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Tavolo da giardino in legno: oliatura prima dell'inverno

Aggiornato il 01 novembre 20264 capitoli
Perché il tavolo va oliato prima del freddo

Perché il tavolo va oliato prima del freddo

Un tavolo da giardino in legno resiste bene alle basse temperature in sé: a rovinarlo non è il freddo, ma l'acqua che entra nelle fibre e vi ristagna. Durante l'estate il sole apre sulla superficie piccole fessure, spesso invisibili a occhio nudo, e la pioggia autunnale le riempie. Quando la temperatura scende sotto lo zero, l'acqua intrappolata gela e aumenta di volume, allargando le crepe un poco a ogni ciclo di gelo e disgelo. Nel frattempo l'umidità persistente favorisce muffe e alghe, che lasciano macchie scure nelle venature difficili da togliere in primavera. L'oliatura serve proprio a questo: l'olio penetra nel legno, nutre le fibre e riduce la quantità d'acqua che riescono ad assorbire, senza formare una pellicola in superficie come fa una vernice. Rallenta anche l'ingrigimento, cioè la perdita di colore causata dai raggi ultravioletti, che agiscono sulla lignina superficiale anche con il sole debole dei mesi invernali. Un intervento fatto a fine stagione ti evita di ritrovare, a primavera, un piano screpolato e opaco da restaurare.

Pulizia e asciugatura: la preparazione che conta

Prima di pensare all'olio, il tavolo va pulito a fondo, perché stendere un prodotto su una superficie sporca significa sigillare polvere, pollini e residui di cibo dentro le fibre. Usa acqua tiepida con un sapone neutro oppure un detergente specifico per legno da esterno e una spazzola a setole morbide, lavorando sempre nel senso delle venature per non graffiare la superficie. Evita l'idropulitrice ad alta pressione, che solleva le fibre e apre nuove fessure, e risciacqua con cura, in modo che non restino tracce di sapone a ostacolare la penetrazione dell'olio. L'asciugatura è il passaggio che più spesso viene trascurato. Il legno deve essere asciutto in profondità, non solo in superficie, e per questo servono almeno uno o due giorni di tempo secco, meglio se con un po' di vento. Approfitta dell'attesa per controllare il tavolo: stringi le viti e i bulloni allentati, prendi nota delle crepe più larghe, da stuccare con un prodotto per legno prima di oliare, e verifica che sul piano e nei giunti non ristagni acqua. Se il legno è molto ingrigito o macchiato, una leggera carteggiatura con carta a grana fine, sempre lungo le venature, riporta alla luce il colore e prepara meglio la superficie ad assorbire l'olio.

Quando intervenire e quale olio scegliere

Il momento giusto per l'oliatura del tavolo da giardino è la fine dell'estate o l'inizio dell'autunno, quando le giornate sono ancora tiepide e si prevedono alcuni giorni consecutivi senza pioggia. L'olio ha bisogno di legno asciutto e di tempo per essere assorbito, e una giornata umida di novembre è la condizione peggiore per lavorare. Se arrivi tardi e il tempo non collabora, è preferibile riporre il tavolo pulito e asciutto senza oliarlo, piuttosto che trattarlo con l'umidità e coprirlo ancora bagnato, e rimandare il trattamento alla primavera. Sulla scelta del prodotto, orientati su un olio formulato per legno da esterno, come l'olio per teak, oppure sull'olio di lino, che è la base tradizionale di molti di questi prodotti. Un olio è diverso da un impregnante o da una vernice: non crea uno strato in superficie e va rinnovato più spesso, ma non si scrosta e si riapplica senza carteggiare tutto. Considera anche l'essenza del tuo tavolo: teak, eucalipto e acacia sono ricchi di oli naturali e tollerano bene un'oliatura completa, mentre pino e abete, più porosi, assorbono molto prodotto. Il teak che vira al grigio argento, infine, non è un legno danneggiato: è una reazione naturale alla luce, e l'olio ne ravviva il colore dorato.

Come stendere l'olio e cosa fare dopo

Lavora all'ombra o in una giornata coperta, perché il sole diretto fa asciugare l'olio troppo in fretta e lascia aloni. Stendi un velo sottile con un pennello piatto o un panno che non lasci pelucchi, seguendo le venature e senza accumulare prodotto. Dedica più attenzione alle teste del legno, cioè le estremità delle tavole e delle gambe, dove le fibre sono tagliate di traverso e bevono molta più acqua. Dopo una ventina di minuti ripassa con un panno pulito e asciutto per togliere l'eccesso non assorbito, perché l'olio lasciato in superficie resta appiccicoso e trattiene lo sporco. Dopo circa dodici ore, a piano asciutto al tatto, valuta una seconda mano se il legno è molto secco. Prima di coprire o riporre il tavolo, dai all'olio il tempo indicato sulla confezione, in genere almeno un giorno. Se resta fuori, proteggilo con un telo traspirante e tienilo sollevato da terra: un telo di plastica chiuso trattiene la condensa e favorisce la muffa in poche settimane. Un'ultima avvertenza riguarda i panni imbevuti di olio di lino o di oli simili: non lasciarli appallottolati, perché asciugando si scaldano e possono prendere fuoco da soli. Stendili all'aperto o immergili in acqua prima di buttarli.

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