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Gettare il calcestruzzo con il freddo: precauzioni

Aggiornato il 13 ottobre 20264 capitoli
Perché il freddo rallenta la presa e il gelo rovina il getto

Perché il freddo rallenta la presa e il gelo rovina il getto

Gettare il calcestruzzo con il freddo è possibile, ma richiede di capire cosa succede nell'impasto quando la temperatura scende. L'indurimento dipende dall'idratazione, la reazione tra cemento e acqua che sviluppa calore e lega i componenti: sotto i 5 °C circa questa reazione rallenta molto, la presa si allunga e le resistenze iniziali arrivano con giorni di ritardo. Il pericolo vero però è il gelo. Se l'acqua ancora libera nell'impasto ghiaccia, aumenta di volume di circa il 9% e i cristalli di ghiaccio rompono la struttura interna della pasta cementizia, con perdita di resistenza e maggiore porosità che nessuna stagionatura successiva può recuperare. Per questo il getto va difeso dal gelo finché non ha consumato abbastanza acqua di impasto da sopportare senza danni un singolo congelamento, condizione che in pratica si fa coincidere con una resistenza di circa 5 MPa. Le prime 48-72 ore sono le più delicate: se in questo intervallo il calcestruzzo scende sotto zero, il danno è permanente e spesso invisibile dall'esterno, perché la superficie può sembrare sana mentre l'interno è indebolito.

Quando gettare: previsioni, orario e superfici senza brina

Il primo accorgimento riguarda il calendario. Prima di fissare il getto controlla le previsioni non solo per il giorno scelto, ma anche per le notti seguenti: se sono attese gelate forti nelle 48 ore successive, valuta di rinviare, perché nessuna copertura improvvisata compensa una notte molto sotto zero su un getto di poche ore. Se le temperature restano sopra lo zero, programma il lavoro a fine mattinata, così il calcestruzzo approfitta delle ore più tiepide e del proprio calore di idratazione prima che cali la sera. Il calcestruzzo fresco dovrebbe avere almeno 5 °C al momento della posa; se lo ordini preconfezionato, chiedi al fornitore di garantire questa temperatura all'arrivo in cantiere. Controlla poi dove andrà il getto: non versare mai su terreno gelato, su casseri con brina o su armature coperte di ghiaccio, perché il contatto raffredda l'impasto in pochi minuti e l'acqua di fusione altera la superficie. Rimuovi ghiaccio e brina, svuota i casseri dall'acqua di pioggia e, se il fondo è molto freddo, lascialo scoperto al sole qualche ora prima di iniziare. Un piano di getto preparato con cura ti evita di dover improvvisare protezioni al calar della sera.

Un impasto adatto alle basse temperature

Anche la ricetta dell'impasto aiuta. Con il freddo conviene un cemento più reattivo, come un CEM I o un CEM II/A, che sviluppa più calore nelle prime ore e accorcia il periodo in cui il getto è vulnerabile; un dosaggio di cemento un po' più alto rafforza questo effetto. Tieni basso il rapporto acqua/cemento, possibilmente non oltre 0,50: meno acqua libera significa meno acqua che può ghiacciare e un calcestruzzo più compatto. Se impasti in cantiere, usa acqua tiepida, fino a circa 60 °C, e aggregati asciutti e non gelati, perché sabbia e ghiaia con grumi di ghiaccio abbassano subito la temperatura dell'impasto. Gli additivi acceleranti o antigelo accorciano i tempi di presa e riducono il rischio di congelamento precoce, ma vanno scelti con attenzione: se il getto contiene armature, usa solo prodotti dichiarati idonei al cemento armato e privi di cloruri, che nel tempo favoriscono la corrosione del ferro. Se lavori con il preconfezionato, concorda con l'impianto una miscela invernale già dosata, più affidabile di qualsiasi aggiunta fatta a mano nella betoniera.

Proteggere il getto e aspettare prima di disarmare

Posato il calcestruzzo, il lavoro non è finito. Copri subito la superficie con teli termici, coperte isolanti o pannelli di polistirene, appoggiati su listelli per non segnare il getto fresco e fissati contro il vento; i casseri in legno trattengono il calore meglio di quelli metallici e, per spessori importanti, puoi coibentarli dall'esterno. Mantieni queste protezioni per almeno un giorno e, se la temperatura notturna scende verso lo zero, per le prime 48-72 ore, controllando che sotto le coperture il calcestruzzo resti sopra i 5 °C. Se al mattino trovi brina o ghiaccio sulla superficie scoperta, è probabile che il gelo abbia già raggiunto il getto. Togli le coperture in modo graduale, nelle ore centrali della giornata, per evitare lo sbalzo termico che fessura la superficie. Allunga anche i tempi di disarmo rispetto alla stagione calda, perché il calcestruzzo raggiunge la resistenza necessaria più lentamente: se hai dubbi, aspetta qualche giorno in più piuttosto che rischiare. Per muri, rampe e pavimentazioni esterne che resteranno esposti a gelo e disgelo, chiedi infine un calcestruzzo con classe di esposizione XF adeguata, formulata per resistere nel tempo a questi cicli.

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