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Vasi in terracotta e gelo: come evitare che si crepino

Aggiornato il 08 ottobre 20264 capitoli
Perché il gelo crepa la terracotta: porosità e acqua che si espande

Perché il gelo crepa la terracotta: porosità e acqua che si espande

I vasi in terracotta si crepano con il gelo per una ragione fisica molto semplice: l'argilla cotta è porosa e assorbe l'acqua delle annaffiature e della pioggia, trattenendola nelle piccole cavità della sua struttura. Quando la temperatura scende sotto lo zero, quell'acqua congela e aumenta di volume, spingendo dall'interno sulle pareti del vaso. La terracotta non è elastica e, a forza di cicli di gelo e disgelo, cede: prima compaiono fessure capillari, poi scaglie che si staccano e infine la rottura completa, spesso sul fondo o lungo il bordo. Non tutti i vasi reagiscono allo stesso modo. I vivaisti distinguono tra terracotta geliva e ingeliva: la seconda è cotta a temperature più alte, risulta meno porosa e sopporta meglio l'inverno all'aperto, mentre la prima tende a fessurarsi già con le prime gelate. Se al momento dell'acquisto il vaso è dichiarato ingelivo hai un buon margine di sicurezza, ma ricorda che la garanzia riguarda il materiale e non il contenuto: un terriccio fradicio che congela dentro un vaso ingelivo lo può rompere lo stesso. Per questo la protezione dal gelo passa prima di tutto dalla gestione dell'acqua.

I controlli da fare in autunno prima delle prime gelate

Il momento giusto per intervenire sui vasi in terracotta è l'autunno, quando le temperature notturne iniziano ad avvicinarsi ai 3 °C circa e il rischio di una gelata improvvisa diventa concreto. Comincia dai vasi vuoti, dagli orci e dai cachepot senza foro: svuotali dell'acqua piovana e, se restano all'aperto, chiudili con un coperchio, anche in terracotta, oppure capovolgili, perché un contenitore che si riempie di pioggia e poi gela è il primo a spaccarsi. Nei vasi con le piante verifica che il foro di drenaggio sia libero da radici, terriccio compattato o cocci incastrati: se l'acqua non scola, il substrato resta saturo e il ghiaccio fa il resto. Se un vaso che ti piace non ha il foro, puoi ricavarne uno o più sul fondo, o sul fianco vicino al fondo, con un trapano senza percussione e una punta da pietra di circa 20 millimetri, lavorando a bassa velocità e senza forzare. Controlla infine che ogni pezzo sia integro: una crepa capillare è una via d'ingresso per l'acqua, che gelando la allarga; i vasi già lesionati vanno messi al riparo dalla pioggia, oppure svuotati e riposti fino a primavera.

Sollevare da terra e isolare: come sistemare i vasi che restano fuori

Il vaso che passa l'inverno all'aperto non deve mai restare a contatto diretto con il suolo bagnato. Sollevalo con i piedini in terracotta, oppure con zeppe di legno o mattoni, in modo che l'acqua in eccesso scoli e l'aria circoli sotto il fondo: così eviti anche che il vaso si saldi al pavimento con il ghiaccio. I sottovasi, utili d'estate per trattenere l'acqua, in inverno diventano una vaschetta che gela: rovesciali o riponili al coperto. Se nevica, libera il perimetro intorno ai vasi, perché la neve a contatto prolungato con la terracotta mantiene le pareti fredde e bagnate per giorni. Per i vasi in terracotta più preziosi, o per quelli che sai essere gelivi, aggiungi una protezione in più: spostali contro una parete esposta a sud, sotto una tettoia o in un angolo riparato dal vento, e avvolgi le pareti esterne con tessuto non tessuto, juta o pluriball, lasciando libero il foro di drenaggio. Riduci le annaffiature al minimo necessario alla pianta, perché un terriccio appena umido congela molto meno di uno fradicio. Un vaso piccolo, o una pianta che tollera qualche settimana al riparo, possono semplicemente entrare in garage o in una serra fredda.

Cosa non fare con il ghiaccio e come intervenire su una crepa

Durante le gelate serve anche qualche cautela nei gesti quotidiani. Non versare mai acqua bollente su un vaso per sciogliere ghiaccio o neve: lo sbalzo termico spacca la terracotta all'istante. Evita anche il sale o i prodotti antigelo da pavimento, che penetrano nei pori e lasciano aloni e sfaldature. Se devi spostare un vaso congelato, prima accertati che il fondo non sia attaccato al suolo, altrimenti rischi di strapparne via un pezzo. Se nonostante tutto compare una crepa, valuta la gravità prima di buttare il vaso. Una fessura sottile si sigilla con una resina epossidica bicomponente, applicata su superficie pulita e asciutta; per una rottura più lunga vicino al bordo si può praticare un piccolo foro per lato e legare con filo di ferro zincato, sigillando poi la fessura con un collante adatto. Quando la crepa attraversa tutto il vaso o ne compromette la stabilità, meglio sostituirlo e usare i cocci come drenaggio sul fondo degli altri contenitori. Al ritorno della bella stagione svuota, pulisci e lascia asciugare i vasi in terracotta per 24-48 ore prima di rinvasare, così parti con contenitori sani e li ritrovi integri anche l'inverno successivo.

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