Perché l'autunno è il periodo migliore per la messa a dimora
Piantare alberi da frutto in autunno significa affidare la pianta al terreno nel momento in cui la parte aerea entra in riposo vegetativo, mentre le radici continuano a lavorare sottoterra finché il suolo resta tiepido. Le temperature miti e le piogge della stagione mantengono la terra umida senza bisogno di irrigazioni frequenti, e la pianta non deve sostenere lo sforzo di produrre foglie, fiori e frutti: tutte le energie vanno alle radici, che in primavera saranno già in grado di reggere una ripresa vigorosa. Chi pianta in primavera, al contrario, si ritrova spesso a dover togliere i fiori per evitare una fruttificazione precoce che indebolirebbe un esemplare non ancora attecchito. C'è poi un vantaggio che si vede solo l'estate successiva: un albero messo a dimora in autunno arriva ai mesi caldi con un apparato radicale più esteso e sopporta meglio la siccità, con meno interventi da parte tua. Resta comunque una fase delicata per la pianta, e a fare la differenza sono la scelta delle settimane giuste e la cura con cui prepari buca e terreno, di cui parliamo nei paragrafi che seguono.
Quando piantare: la finestra giusta tra fine ottobre e dicembre
Nella maggior parte delle zone italiane la finestra più favorevole va da fine ottobre a inizio dicembre, cioè dopo la caduta delle foglie e prima che il terreno geli in profondità. Scegli una giornata mite e asciutta: evita di lavorare con la terra impregnata dalle piogge forti, perché si compatta e rovina la struttura attorno alle radici, e rinuncia a piantare nelle giornate di gelo. Se vivi in montagna o in una pianura soggetta a gelate precoci, anticipa di qualche settimana; nelle zone costiere e al Sud, dove l'inverno è mite, puoi spingerti più avanti nella stagione. Conta molto anche il tipo di pianta che acquisti. Gli esemplari allevati in vaso, con la zolla intatta, si possono trapiantare quasi tutto l'anno, escludendo la piena estate e i periodi di gelo, perché gli sbalzi estremi di temperatura riducono l'attecchimento. Le piante a radice nuda, vendute senza terra attorno all'apparato radicale, vanno invece messe a dimora solo durante il riposo vegetativo: comprale per tempo e piantale subito, perché più restano fuori dal terreno più perdono vitalità, e se arrivano a fiorire prima di aver radicato i fiori cadono senza allegare.
Come preparare la buca e sistemare la pianta nel terreno
Scegli una posizione soleggiata e riparata dai venti freddi del nord, lontana dalle conche dove ristagna l'aria fredda e le gelate tardive rovinano la fioritura. Lascia tra un albero e l'altro almeno 3-4 metri, così le chiome avranno spazio per svilupparsi senza farsi ombra. La buca va scavata ampia, circa 70 centimetri per lato e altrettanti di profondità: se il terreno è argilloso e compatto, è proprio questo volume di terra smossa a permettere alle radici di espandersi nei primi anni. Se riesci, aprila con un mese di anticipo perché la terra si arieggi; sul fondo distribuisci letame maturo o compost mescolato a terra fertile, coprendolo con uno strato di terra in modo che non tocchi direttamente le radici. Al momento dell'impianto accorcia le radici spezzate delle piante a radice nuda e sistema l'albero in modo che il colletto, il punto in cui il fusto incontra le radici, resti al livello del suolo o appena sopra, perché la terra si abbasserà assestandosi; il punto d'innesto deve rimanere sempre fuori terra. Riempi con terra fine, premi con le mani senza calpestare, pianta il tutore prima di chiudere la buca per non ferire le radici e lega il fusto con un legaccio morbido incrociato a otto.
Le cure dopo l'impianto: acqua, pacciamatura e protezione dal freddo
Subito dopo la messa a dimora bagna abbondantemente, anche se il terreno è già umido: l'acqua serve a far aderire la terra alle radici e a eliminare le sacche d'aria. Poi stendi uno strato di pacciamatura di paglia, corteccia o foglie secche attorno alla base, tenendolo staccato dal tronco di qualche centimetro per non favorire marciumi al colletto. Lo strato isola le radici dal gelo, trattiene l'umidità e frena le erbe infestanti proprio nella zona in cui la giovane pianta ha più bisogno di nutrimento. Nel primo anno l'albero richiede attenzioni regolari: durante la primavera e l'estate successive controlla il terreno e irriga con costanza, perché un apparato radicale ancora ridotto non riesce a cercare l'acqua in profondità. Verifica che il legaccio del tutore non stringa il fusto che si ingrossa e, se nella tua zona ci sono lepri o roditori, proteggi la base con una rete. Dal secondo anno le esigenze calano molto; per i primi frutti serve pazienza, spesso qualche anno e in alcuni casi anche 4-6 a seconda della specie e del portinnesto, ma un impianto fatto bene in autunno ti restituisce un albero più robusto e produttivo.





