Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Materiali Edili · Grondaie

Parafoglie per grondaie: guida alla scelta e installazione

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Scegliere il parafoglie per grondaie in base alla misura

Misurare lo sviluppo della gronda prima di scegliere il parafoglie

Prima di ordinare il parafoglie per grondaie prendi un metro flessibile e misura il canale: non la larghezza vista da terra, ma lo sviluppo, cioè la larghezza della lamiera piana da cui il profilo è stato sagomato. È il dato con cui lavorano i lattonieri ed è lo stesso che i produttori usano per dimensionare i filtri. Sulle case di abitazione lo sviluppo più diffuso resta quello da 33 cm, i tetti con falde ampie montano spesso canali da 40 cm, mentre pensiline, garage e piccoli corpi di fabbrica si fermano su misure più contenute. Se la gronda è a cassetta, come capita su verande, logge e balconi chiusi, verifica se rientra in una misura commerciale o se è stata piegata su misura: nel secondo caso orientati su reti in rotolo o su profili adattabili, che si tagliano con le forbici da lamiera e seguono la forma del canale. Una misura sbagliata non si vede dal cortile, ma si paga alla prima pioggia d'autunno, perché il filtro appoggia male, si muove al vento e lascia fessure proprio dove le foglie trovano il passaggio.

Plastica, alluminio o acciaio inox: materiali e tipi di maglia

Definita la misura resta da scegliere il materiale, e qui pesano il clima della zona e gli anni di tranquillità che cerchi. I profili in plastica costano poco e si maneggiano senza fatica, quindi vanno bene per un intervento rapido o per una gronda di servizio, ma sole e gelo con il tempo li irrigidiscono e tendono a imbarcarli. L'alluminio sta nel mezzo: leggero, non ossida in modo visibile, abbastanza rigido da non cedere sotto il peso della neve. L'acciaio inox è quello che dura di più e si ripaga perché non lo sostituisci. Una cautela che i lattonieri conoscono bene: se il canale è in rame, cerca un parafoglie in rame o in inox ed evita alluminio e acciaio zincato, perché il contatto fra metalli diversi bagnati dalla pioggia innesca corrosione galvanica. Il secondo criterio è la trama. Guarda cosa cade dalle piante intorno a casa: con aghi di pino, semi piccoli o molto polline serve una rete a maglia fine, altrimenti il materiale passa e si deposita sul fondo. Con latifoglie dalle foglie larghe, platani o aceri, una griglia più aperta lavora meglio, perché smaltisce la pioggia battente senza trattenere il fogliame sopra il filtro.

Montare il parafoglie da soli: clip, incastri e profili adesivi

Il montaggio del parafoglie per grondaie si fa con le mani e poco altro, e questo lo rende uno dei lavori di manutenzione del tetto più alla portata di chi se la cava col fai da te. Nei modelli a clip appoggi il profilo dentro il canale, lo fai scorrere sotto il bordo del coppo o della prima fila di tegole e agganci la molletta al bordo anteriore arrotondato della gronda, premendo fino allo scatto. Le clip si trovano in nero o in grigio argento e dal basso si notano appena. Se invece hai scelto un profilo adesivo o a incastro, pulisci bene la lamiera da terra, foglie marce e residui di calcare e aspetta che sia perfettamente asciutta, altrimenti il nastro non tiene una stagione. Procedi per tratti di un metro o due e sovrapponi i pezzi nel senso in cui scorre l'acqua, verso il pluviale, così nessun lembo si solleva e non restano fughe dove le foglie si infilano. Lavora con una scala appoggiata su un piano stabile, spostandola spesso invece di allungarti di lato, e non scaricare mai il peso sulla gronda: il canale regge la pioggia, non una persona. Un'ora di lavoro ben fatta ti risparmia le pulizie in equilibrio di novembre.

Controlli stagionali e lavoro sicuro sulla scala

Nessun filtro azzera la manutenzione, ma la rende rara e breve: con il parafoglie montato bastano due ispezioni all'anno, una in primavera dopo la caduta di polline e infiorescenze e una a fine autunno, quando gli alberi si sono spogliati del tutto. Controlla che sopra la rete non si siano formati tappeti di muschio o croste di polline, perché sono loro a rallentare il deflusso più delle foglie intere, e passa la superficie con un getto d'acqua o una spazzola a setole morbide. Lascia da parte spatole e spazzole metalliche, che deformano la maglia fine e graffiano i trattamenti protettivi. Approfitta del giro per guardare la bocca del pluviale, il punto in cui gli intasamenti partono quasi sempre, e per tagliare i rami che arrivano a sfiorare il tetto. Sali su una scala ben salda, in due se puoi, e rinuncia al controllo se il tetto è bagnato o c'è vento. Uno scarico libero tiene l'acqua lontana dalle murature e dalle fondazioni, e ti evita gli aloni di umidità e le muffe che compaiono sulla facciata quando la gronda trabocca.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche