Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Casa · Costruire una casa

Abbattimento barriere architettoniche

Aggiornato il 10 marzo 20143 capitoli5 domande frequenti
Abbattimento barriere architettoniche

Definizione di barriera architettonica

Per barriere architettoniche si intendono tutti gli ostacoli fisici che limitano, impediscono o possono creare disagio a persone affette da riduzione motoria o da limitazioni, anche temporanee, nella mobilità. Tra queste rientrano gli ostacoli che impediscono l’uso in sicurezza di attrezzature, comprese l’assenza di segnalazioni che impediscono di individuare luoghi o fonti potenzialmente pericolose, in particolar modo per ipovedenti, non vedenti o sordi. Concettualmente quindi la barriera architettonica rappresenta qualunque ostacolo che limita o nega il libero ed agevole utilizzo, ai tutti i cittadini, di spazi e strutture. La percezione del concetto di barriera è molto diversa a seconda delle caratteristiche personali di ognuno, il legislatore ha pertanto dovuto individuare dei parametri comuni di riferimento, adatti alle diverse casistiche e tali da consentire, alla maggior numero possibile di persone, la libertà di movimento.

Criteri per costruire la casa senza barriere architettoniche

Costruire una casa o un edificio senza barriere architettoniche è determinante, in termini di accessibilità e visitabilità, per la qualità di vita dei suoi abitanti e degli altri fruitori. L’assenza di barriere architettoniche consente, anche alle persone di ridotta mobilità, di accedere alla casa in piena libertà e autonomia e di poter usufruire di spazi adeguatamente attrezzati per lo svolgimento delle proprie funzioni. Un altro criterio fondamentale nella costruzione della casa è quello di adattabilità. Ciò significa che ogni area dell’edificio viene progettata e realizzata in modo tale da poter essere modificata facilmente ed a costi ragionevoli. Costruire una casa senza barriere architettoniche vuol dire rispettare criteri standard come la misura delle porte, compreso l’ingresso, di larghezza minima di 80 cm. e senza gradini. Gli spazi percorribili orizzontalmente devono essere larghi almeno 120 cm. e non devono avere scale. Se la casa ha più di un piano deve esserci un ascensore largo almeno 110 x 140 cm. e con tempi di apertura e chiusura che consentano l’ingresso di una sedia a rotelle o altro sussidio motorio per disabili. Infine i servizi igienici devono avere dimensioni minime di 165 x 180 cm. Le regioni e province italiane riconoscono ai portatori di handicap, o di menomazioni permanenti, un contributo economico a titolo di risarcimento, per lavori di abbattimento delle barriere architettoniche nell’immobile di residenza, per un importo pari al 25% della spesa sostenuta fino ad un contributo massimo di 7.101,28 euro. In caso di riconosciuta impossibilità da parte del diretto interessato, la domanda di rimborso può essere presentata dai familiari o da chi ne esercita la tutela o potestà.

La normativa nazionale in materia

La normativa nazionale di riferimento è data prioritariamente dalla Legge 13/89. Lo spirito e la finalità della legge è interamente volto all’adozione di criteri atti ad evitare l’insorgere di barriere architettoniche, e deve essere applicata sia in fase di progettazione che in quella di costruzione. L’obbligo si estende anche agli edifici costruiti in data precedente a tale normativa, ed impone l’adeguamento alle linee guida in caso di ristrutturazione. In particolare il D.M. 236/89, elenca nel dettaglio i parametri tecnici e dimensionali necessari per il rispetto degli standard qualitativi, differenziandoli per ogni tipologia di spazio e di edificio. Il decreto individua elementi quali le dimensioni delle porte, degli spazi adibiti al movimento e degli ascensori. Stabilisce anche i requisiti fondamentali per i servizi igienici, le caratteristiche delle scale e la pendenza delle rampe. Inoltre elenca le diverse casistiche e ne definisce le necessità. L’art. 32 della Legge 41/86 e l’art. 24 c.9 della Legge 104/92 ha predisposto i cosiddetti P.E.B.A., Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche, strumenti atti ad individuare le situazioni di impedimento, rischio ed ostacolo, sia dentro gli edifici che negli spazi pubblici. I P.E.B.A. intervengono in fase preliminare al progetto di costruzione vero e proprio. La loro funzione è quella di prevedere in anticipo gli inconvenienti derivanti dall’insorgere di eventuali barriere architettoniche, onde predisporre i servizi più adatti a realizzare un ambiente accessibile e vivibile ad ogni persona, anche svantaggiata. Tra le varie agevolazioni è’ possibile fruire di una detrazione Irpef del 50% per lavori di ristrutturazione, finalizzati alla rimozione delle barriere architettoniche, per una spesa non superiore ai 96.000 euro.

Domande frequenti

  • Quali sono le misure minime obbligatorie per porte, corridoi e bagni per rendere una casa accessibile?
    Per garantire l'accessibilità, le norme tecniche impongono specifiche dimensioni geometriche. Le porte, inclusa quella d'ingresso, devono avere una larghezza minima di 80 cm e non presentare gradini. I percorsi orizzontali interni devono essere ampi almeno 120 cm per permettere il passaggioagevole. Per quanto riguarda i servizi igienici, le dimensioni minime richieste sono 165 x 180 cm, sufficienti per manovrare una sedia a rotelle. Se l'immobile dispone di più piani, è obbligatorio installare un ascensore con cabina di almeno 110 x 140 cm, dotato di meccanismi di apertura e chiusura lenti per facilitare l'accesso ai mezzi di assistenza.
  • È possibile ottenere contributi economici regionali per l'abbattimento delle barriere architettoniche?
    Sì, molte Regioni e Province Italiane offrono contributi economici specifici per i residenti portatori di handicap o con menomazioni permanenti. Questo aiuto mira a rimborsare parzialmente le spese sostenute per i lavori di adeguamento della propria abitazione. L'importo riconosciuto corrisponde generalmente al 25% della spesa totale documentata, con un tetto massimo di contribuzione fissato a 7.101,28 euro. È importante verificare presso gli enti locali vigenti le procedure di richiesta, poiché in casi di incapacità del diretto interessato, la domanda può essere presentata da familiari o tutor legali.
  • Quale detrazione fiscale IRPEF spetta per i lavori di eliminazione delle barriere architettoniche?
    Oltre ai contributi regionali, lo Stato offre un'importante agevolazione fiscale sotto forma di detrazione IRPEF. Questa permette di recuperare il 50% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione volti specificamente all'eliminazione delle barriere architettoniche. Il beneficio si applica a una spesa massima deducibile di 96.000 euro. Per usufruirne, è necessario rispettare le normative tecniche vigenti (come il DM 236/89) e seguire le corrette procedure di presentazione della dichiarazione dei redditi, conservando tutta la documentazione fiscale e tecnica relativa ai lavori eseguiti.
  • Cosa sono i P.E.B.A. e quando vanno redatti?
    I P.E.B.A., acronimo di Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche, sono strumenti progettuali obbligatori previsti dalle leggi nazionali (Legge 41/86 e Legge 104/92). La loro funzione principale è identificare preventivamente ostacoli, rischi e impedimenti presenti negli edifici o negli spazi pubblici prima dell'inizio dei lavori. Vanno redatti in fase preliminare, cioè durante la progettazione, per integrare fin dall'inizio soluzioni che garantiscano accessibilità e vivibilità a tutte le persone, incluse quelle con disabilità. Non sono solo una formalità burocratica, ma uno strumento tecnico essenziale per evitare errori costosi in fase di costruzione o ristrutturazione.
  • L'abbattimento delle barriere architettoniche vale solo per le persone con disabilità permanente?
    No, il concetto di barriera architettonica è molto più ampio e include qualsiasi ostacolo fisico che limiti la mobilità o crei disagio. Oltre alle persone con disabilità permanenti, la normativa protegge chi ha riduzioni motorie temporanee (ad esempio dopo un incidente) e categorie sensibili come anziani o genitori con passeggini. Inoltre, le barriere non sono solo fisiche (scale, porte strette) ma includono anche carenze sensoriali: l'assenza di segnali visivi o sonori costituisce una barriera per ipovedenti, non vedenti o sordi. Quindi, rendere un ambiente accessibile migliora la sicurezza e l'autonomia per l'intera collettività.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche