione è necessario rivolgersi a una figura professionale che valuta la fattibilità del progetto. La ristrutturazione edilizia può essere ordinaria e straordinaria. Nella ristrutturazione ordinaria fanno parte tutti quei lavori che abbelliscono l’appartamento, ma che non vanno a modificare la struttura dell’edificio. Se si decide di cambiare le piastrelle della casa, rimodernare il bagno e la cucina, rifare gli impianti, o montare un controsoffitto, non è necessaria nessuna autorizzazione. L’unico problema potrebbero arrecarlo le macerie che sarà cura dell’impresa che esegue i lavori smaltirle. Se i detriti vengono calati dalla finestra che si affaccia sulla strada oltre che attenersi alle norme di sicurezza è obbligatorio presentare domanda ai vigili del fuoco di zona e versare un contributo al Comune. La ristrutturazione straordinaria comprende tutti quegli interventi che modificano la struttura interna dell’appartamento, come l’abbattimento e lo spostamento di muri interni, l’inserimento di una scala di collegamento, la ristrutturazione di solai. In questi casi occorre denunciare l’esecuzione dei lavori all’ufficio comunale competente. E’ indispensabile la consulenza di un professionista, architetto, geometra o ingegnere. Sarà lui a mettere nero su bianco il progetto. Sarà sua competenza preparare tutta la documentazione, accertarsi che ci siano tutti i presupposti di fattibilità, assumere la direzione dei lavori e firmare i progetti. La Denuncia di Inizio Attività è la DIA che il professionista dovrà presentare al Comune accompagnata da una relazione tecnica. Da questo momento il professionista sarà il responsabile dei lavori, nella denuncia sarà indicato il nome della ditta che eseguirà la ristrutturazione. I lavori si potranno iniziare 20 giorni dopo la presentazione della denuncia, e l’autorizzazione è valida 3 anni con l’obbligo di certificare la data di fine lavori. Al termine, il professionista controllerà quanto è stato fatto e emetterà un certificato di collaudo finale che attesterà che le opere eseguite sono conformi a quanto è presente sul progetto. La data di chiusura lavori dovrà essere comunicata al Comune. Quando si deve procedere a una ristrutturazione esterna e/o interna di un immobile con la necessità di chiudere e aprire finestre o porte oppure aumentare il volume del fabbricato si deve richiedere la concessione edilizia. E' un'autorizzazione simile a quella che occorre per costruire un nuovo edificio. La prassi da seguire è simile a quanto è stato visto per la ristrutturazione straordinaria, ma i tempi per approvare il progetto sono più lunghi e sono necessari diversi nullaosta. Anche in questo caso è obbligatoria l’assistenza di un professionista.

Le detrazioni fiscali

I lavori di ristrutturazione convengono eseguirli anche da un punto di visita fiscale, infatti sono soggetti a detrazioni Irpef e Iva. Secondo quando è disposto dal "decreto legge 63/2013 articolo 16", la detrazione Irpef è del 50% fino al 31/12/2013 per un tetto di spesa massima di 96 mila euro per unità immobiliare, da gennaio 2014 la detrazione scenderà al 36% con un ammontare di spesa massima di 48 mila euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 quote di uguale importo. Per quanto riguarda l’Iva la percentuale è del 10%. Inoltre chi usufruisce della detrazione Irpef sulle ristrutturazioni edilizie può godere di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili finalizzati all'arredo dell’immobile oggetto di lavori. La spesa va ripartita in 10 quote annuali di uguale importo per un costo non superiore ai 10 mila euro.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra ristrutturazione ordinaria e straordinaria?
    La distinzione fondamentale risiede nell'impatto sulla struttura dell'immobile. La ristrutturazione ordinaria include interventi di abbellimento e manutenzione che non alterano la statica dell'edificio, come la sostituzione di pavimenti, il rinnovo di bagni e cucine, il rifacimento degli impianti o l'installazione di controsoffitti. Questi lavori non richiedono autorizzazioni comunali. Al contrario, la ristrutturazione straordinaria comporta modifiche strutturali interne, come l'abbattimento o lo spostamento di muri portanti, la creazione di nuove scale o la ristrutturazione dei solai. Tali interventi richiedono obbligatoriamente la presentazione della Denuncia di Inizio Attività (DIA) al Comune e la supervisione di un professionista abilitato.
  • Quando è necessaria la concessione edilizia invece della semplice DIA?
    La concessione edilizia è un'autorizzazione più complessa e lunga rispetto alla DIA ed è richiesta quando i lavori comportano variazioni importanti alla sagoma o al volume dell'edificio. Nello specifico, è necessaria se si prevede di chiudere o aprire finestre e porte che incidono sulla facciata esterna, oppure se si intende aumentare il volume totale del fabbricato. Questa procedura richiede diversi nullaosta e tempi di approvazione più dilatati. È importante sottolineare che, anche in questi casi, è obbligatoria l'assistenza di un professionista (architetto, ingegnere o geometra) che curerà la progettazione e la gestione pratica della pratica presso gli uffici competenti.
  • Come funziona il bonus ristrutturazioni e quali sono le percentuali attuali?
    Il bonus ristrutturazioni permette di recuperare una parte della spesa sostenuta tramite detrazione IRPEF. Attualmente, la normativa vigente prevede una detrazione del 50% della spesa sostenuta, con un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Il recupero fiscale avviene in 10 quote annuali di pari importo. È fondamentale conservare tutta la documentazione giustificativa delle spese. Inoltre, per le fatture emesse dal 1° gennaio 2024, la detrazione è stata confermata al 50%, mentre in passato vi sono state variazioni (come il 36% introdotto nel 2014). Si consiglia sempre di verificare le normative aggiornate al momento dell'inizio dei lavori per evitare errori nella compilazione della dichiarazione dei redditi.
  • Posso detrarre anche l'acquisto di mobili durante la ristrutturazione?
    Sì, è possibile usufruire di una detrazione IRPEF aggiuntiva per l'acquisto di mobili e arredi fissi destinati all'immobile oggetto di intervento di ristrutturazione. La detrazione prevista è del 50% sulla spesa sostenuta, con un limite massimo di 10.000 euro per unità immobiliare. Come per la ristrutturazione stessa, il recupero avviene in 10 quote annuali di uguale importo. Affinché la detrazione sia valida, i mobili devono essere effettivamente finalizzati all'arredo dell'immobile interessato dai lavori edilizi. È essenziale conservare le ricevute e le fatture dettagliate, specificando chiaramente la natura dei beni acquistati, per dimostrare il nesso con l'intervento di miglioramento o restauro dell'abitazione.
  • Chi è il responsabile legale dei lavori di ristrutturazione straordinaria?
    Il responsabile tecnico e legale dei lavori è il professionista abilitato (architetto, ingegnere o geometra) incaricato dal proprietario. Il professionista ha il compito di valutare la fattibilità del progetto, predisporre la documentazione tecnica, presentare la Denuncia di Inizio Attività (DIA) al Comune e assumere la direzione dei lavori. Nella DIA verrà indicata esplicitamente la ditta esecutrice. Il professionista firma i progetti e verifica la conformità delle opere realizzate rispetto a quanto progettato, emettendo infine il certificato di collaudo finale. Solo dopo aver comunicato la data di fine lavori al Comune e ottenuto il collaudo, la pratica si considera conclusa correttamente.