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Legna da ardere: come misurare l'umidità prima di bruciarla

Aggiornato il 12 ottobre 20264 capitoli
Perché l'umidità della legna decide quanto scalda la stufa

Perché l'umidità della legna decide quanto scalda la stufa

La legna da ardere appena tagliata contiene circa il 50% di acqua, e quell'acqua, prima di dare calore, deve essere riscaldata e fatta evaporare dentro il focolare. Il calore necessario viene sottratto alla combustione in corso, così la fiamma resta a bassa temperatura, i fumi escono carichi di incombusti e una parte dell'energia che hai pagato finisce nella canna fumaria sotto forma di vapore. Per questo il contenuto di umidità conta più dell'essenza o della pezzatura: lo stesso ciocco di faggio può rendere benissimo o deludere a seconda di quanta acqua ha ancora nelle fibre. La soglia che i professionisti considerano accettabile è sotto il 20%, mentre un valore compreso tra il 15 e il 18% indica legna davvero secca, quella che prende in fretta e lascia poca cenere. Oltre il 20% la combustione è incompleta: il vetro della stufa si annerisce, la brace dura meno e nel condotto si deposita creosoto, un residuo catramoso che con il tempo può incendiarsi. Misurare l'umidità prima di bruciare la legna ti permette quindi di proteggere l'impianto e di sapere in anticipo se la scorta di quest'anno è pronta o ha bisogno di qualche altra settimana all'aria.

L'igrometro per legno: come funziona e come impostarlo

Lo strumento da usare è l'igrometro per legno a sonde, chiamato anche misuratore di umidità a contatto: ha due elettrodi a punta che infili nel ciocco e rileva la resistenza elettrica tra una punta e l'altra. L'acqua conduce la corrente, il legno secco molto meno, quindi più il passaggio è facile e più alto è il valore di umidità che compare sul display. È un apparecchio economico, lo trovi in qualsiasi negozio di bricolage e per la legna da stufa non serve un modello professionale: conta che le punte siano abbastanza lunghe da entrare per qualche millimetro nella fibra. Prima di misurare leggi le istruzioni del produttore, perché la conducibilità cambia da un'essenza all'altra e molti apparecchi hanno gruppi di legno preimpostati da selezionare, oppure una tabella di correzione da applicare alla lettura. Fa differenza anche la temperatura: alcuni modelli la compensano da soli, altri no, quindi se prendi i ciocchi da una catasta gelata lasciali qualche ora al riparo prima del controllo, altrimenti il valore risulta falsato. Esistono anche misuratori senza punte, che leggono attraverso la superficie e non lasciano fori, ma sulla legna da ardere, con corteccia e facce irregolari, i modelli a sonde restano i più affidabili.

Dove e come fare la misurazione sul ciocco

La misura va fatta sulla faccia interna del legno, non sulla corteccia e nemmeno sulla superficie esterna del ciocco, perché l'evaporazione parte dall'esterno e la parte più asciutta è sempre quella che vedi. Prendi tre o quattro ciocchi da punti diversi della catasta, non uno solo, perché l'umidità varia parecchio tra la fila esposta al sole e quella appoggiata al muro. Spaccali a metà con l'accetta e appoggia le sonde sulla superficie appena aperta, verso il centro, spingendo con una leggera pressione lungo la fibra, che nel legno spaccato corre nel senso della lunghezza del ciocco. Fai due o tre letture su ogni pezzo e considera la media, scartando il valore isolato che si discosta troppo dagli altri. Se la media resta sotto il 20% la legna è pronta per la stufa o il camino; se leggi valori più alti rimettila in catasta e ripeti il controllo dopo due o tre settimane, perché negli ultimi punti percentuali l'asciugatura è lenta. Vale la pena segnare con un gesso le file già controllate: in autunno saprai subito quale parte della scorta usare per prima e quale lasciare asciugare fino all'anno prossimo.

Le prove senza strumento e cosa fare se la legna è ancora umida

Se non hai un igrometro a portata di mano puoi farti un'idea con i segni che chi lavora la legna riconosce a occhio e all'orecchio. Batti due pezzi uno contro l'altro: la legna secca restituisce un suono netto e sonoro, quella umida un rumore sordo e smorzato. Guarda le testate: con l'asciugatura compaiono crepe radiali che partono dal centro, mentre il ciocco fresco è compatto e di colore più chiaro. Soppesa un pezzo confrontandolo con uno della stessa misura che sai essere stagionato, e osserva se la corteccia inizia a staccarsi. Sono indizi utili, ma restano approssimativi: solo la lettura con le sonde ti dà un numero su cui decidere. Se il controllo dice che la legna non è pronta, non bruciarla e non chiuderla in garage o in cantina sperando che asciughi. Rimettila all'aperto in una catasta sollevata da terra di dieci o quindici centimetri, su bancali o travetti, coperta solo sopra con una lamiera o un telo e con i fianchi liberi, in un punto che prende sole e vento. Usa prima la legna più vecchia e lascia la nuova in fondo alla rotazione: con una scorta organizzata così arrivi all'inverno successivo con ciocchi già sotto la soglia, senza doverli ricontrollare uno a uno.

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