Trova il giunto che perde e prepara la grondaia al lavoro
Le prime piogge d'autunno sono il momento in cui una grondaia che perde si fa notare: una riga d'acqua che scende lungo la facciata, una macchia scura sotto il canale o un gocciolio proprio in corrispondenza di una giunzione. Prima di prendere in mano il sigillante, individua con precisione il punto da trattare. Sali sulla scala in una giornata asciutta, con qualcuno che la tenga ferma alla base, e libera il canale da foglie, terra e detriti con una spatola o una paletta, raccogliendo tutto in un secchio. Poi versa acqua con un tubo o un annaffiatoio partendo dal lato opposto al pluviale e osserva da dove esce: spesso la perdita non si trova nel punto in cui vedi la goccia, perché l'acqua scorre lungo il fondo del canale prima di cadere. Una volta trovata la giunzione difettosa, lascia asciugare completamente la grondaia e scegli un periodo in cui non è prevista pioggia per almeno un paio di giorni, perché quasi tutti i sigillanti hanno bisogno di una superficie asciutta per aderire e di tempo per indurire. Se la giunzione è in metallo e presenta ruggine, rimuovila con una spazzola metallica fino ad arrivare a una superficie pulita, altrimenti il prodotto si staccherà insieme alla ruggine alla prima gelata.
Quale sigillante usare in base al materiale della grondaia
Non tutti i sigillanti vanno bene su ogni grondaia, e la scelta sbagliata è la prima causa di una riparazione che dura una stagione sola. Sulle grondaie in PVC usa un sigillante specifico per plastica oppure un mastice da copertura, che resta elastico e fa presa anche sulla superficie liscia, mentre un silicone generico spesso si scolla al primo sbalzo di temperatura. Sulle grondaie in alluminio, lamiera zincata o rame preferisci un sigillante poliuretanico o a base di polimeri MS, cioè quelli che i lattonieri chiamano sigillanti per lattoneria: sono impermeabili, restano flessibili nel tempo e sopportano le dilatazioni del metallo tra estate e inverno, che sono proprio ciò che fa aprire le giunzioni. Verifica sull'etichetta che il prodotto sia indicato per esterni, resistente ai raggi ultravioletti e compatibile con il tuo metallo, perché alcuni siliconi acetici possono corrodere zinco e rame. Se la giunzione si è aperta al punto che il sigillante non basta a colmarla, esiste la bandella bituminosa autoadesiva, un nastro di alluminio accoppiato a uno strato di bitume che si applica a freddo e copre la fessura dall'interno del canale. Va bene per una crepa lunga, mentre per un giunto a incastro che ha semplicemente perso la tenuta basta di solito il sigillante in cartuccia.
Come applicare il sigillante sulla giunzione, passo dopo passo
Con la grondaia pulita e asciutta, rimuovi il vecchio sigillante dalla giunzione con un raschietto o un cutter, perché il prodotto nuovo deve aderire al materiale e non a un residuo screpolato. Se la giunzione è tenuta da viti o rivetti e il canale si è allontanato dal pezzo di raccordo, svitala, pulisci le due parti e rimontale a battuta. Taglia il beccuccio della cartuccia in obliquo, con un'apertura adeguata alla fessura, e stendi il cordone con pressione costante lungo tutta la giunzione, dall'interno del canale, dove l'acqua passa davvero. Un cordone messo solo all'esterno nasconde la goccia ma non ferma l'acqua che continua a infiltrarsi nella lamiera o nel PVC. Subito dopo liscia il cordone con una spatolina o con un dito bagnato di acqua e sapone, così il sigillante entra nella fessura e non crea un gradino che tratterrebbe foglie e sporco. Se le due parti tendono ad aprirsi, tienile accostate con una pinza o un morsetto finché il prodotto non ha fatto pelle. Rispetta il tempo di indurimento indicato sulla cartuccia prima di far scorrere acqua, poi ripeti la prova con il tubo: se la giunzione resta asciutta, hai risolto la perdita senza dover smontare nulla.
Quando sigillare non basta e come evitare nuove perdite
Una sigillatura ben fatta risolve la maggior parte delle perdite nelle giunzioni, ma non rimedia a tutto. Se il canale è deformato, se il giunto si riapre a ogni stagione o se l'acqua trabocca perché la grondaia non ha più la pendenza giusta verso il pluviale, il problema sta nel fissaggio: le staffe allentate o piegate vanno riallineate prima di qualsiasi sigillante, altrimenti l'acqua ristagna proprio sulla giunzione e la mette sotto sforzo. Allo stesso modo, un pezzo di raccordo spaccato o un tratto di PVC reso fragile dal sole va sostituito, perché il sigillante su una plastica ormai gessosa non trova più presa. Dopo l'intervento, prendi l'abitudine di controllare le giunzioni in autunno e a fine inverno, i due momenti in cui foglie e gelo le mettono alla prova. Un'occhiata dal basso durante una pioggia ti dice subito se qualche giunto ha ripreso a gocciolare, e chiudere una fessura piccola richiede pochi minuti rispetto a sistemare un intonaco macchiato o un marciapiede che gela. Ricorda infine che lavorare in quota è la parte più rischiosa di tutta la riparazione: scala appoggiata su terreno stabile, mai sull'ultimo gradino, e per i piani alti valuta un'impalcatura o l'intervento di un lattoniere.





