Quanta corrente assorbe una stufetta elettrica e perché la ciabatta soffre
Una stufetta elettrica è tra gli apparecchi più energivori che puoi collegare in casa: termoventilatori e radiatori a olio assorbono in genere da circa 1000 a 2000 W e, alla massima potenza, un modello da 2000 W richiede quasi 9 A dalla rete a 230 V. Una ciabatta è pensata per carichi ben diversi, come caricabatterie, lampade o apparecchi audio e video, e riporta sul corpo o sull'etichetta la potenza massima in watt o la corrente in ampere: leggi quel valore prima di ogni collegamento, perché molte multiprese di fascia bassa si fermano a soglie che una stufa accesa al massimo raggiunge o supera da sola. Il problema non è solo il limite dichiarato. I contatti interni di una presa multipla, soprattutto se usurati o di qualità modesta, oppongono una piccola resistenza al passaggio della corrente e con carichi elevati e continui producono calore per effetto Joule. Dopo ore di funzionamento la plastica si ammorbidisce, i contatti si allentano ancora di più e la temperatura sale in un circolo che può arrivare alla carbonizzazione e all'innesco di una fiamma. Per questo gli elettricisti consigliano di collegare la stufetta direttamente a una presa a muro, senza passaggi intermedi.
Ciabatte in cascata, prolunghe arrotolate e altri errori da evitare
Se la presa a muro è lontana dal punto in cui vuoi scaldarti, la tentazione è allungare il percorso con una seconda multipresa inserita nella prima. È l'errore più pericoloso: in una catena di ciabatte la prima deve reggere la somma di tutto ciò che è collegato a valle e, anche se ogni elemento rispetta il proprio limite, il primo anello lavora oltre le sue possibilità, con cavo e contatti che si scaldano. Lo stesso vale per gli adattatori infilati uno nell'altro per far entrare una spina schuko, quella tedesca con i contatti di terra laterali, in una presa italiana: ogni giunzione aggiunta è un punto in cui la corrente incontra resistenza. Fai attenzione anche alle prolunghe su avvolgicavo: se le usi con una stufetta elettrica, svolgi sempre tutto il cavo, perché le spire avvolte non riescono a smaltire il calore e il tamburo può fondersi dall'interno. Non far passare cavi e multiprese sotto tappeti, dietro divani addossati al muro o tra cuscini, dove il calore resta intrappolato e un principio di incendio trova subito materiale da bruciare. Evita infine le ciabatte in bagno o vicino ai lavelli: umidità e spruzzi d'acqua su una presa multipla appoggiata a pavimento sono una combinazione che un prodotto comune non è progettato per sopportare.
Le regole per usare la stufetta in sicurezza, dalla presa alla posizione
Collegare la stufetta elettrica a una presa a muro è la prima regola, ma non l'unica. Scegli una presa in buono stato, che tenga la spina salda senza giochi, e verifica che non si scaldi dopo un'ora di funzionamento: una presa tiepida al tatto segnala contatti stanchi che conviene far sostituire. Se nella stessa stanza lavorano già altri apparecchi potenti, come un forno o una lavatrice, ricorda che la linea prese di un appartamento è dimensionata per un carico complessivo e non per tutto acceso insieme: distribuisci i consumi o accendi la stufa quando gli altri elettrodomestici sono fermi. Posiziona l'apparecchio su una superficie piana e stabile, a buona distanza da tende, divani, letti e cesti della biancheria, e lascia libere le griglie di aspirazione e di uscita dell'aria: coprirle, anche solo con un panno appoggiato per sbaglio, fa salire la temperatura interna fino a far intervenire il termostato di sicurezza o, nei modelli più datati, fino a danneggiare i componenti. Non appendere mai indumenti sulla stufa per asciugarli, salvo che il libretto preveda espressamente questa funzione. Quando la spegni afferra la spina e non il cavo, e prima di riporla per l'estate controlla che guaina e spina non presentino screpolature, annerimenti o deformazioni.
Segnali di allarme e protezioni dell'impianto su cui puoi contare
Riconoscere i segnali di un sovraccarico ti permette di intervenire in tempo. Odore di plastica calda, spina o ciabatta tiepida, ronzii o piccoli scoppiettii dalla presa, luci che si abbassano quando la stufa parte: in ognuno di questi casi spegni l'apparecchio, stacca la spina e non ricollegarla finché non hai capito la causa. Se l'interruttore magnetotermico del quadro scatta quando accendi la stufetta elettrica, significa che la linea è già al limite: non riarmarlo più volte sperando che tenga, perché quell'intervento ti sta proteggendo da un surriscaldamento dei cavi nei muri. Le ciabatte con interruttore luminoso e protezione termica contro il sovraccarico sono preferibili a quelle semplici, perché interrompono il circuito prima che il calore faccia danni e ti consentono di togliere tensione a tutto con un gesto, la sera o quando esci. Restano comunque adatte a carichi leggeri, non alla stufa. Se ti manca una presa dove serve, fanne installare una nuova da un elettricista, collegata alla linea prese con cavi da 2,5 mm², e approfittane per verificare che il quadro sia dotato di interruttore differenziale, il cosiddetto salvavita, di cui premere il tasto di prova con regolarità. Spenderai qualcosa una volta sola e ogni inverno ti scalderai senza pensieri.





