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Tettoia per la legna da ardere: come costruirla

Aggiornato il 07 ottobre 20264 capitoli
Dove collocare la tettoia per la legna e quanto farla grande

Dove collocare la tettoia per la legna e quanto farla grande

Prima di comprare il legname, fermati a scegliere il posto giusto, perché una tettoia per la legna da ardere funziona bene solo se la scorta prende aria e sole. Evita l'angolo umido dietro casa e preferisci un punto ventilato, con l'apertura rivolta a sud o verso la direzione da cui non arrivano le piogge dominanti, così la pioggia battente non entra e l'aria asciuga i ciocchi. Tienila vicina all'ingresso che usi d'inverno, ma staccata di qualche centimetro dal muro: appoggiare la catasta direttamente alla parete trattiene l'umidità e sporca l'intonaco. Per le misure, parti dal consumo di una stagione: una struttura di circa due metri di larghezza e poco più di un metro di profondità, divisa in due vani, ospita una scorta ragionevole per una stufa domestica, e puoi sempre aggiungere un modulo accanto. Se la tettoia è piccola e semplicemente appoggiata, in molti Comuni non serve alcuna pratica, ma se la ancori al terreno o la rendi permanente verifica prima all'ufficio tecnico comunale. Metti in conto uno o due giorni di lavoro e organizzati a fine estate, in modo che il riparo sia pronto quando arriva la legna.

Struttura portante e base sollevata da terra

La struttura si compone di telai laterali, almeno due, collegati in basso da traverse che reggono il peso della catasta e in alto dai travetti che sostengono la falda. Per i montanti vanno bene quadrotti di abete trattato in autoclave o di larice, un legno naturalmente più resistente all'acqua, con sezioni attorno ai 6 centimetri; per le traverse che portano la legna scegli travetti più robusti, perché una catasta piena pesa parecchio. Unisci i pezzi con viti zincate o inox di lunghezza adeguata e controlla con la squadra e la livella che ogni telaio sia a piombo prima di collegarlo al successivo. Il punto a cui prestare più attenzione è l'appoggio a terra: i piedi dei montanti non devono mai toccare il suolo, altrimenti il legno marcisce in pochi anni. Usa piedini regolabili, piastre zincate su plinti o anche semplici blocchi di cemento, che ti permettono di mettere in piano la legnaia anche se il terreno è irregolare. Lascia poi che le traverse tengano i ciocchi sollevati di una spanna dal suolo. Se chiudi i fianchi e il retro con listelli distanziati tra loro, a mo' di persiana, nascondi la catasta alla vista senza impedire la circolazione dell'aria, che resta la condizione decisiva per avere legna asciutta.

La copertura: pendenza, sporto e impermeabilizzazione

Riprendendo i travetti superiori, dai alla falda un'unica pendenza verso il retro, così l'acqua scola lontano dal lato in cui prelevi la legna. Ottieni l'inclinazione facendo i montanti anteriori più alti di quelli posteriori di una ventina di centimetri, e fai sporgere la copertura di qualche centimetro su tutti i lati, soprattutto sul fronte, dove protegge la prima fila di ciocchi dalla pioggia obliqua. Il piano del tetto si realizza con listoni a incastro, comodi da allineare e da avvitare ai travetti, oppure con tavole di abete accostate. Sopra il tavolato stendi una guaina bituminosa ardesiata, cioè rivestita di graniglia minerale, che impermeabilizza e dà una finitura gradevole; in alternativa puoi usare lastre ondulate bituminose o una lamiera grecata, più leggere e veloci da posare. In ogni caso fissa la copertura con viti e rondelle piuttosto che con soli chiodi, perché una tettoia aperta sui lati offre presa al vento e una falda strappata in pieno inverno è un guaio. Verifica che non restino giunti rivolti controcorrente rispetto allo scolo dell'acqua e, se la legnaia sta accanto a casa, lascia uno spazio tra falda e parete per non convogliare l'acqua sul muro.

Accatastare la legna perché stagioni e bruci bene

Una volta pronta la tettoia, il modo in cui sistemi i ciocchi conta quanto la costruzione stessa. La legna tagliata di fresco ha bisogno di circa due anni per asciugare a dovere, mentre oltre i cinque anni il potere calorifico comincia a calare: non ha senso quindi accumulare più di quanto consumi in un paio di stagioni. Spacca i ciocchi prima di riporli, perché le superfici aperte perdono umidità più in fretta della corteccia, e accatastali con la corteccia verso l'alto e qualche spazio tra una fila e l'altra, in modo che l'aria passi anche in mezzo alla catasta. Se hai due vani, riempine uno con la legna dell'anno e tieni l'altro per quella da stagionare, così d'inverno prelevi sempre dal lato più vecchio senza mescolare. Non coprire mai la catasta con un telo di plastica calato fino a terra: trattiene la condensa e vanifica il lavoro fatto con la ventilazione. Una volta all'anno, prima dell'arrivo della legna nuova, controlla lo stato della guaina e dei piedini, e ogni due o tre anni passa un impregnante per esterni sulla struttura: con queste piccole attenzioni la legnaia dura a lungo e la legna brucia pulita, con poco fumo e più calore.

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