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Detrazione per demolizione con ricostruzione

Aggiornato il 31 gennaio 20143 capitoli5 domande frequenti
demolizione con ricostruzione

Demolizione con ricostruzione e modifiche nel tempo

Il "Testo Unico dell'Edilizia" D.P.R. 380/2001 definiva inizialmente gli interventi di demolizione con annessa ricostruzione, da potersi classificare nell'ambito delle ristrutturazioni, solo nel caso in cui il nuovo edificio avesse la stessa sagoma, volumetria e area di sedime del precedente. Unica eccezione alle direttive, gli eventuali interventi necessari all'adeguamento per le misure antisismiche. Successivamente, il D.Lgs. 301/2002 elimina il vincolo relativo all'area di sedime. Tale modifica è stata ridimensionata con una circolare del Ministero delle Infrastrutture, la 4174/2003, secondo la quale il riposizionamento non poteva essere in un luogo diverso, e neppure fatto in modo totalmente discrezionale, all'interno dello stesso lotto sul quale si trovava l'immobile soggetto a demolizione. Erano considerati accettabili, in sintesi, solo spostamenti lievi dell'edificio. La definizione ha subito un'ulteriore variazione con il D.L. 69/2013, il Decreto del Fare. Secondo questo decreto, sono classificabili come ristrutturazioni anche le demolizioni con ricostruzione che comportino un cambio di sagoma, sempre che sia rispettato preesistente volume.

Definizioni e conseguenze sulle detrazioni fiscali

Come si vede dalle modifiche alle norme sopra riportate, la definizione ha subito diversi cambiamenti e si è trasformata diventando più elastica e meno rigida, andando ad includere casi di intervento che non erano stati inizialmente contemplati e che in origine erano classificati come nuove costruzioni. L'ampliamento della definizione ha, da un lato, favorito diverse tipologie di intervento soprattutto dal punto dei vista delle detrazioni fiscali, per contro, la definizione ha il limite di essere ancora poco chiara in alcune circostanze: non è chiaro, ad esempio, come si debba quantificare lo spostamento lieve dell'edificio. Le amministrazioni comunali possono, di conseguenza, interpretare in modo personale la normativa e non dovrà quindi destare troppo stupore se interventi analoghi, ai limiti della definizione, verranno classificati come ristrutturazione edilizia in un comune e nuova costruzione in un altro. Dal momento che la definizione si è ampliata andando a includere diverse tipologie di opere, anche la normativa in materia di detrazioni fiscali ha dovuto adeguarsi. Alcune tipologie di demolizione con ricostruzione, in passato non potevano essere considerate come ristrutturazione e quindi non potevano beneficiare delle relative detrazioni fiscali; i medesimi interventi possono invece essere oggi inquadrati come ristrutturazioni edilizie ed avere quindi accesso alle detrazioni. In merito alle detrazioni fiscali relative alle demolizioni con ricostruzione, è ultimamente intervenuto Pier Paolo Baretta, sottosegretario del "Ministero dell'Economia", fornendo un chiarimento molto importante, in risposta ad una interrogazione alla Camera in Commissione Finanze. Secondo quanto affermato dal sottosegretario, le detrazioni fiscali spettanti alle ristrutturazioni edilizie, sono applicabili anche alle demolizioni con ricostruzione che prevedono un lieve spostamento. La motivazione di questa decisione è data dal successivo allentarsi dei vincoli stabiliti dalle norme, che ha permesso di far rientrare nell'ambito delle ricostruzioni, anche tale tipo di interventi.

Considerazioni

Dalle parole del sottosegretario Baretta emerge, o meglio trova conferma, un aspetto che era già noto, ovvero che gli interventi di tipo demolizione con ricostruzione possono essere considerati ai fini delle detrazioni fiscali, solo nel caso in cui possano essere classificati, dal punto di vista urbanistico, come ristrutturazioni edilizie. Fermo stando che la definizione è soggetta a possibili modifiche periodiche, è fondamentale individuare, ai fini della classificazione e di conseguenza della detrazione fiscale, il momento in cui il progetto è stato presentato al Comune e in base a questo, a quale normativa vigente si debba far riferimento. A titolo d'esempio consideriamo una demolizione con ricostruzione che mantenga la stessa posizione nel lotto in cui si trova e lo stesso volume, ma abbia sagoma diversa da quella precedente. Nel caso in cui il progetto sia stato presentato precedentemente all'entrata in vigore del "D.L. 69/2013", è molto probabile che venga classificato come nuova costruzione, di conseguenza, anche se la normativa è stata modificata prima del termine delle opere, il proprietario non avrà comunque la possibilità di poter accedere alle detrazioni spettanti per le ristrutturazioni. Questo sarà invece possibile se lo stesso progetto è stato presentato in data successiva all'entrata in vigore del Decreto e potranno essere applicate le detrazioni relative alle spese sostenute per la ristrutturazione.

Domande frequenti

  • È possibile ottenere la detrazione fiscale per una demolizione e ricostruzione con cambio di sagoma?
    Sì, è possibile, ma solo se l'intervento è classificato urbanisticamente come 'ristrutturazione edilizia'. Il Decreto del Fare (D.L. 69/2013) ha ampliato la definizione di ristrutturazione, permettendo ora di includere le demolizioni con ricostruzione anche quando cambia la sagoma esterna dell'edificio, purché venga mantenuta invariata la volumetria preesistente. È fondamentale verificare che il progetto rispetti questi parametri specifici per accedere alle agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni.
  • Quanto può essere spostato l'edificio durante la demolizione e ricostruzione per mantenere la qualifica di ristrutturazione?
    La normativa parla di 'spostamenti lievi' all'interno dello stesso lotto, senza però definire una misura precisa in metri. Questa ambiguità lascia spazio all'interpretazione dei singoli Comuni, che potrebbero classificare diversamente interventi simili. Per sicurezza, lo spostamento deve essere minimo e non alterare significativamente la posizione originaria dell'immobile rispetto al confine del terreno. Si consiglia di consultare un tecnico per valutare se il progetto rientra nei limiti tollerati dall'amministrazione locale.
  • Quando scatta il diritto alle detrazioni: alla presentazione del progetto o al termine dei lavori?
    Il diritto alle detrazioni dipende dalla normativa vigente al momento della presentazione del progetto edilizio al Comune, non dalla fine dei lavori. Se il progetto viene depositato dopo l'entrata in vigore del D.L. 69/2013, si applicano le regole più favorevoli che permettono la detrazione anche con cambio di sagoma. Al contrario, se il progetto è stato presentato prima di tale data, l'intervento potrebbe essere classificato come nuova costruzione, escludendo l'accesso alle detrazioni per ristrutturazione, anche se le norme cambiano durante l'esecuzione dei lavori.
  • Cosa succede se il mio Comune classifica la mia opera come 'nuova costruzione'?
    Se il Comune qualifica l'intervento come nuova costruzione, non potrai usufruire delle detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia (come il Bonus Ristrutturazioni). Le nuove costruzioni seguono regimi fiscali diversi e generalmente non beneficiano degli stessi sconti. Poiché la definizione di 'spostamento lieve' è soggettiva, esiste il rischio di divergenze tra comuni. Per evitare sorprese, è essenziale ottenere un parere preventivo o una verifica di conformità urbanistica prima di iniziare i lavori, assicurandosi che l'opera rientri nella categoria di ristrutturazione.
  • Le norme antisismiche hanno regole diverse per la demolizione e ricostruzione?
    Sì, le norme antisismiche rappresentano un'eccezione storica. Già fin dalle prime definizioni nel Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001), gli interventi necessari per l'adeguamento sismico erano considerati ristrutturazioni anche se comportavano variazioni che altrimenti sarebbero state vietate. Tuttavia, per le moderne demolizioni con ricostruzione e cambio di sagoma, il riferimento principale rimane il D.L. 69/2013. Anche in caso di adeguamento sismico, è cruciale confermare con un professionista che l'intervento sia inquadrato correttamente come ristrutturazione per garantire l'accesso alle detrazioni fiscali.

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