Cemento in polvere

Cemento e calcestruzzo

Come è fatto il cemento

Come è fatto il cemento, il materiale più impiegato in edilizia. Quali sono i tipi di cemento e per cosa sono indicati.

di Redazione

25 luglio 2017

Il cemento

Il cemento è il legante idraulico più usato in edilizia. Si presenta in polvere e miscelato con acqua sviluppa proprietà adesive che permettono l'unione duratura dei materiali nella costruzione. L'impiego dei leganti idraulici in edilizia si deve agli Egizi, che usarono leganti a base di gesso. I Romani usarono la calce aerea, che induriva molto lentamente. A partire dal I secolo a.C iniziarono ad impiegare la pozzolana, un materiale che faceva presa anche a contatto con l'acqua e con tempi di indurimento più rapidi. Tra la fine del settecento e gli inizi dell'ottocento vi furono diverse iniziative e brevetti che portarono alla produzione di leganti idraulici in cui iniziò a comparire il nome "cemento". Intorno alla metà del 1800 venne introdotto il processo di cottura ad alte temperature che portò alla formazione del clinker, producendo un materiale così come è fatto il cemento ai nostri giorni

Produzione del cemento

Come è fatto il cemento? La prima fase della produzione è la frantumazione dei minerali calcarei nei frantoi. La polvere ottenuta viene cotta in un forno cilindrico, lievemente inclinato, dal diametro variabile dai 3 ai 6 metri e una lunghezza che va dai 55 ai 180 metri. Nel forno il materiale avanza verso il fondo, aumentando gradualmente la temperatura fino a raggiungere circa 1450 °C. Uscito dal forno, viene raffreddato e portato ad una temperatura di 70 °C circa. Quindi viene immagazzinato in silos. Successivamente viene macinato con le cariche previste per ottenere i diversi tipi di cemento, ed immesso sul mercato. Secondo la normativa UNI EN 197-1 i cementi di uso comune sono divisi in cinque categorie principali: CEM I Cemento Portland CEM II Cemento Portland composito, CEM III Cemento alla loppa d'altoforno CEM IV Cemento Pozzolanico CEM V Cemento composito, comprendente cemento Portland, alla loppa di altoforno e cemento pozzolanico in percentuali variabili. Sui sacchi di cemento deve essere riportata la categoria, la classe di resistenza (32,5 – 42,5 – 52,5) e una sigla che indica la resistenza iniziale: N normale o R elevata. Es: CEM II A-L 32,5 N

Cemento Portland

Il cemento Portland è alla base della produzione di tutti i tipi di cemento e calcestruzzo. Quando viene a contatto con l'acqua si sviluppa una reazione chimica con sviluppo di calore, il prodotto solidifica in poche ore e indurisce nell'arco di diverse settimane. Deve il suo nome all'isola di Portland, in Inghilterra, perché il suo scopritore notò una rassomiglianza tra il cemento indurito e le rocce presenti nell'isola. Il rapido indurimento del Portland provoca anche una riduzione della lavorabilità. Per questo il cemento Portland composito viene miscelato con altri componenti come loppa, fumi di silice, ceneri di carbone pozzolana e calcare che riducono i tempi di presa e migliorano la lavorabilità. Nei cementi Portland è consentito impiegare fillers o componenti secondari in misura non superiore al 5%.

Cemento d'altoforno e pozzolanico

Il cemento d'altoforno (CEM III) viene realizzato aggiungendo la loppa d'altoforno, un sottoprodotto del processo di produzione della ghisa, al cemento Portland. Il cemento d'altoforno è un cemento con resistenze iniziali minori ma contribuisce al guadagno di resistenza finale.Le sue caratteristiche sono: un minor sviluppo di calore, maggiore resistenza all'attacco solfatico, maggiore resistenza al dilavamento. Per le sue caratteristiche viene impiegato come cemento per calcestruzzi destinati ai getti massivi (dighe, platee di fondazione, pilastri di viadotti).Il cemento pozzolanico (CEM IV), le cui proprietà sono note da secoli, è un cemento a basso calore di idratazione in grado di fare presa anche in presenza d'acqua e ha una maggiore resistenza all'attacco solfatico.Viene impiegato in calcestruzzi destinati a strutture idrauliche, getti di grandi dimensioni e se usato per la realizzazione di un pavimento industriale, quest'ultimo avrà meno fessurazioni dovute alle tensioni da ritiro.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra cemento Portland e cemento composito?
    Il cemento Portland (CEM I) è il legante base puro che, a contatto con l'acqua, sviluppa rapidamente calore e indurisce velocemente, riducendo però la lavorabilità. Il cemento Portland composito (CEM II), invece, include additivi come loppa, ceneri o pozzolana. Questi componenti rallentano la presa iniziale, migliorando significativamente la lavorabilità del materiale fresco e riducendo il calore di idratazione. Questa caratteristica lo rende ideale per applicazioni dove è necessaria una gestione più lunga del getto o per evitare crepe da ritiro termico.
  • Per quali lavori specifici è indicato il cemento d'altoforno (CEM III)?
    Il cemento d'altoforno è particolarmente adatto per grandi opere strutturali e getti massivi, come dighe, platee di fondazione e pilastri di viadotti. Grazie alla presenza della loppa d'altoforno, sviluppa meno calore durante l'indurimento rispetto al Portland puro, prevenendo microfessurazioni termiche nelle masse di calcestruzzo spesse. Inoltre, offre una resistenza superiore all'attacco solfatico e al dilavamento, garantendo durabilità nel tempo per infrastrutture esposte ad agenti aggressivi o a grandi volumi di materiale.
  • In che situazione conviene usare il cemento pozzolanico (CEM IV)?
    Il cemento pozzolanico è consigliato per strutture idrauliche, come canali o piscine, poiché può fare presa anche in ambiente umido e resiste bene agli attacchi chimici. È inoltre eccellente per la realizzazione di pavimenti industriali o grandi lastre in calcestruzzo. La sua bassa generazione di calore e le proprietà pozzolaniche riducono le tensioni interne da ritiro, minimizzando il rischio di fessurazione superficiale. Questo garantisce una superficie più integra e resistente all'usura e alle intemperie nel lungo periodo.
  • Come si leggono le sigle sui sacchi di cemento (es. CEM II A-L 32,5 N)?
    La sigla indica tre informazioni fondamentali. La prima parte (es. CEM II) identifica la categoria del cemento secondo la norma europea, specificando gli additivi presenti. La seconda parte numerica (32,5; 42,5; 52,5) rappresenta la classe di resistenza compressiva in MPa dopo 28 giorni; valori più alti indicano maggiore forza strutturale. Infine, la lettera finale (N o R) indica la velocità di presa: 'N' significa resistenza normale (sviluppo graduale), mentre 'R' indica resistenza rapida (indurimento accelerato nelle prime ore).
  • Cos'è il clinker e qual è il suo ruolo nella produzione del cemento?
    Il clinker è il prodotto intermedio fondamentale ottenuto dalla cottura ad altissime temperature (circa 1450°C) di una miscela di minerali calcarei e argillosi nei forni rotativi. È la componente attiva che conferisce al cemento le sue proprietà leganti idrauliche. Dopo la cottura, il clinker viene raffreddato e successivamente macinato finemente insieme a eventuali aggiunte (come gesso o scorie) per produrre il cemento finito. Senza il clinker, il materiale non svilupperebbe le reazioni chimiche necessarie per indurire e unire gli aggregati.

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