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Sostituire una tegola rotta senza chiamare il tecnico

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Scegliere la tegola sostitutiva e gli attrezzi giusti

Il pezzo identico e gli attrezzi da preparare a terra

Sostituire una tegola rotta comincia a terra, non sul tetto: devi arrivare in copertura con l'elemento giusto già in mano. Guarda che tipo di manto hai, perché portoghese, marsigliese, romana e coppo hanno agganci e sovrapposizioni diversi e non sono interscambiabili. Le portoghesi più diffuse si aggirano intorno ai 40x25 cm, ma le misure cambiano da produttore a produttore e l'occhio inganna: stacca una tegola sana, portala in rivendita come campione e fai confrontare il passo degli incastri, non soltanto l'ingombro. Se il tetto ha qualche anno, chiedi anche la tonalità più vicina, tenendo conto che il cotto nuovo resta più acceso per un paio di stagioni e poi si riallinea al resto. Per gli attrezzi serve poco: una scala a pioli robusta, un levachiodi, un martello, una cazzuola per fare leva e due listelli di legno da usare come distanziatori. Se le tegole sono chiodate, tieni da parte chiodi zincati o ramati della stessa misura, perché quelli comuni si ossidano e in pochi inverni lasciano l'elemento libero di muoversi. Compra due o tre pezzi di scorta: ti serviranno il giorno in cui la grandine ne spacca un altro e non dovrai rifare il giro delle rivendite.

Salire sul tetto senza rischi: meteo, appoggi, imbracatura

La fretta, in copertura, è il rischio più serio. Non salire mai su un manto bagnato o coperto di muschio, né nelle prime ore di una mattina di brina, perché il cotto umido scivola come il vetro. Scegli una giornata asciutta e senza vento, lega la scala in testa e fai in modo che sporga di circa un metro oltre il punto di arrivo, così hai un appiglio sicuro quando passi dal gradino alla falda. Indossa calzature con suola scolpita, collega l'imbracatura a un ancoraggio solido e non lavorare da solo: qualcuno a terra che ti passa i pezzi e tiene la scala cambia la giornata. Se la falda è ripida, alta o fatta di elementi fragili, fermati e chiama un'impresa attrezzata: resta un lavoro in quota, e con ponteggio o piattaforma lo chiude in poco tempo. Una volta sul manto, non appoggiare i piedi a caso. Carica il peso sulla parte bassa di ogni tegola, dove si sovrappone a quella sottostante e dove corre il listello, oppure distribuiscilo con una tavola. Approfitta della salita per controllare lo strato sotto la tegola rotta: se il telo traspirante o la guaina si è lacerato, l'acqua ha già trovato una strada e va chiusa prima di posare il pezzo nuovo, altrimenti ti ritrovi con un tetto riparato in apparenza e un'infiltrazione che continua.

Rimuovere l'elemento danneggiato e posare quello nuovo

Individuata la tegola rotta, alleggerisci la fila superiore: solleva di qualche centimetro le due o tre tegole che la coprono e tienile su con i listelli di legno infilati di traverso. Con il levachiodi o la punta della cazzuola sgancia le linguette di appoggio; se il pezzo è chiodato e il chiodo non esce, taglialo con un seghetto a lama flessibile invece di insistere, perché la trazione fa saltare anche gli elementi vicini. Sfila i cocci verso l'alto, poi ripulisci la sede da frammenti e sabbia: un detrito sotto la tegola nuova la tiene disallineata di pochi millimetri, e con la pioggia battente quei millimetri diventano un passaggio per l'acqua. Prima di posare, tasta il listello portategole: se il legno è scuro e cede sotto l'unghia è marcito e va sostituito con uno trattato della stessa sezione. Se la membrana sottostante è strappata, infila sotto la fila superiore una fascia di lamiera zincata o un ritaglio di membrana che accompagni l'acqua oltre la riparazione. Appoggia la tegola di ricambio, aggancia le nervature laterali o inchiodala come erano fissate le altre e riporta giù gli elementi sollevati, premendo piano fino a sentire l'incastro. La sovrapposizione deve risultare uguale a quella delle file accanto: è quello che tiene fuori il vento.

Verifica dopo la prima pioggia e manutenzione del manto

Finita la posa, scendi e guarda il tetto da lontano, meglio con un binocolo: dal basso si notano subito un elemento che sporge o una fila fuori allineamento. La prova vera la fa comunque la prima pioggia forte, quindi sali in sottotetto con una torcia e cerca gocce, aloni o legno umido. Ricorda che la macchia compare spesso più in basso del punto d'ingresso, perché l'acqua corre lungo la travatura prima di cadere. Poi gioca d'anticipo. Due controlli l'anno, in autunno prima delle piogge e alla fine dell'inverno, bastano per trovare le crepe quando sono ancora piccole. Libera canali e pluviali dalle foglie, togli il muschio che trattiene umidità sul cotto, osserva la malta del colmo e, se abiti in una zona ventosa o in montagna, chiedi in rivendita i ganci fermategola per le file più esposte. Conserva due o tre tegole di scorta in cantina: la prossima volta che una si spacca te la cavi in mezz'ora, senza aspettare che l'infiltrazione faccia marcire un travetto.

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