servitù prediali

Regole e Tasse

Servitù personali e servitù prediali

Una delle problematiche più interessanti e controverse nel panorama giuridico riguarda le servitù personali e servitù prediali.

di Redazione

17 giugno 2015

Le servitù prediali: i tipi e i modi di costituzione

servitù prediale consiste "nel peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario" (art 1027 c.c.). Le servitù prediali sono chiamate così poichè sono legate al fondo (dal latino praedium=fondo) e non al proprietario: in particolare si costituiscono a carico di un fondo (servente) e a vantaggio di un altro fondo (dominante). Può aversi servitù per decisione delle parti (cd. volontarie): gli interessati potranno costituirla con contratto (il quale andrà trascritto negli appositi registri per renderlo opponibile ai terzi) oppure attraverso testamento. Se le parti stipulano un contratto a titolo gratuito, allora si dovrà utilizzare la forma della donazione. Se, invece, la legge riscontra la necessità di costituire una servitù a vantaggio di un fondo per permetterne un' utilizzazione proficua, allora la stessa si costituirà coattivamente, cioè indipendentemente dalla volontà delle parti. In questo caso viene riconosciuto al proprietario del fondo servente una indennità corrispondente alla limitazione che il suo diritto reale subisce.

I caratteri essenziali delle servitù prediali

I fondi devono appartenere a proprietari differenti, secondo il principio latino "nemini res sua servit", ovvero nessuno può costituire una servitù su una cosa che è propria. Il fondo servente è quello che deve sopportare il "peso" a favore dell'altro fondo. Quello dominante è quello che trae un'utilità dal rapporto di servitù. L'utilità è un elemento necessario alla costituzione del diritto reale in questione: per esempio, si potrà costituire una servitù di passaggio nel caso del fondo intercluso che ha come unica via di accesso il fondo del vicino. L'articolo 1028 del codice civile chiarisce che per utilità, tuttavia, si intende anche "nella maggiore comodità o amenità del fondo dominante" (è il caso della servitù di non edificare, la quale dà la possibilità di preservare la veduta del panorama). Infine, il codice ci ricorda che l'utilità può anche non essere attuale ma futura. E' poi necessario che i fondi siano contigui, altrimenti non potrebbe stabilirsi alcun rapporto fra di essi.

Le servitù personali

Diverse dalle prime sono le servitù personali. Queste non trovano riconoscimento all'interno del codice civile, non avendo esse alcuna attinenza con i beni ma essendo configurabili come diritti personali. Pertanto vengono in dottrina individuate come servitù irregolari, proprio perchè non fanno parte della categoria dei diritti reali di godimento in cui vi rientrano le servitù. Tali forme si collocano, infatti, nella categoria dogmatica delle obbligazioni personali che le parti volontariamente costituiscono fra loro. E' possibile la loro configurazione in virtù del principio dell'autonomia negoziale, contenuto nell' articolo 1322 del codice civile, che permette alle parti di stipulare qualsiasi tipo di contratto purchè sia meritevole di tutela e non contrario alla legge. Ad esempio le parti, mediante contratto, potrebbero costituire un diritto di passaggio a favore di una o più persone individuate da esse stesse; oppure un diritto di raccogliere funghi nella proprietà di un altro; o ancora il diritto personale di far passare le condutture. Da ciò si può evincere che la servitù personale ha caratteri e connotazioni del tutto differenti da quella prediale.

Le differenze principali

La prima differenza tra la servitù codicistica e quella personale è che nella seconda non è richiesto alcun tipo di rapporto di utilità fra i fondi: i beni immobiliari potranno addirittura non essere contigui, essendo rimesso totalmente alla volontà delle parti la determinazione del contenuto del contratto costitutivo dell'obbligazione personale. Non si parlerà, pertanto, di fondo servente e fondo dominante, essendo la predialità un requisito non necessario. Inoltre, la servitù personale si estingue con il venire meno del titolare: non essendo una qualità intrinseca al bene, essa si estinguerà assieme alla morte della persona oppure a seguito dell'atto di alienazione del bene stesso. La servitù prediale, invece, segue la cosa e non le persone: nel caso in cui cambino i proprietari dei beni, il rapporto di servitù non si estinguerà. Anche i modi di costituzione appaiono differenti: non vi è la possibilità di far sorgere il diritto coattivamente ma lo stesso potrà aversi solo per una decisione concorde degli interessati. Come si vede, nel caso in questione non si fa altro che fare un uso improprio del termine servitù.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza sostanziale tra una servitù prediale e una servitù personale?
    La differenza principale risiede nel soggetto beneficiario del diritto. La servitù prediale è un diritto reale legato a un immobile (fondo dominante) a scapito di un altro (fondo servente); segue quindi la proprietà del terreno e non cambia se i proprietari mutano. Al contrario, la servitù personale è un diritto obbligatorio legato a una specifica persona fisica o giuridica. Non richiede che i terreni siano contigui né che esista un'utilità diretta tra i fondi, ma nasce esclusivamente dall'accordo volontario delle parti. In sintesi, la prima protegge il valore del bene immobiliare, la seconda garantisce un beneficio a una persona.
  • Come si costituisce una servitù prediale e quali sono le modalità possibili?
    Le servitù prediali possono costituirsi in tre modi principali. La prima è la costituzione volontaria tramite contratto scritto, che deve essere trascritto nei registri immobiliari per essere opponibile ai terzi, oppure per testamento. Se il contratto è a titolo gratuito, si applica la forma della donazione. La seconda modalità è la costituzione coattiva, prevista quando la legge riconosce la necessità di un passaggio per permettere l'utilizzo proficuo di un fondo (ad esempio, un fondo intercluso senza vie di accesso). In questo caso, il proprietario del fondo servente riceve un'indennità per la limitazione del suo diritto. Esiste infine la costituzione per destinazione del padre di famiglia, derivante da precedenti rapporti di fatto tra due fondi ora separati.
  • Cosa accade alla servitù personale in caso di vendita del immobile o decesso del titolare?
    Poiché la servitù personale è un diritto strettamente personale e non reale, essa si estingue automaticamente con la morte del titolare o con l'alienazione (vendita) del bene da parte del proprietario. A differenza della servitù prediale, che 'segue la cosa' e rimane attiva anche se il terreno viene venduto a nuovi proprietari, la servitù personale non si trasferisce agli eredi né ai nuovi acquirenti del fondo servente. Questo perché il diritto nasce da un accordo specifico volto a soddisfare le esigenze di una determinata persona, venendo meno tale presupposto al cessare della sua vita o del suo possesso del bene.
  • È possibile creare una servitù personale per il passaggio di condutture o raccolta funghi?
    Sì, è assolutamente possibile. Grazie al principio di autonomia contrattuale (art. 1322 c.c.), le parti possono istituire diritti personali di qualsiasi natura, purché leciti e meritevoli di tutela. Esempi comuni includono il diritto di passaggio pedonale o veicolare per una persona specifica, il diritto di raccogliere frutti o funghi in un bosco altrui, o l'installazione di tubature e cavi. A differenza delle servitù prediali, queste accordi non richiedono che i terreni siano vicini tra loro e non creano un vincolo reale sui beni, ma generano un'obbligazione personale a carico del proprietario del fondo servente.
  • Perché i fondi devono appartenere a proprietari diversi per costituire una servitù prediale?
    Questo requisito deriva dal principio romano 'nemini res sua servit', che significa 'nessuno può avere una servitù sulla propria cosa'. Una servitù prediale implica un limite al diritto di proprietà di un fondo (servente) a vantaggio di un altro (dominante). Se entrambi i fondi appartengono allo stesso proprietario, il proprietario esercita pienamente i suoi diritti su entrambe le proprietà senza bisogno di limiti interni. Solo quando i fondi hanno titolari distinti nasce l'esigenza giuridica di regolare i reciproci rapporti di vicinato attraverso un vincolo reale permanente.