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Orecchini con foglie d'autunno in resina: come farli

Aggiornato il 18 ottobre 20264 capitoli
Quali foglie raccogliere e come essiccarle senza macchie

Quali foglie raccogliere e come essiccarle senza macchie

Gli orecchini con foglie d'autunno in resina riescono bene solo se la foglia è davvero secca: una foglia ancora umida, una volta inglobata, scurisce, forma aloni opachi e nei casi peggiori ammuffisce sotto la superficie trasparente. Per questo la raccolta merita qualche attenzione. Scegli esemplari piccoli e integri, con il picciolo ancora attaccato, e preferisci le specie dalla forma riconoscibile anche in miniatura: acero, quercia, faggio, ginkgo o le foglioline composte del sorbo. Scartale se mostrano punti neri o margini già arricciati, perché in resina ogni difetto si vede ingrandito. Una volta a casa, stendile tra due fogli di carta assorbente o carta da forno, chiudile dentro un libro pesante e lascia che perdano l'acqua per almeno un paio di settimane, cambiando la carta se la senti umida. Se hai fretta, puoi pressarle qualche minuto con il ferro da stiro a bassa temperatura, sempre tra due fogli di carta, controllando spesso. Tieni presente che il rosso e l'arancio tendono a virare verso il marrone con l'essiccazione: se vuoi conservare i toni accesi, raccogli più foglie di quante te ne servano e scegli alla fine quelle che hanno mantenuto meglio il colore.

Resina UV o epossidica, stampi e minuteria: cosa serve davvero

Scelte le foglie, decidi con quale resina lavorare, perché cambia il metodo. La resina UV è monocomponente, si versa direttamente e indurisce in pochi minuti sotto l'apposita lampada: è comoda per pezzi piccoli e sottili come un orecchino e ti permette di lavorare a strati senza attese lunghe. La resina epossidica bicomponente va invece dosata unendo resina e catalizzatore nel rapporto esatto indicato dal produttore, con bilancia di precisione o bicchierini graduati, e indurisce da sola nell'arco di molte ore: offre spessori maggiori e una trasparenza molto limpida, ma richiede pazienza e una postazione che possa restare ferma e coperta dalla polvere. In entrambi i casi ti servono stampi in silicone a forma di goccia, cerchio o foglia, oppure i castoni aperti, detti open bezel, cornicette in metallo senza fondo che si appoggiano su un tappetino di silicone e si riempiono di resina lasciando il profilo a vista. Completano l'occorrente le monachelle in acciaio inossidabile, più tollerate dalle pelli sensibili, gli anellini aperti, una pinza a becco piatto, bastoncini di legno e stuzzicadenti. Lavora in un ambiente arieggiato, con guanti in nitrile e il piano protetto da un foglio di plastica: la resina liquida non si toglie più dal legno e può irritare la pelle.

La colata a strati: inglobare la foglia senza bolle né aloni

Prima di versare, assicurati che gli stampi siano puliti e asciutti, passandoli con un panno che non lasci pelucchi. Versa un primo strato sottile di resina trasparente sul fondo e, se usi la UV, induriscilo sotto la lampada seguendo i tempi del prodotto: questo letto evita che la foglia tocchi il fondo e resti a filo della superficie. Appoggia poi la foglia con uno stuzzicadenti, premendola delicatamente per far uscire l'aria intrappolata sotto, e coprila con un secondo strato fino al bordo dello stampo. Nei castoni aperti procedi allo stesso modo, ma tenendo il pezzo ben in piano perché la resina non trabocchi. Le bolle sono il difetto più frequente: mescola la resina lentamente, lasciala riposare qualche minuto prima di colarla e scoppia quelle in superficie con la punta dello stuzzicadenti o con un rapido passaggio di aria calda a distanza. Se la foglia è molto sottile o ha una pagina pelosa, puoi stenderle sopra un velo di resina con un pennellino e indurirla da sola prima dell'inclusione: così resta piatta e l'umidità residua non crea aloni. Rispetta i tempi di catalizzazione indicati dal produttore, perché un pezzo tolto troppo presto dallo stampo rimane appiccicoso e si deforma.

Rifinitura, montaggio e composizione a grappolo per dare movimento

Quando la resina è dura al tatto e non lascia impronte, fletti lo stampo di silicone e sfila il pezzo spingendo dal retro. I bordi presentano quasi sempre una piccola sbavatura: lisciala con carta abrasiva a grana fine, bagnata, con movimenti leggeri, e se la superficie si opacizza riportala lucida con un velo sottilissimo di resina indurito di nuovo. Pratica il foro per l'anellino con un trapanino a mano o una punta fine, oppure evita il problema inserendo nella colata ancora liquida un occhiello metallico, che resterà prigioniero nella resina. Per il montaggio apri l'anellino, di circa 7 millimetri, con la pinza, ruotando le due estremità in avanti e indietro invece di allargarle, infila il pezzo e la monachella e richiudi finché le estremità si toccano. Se hai preparato foglie di due misure, prova la composizione a grappolo: su un unico anellino alterna foglie piccole e grandi, mettendo prima un anellino alle grandi perché ruotino in verso opposto a quelle piccole. Ne ottieni un orecchino pieno e mosso, che dondola a ogni passo e che potrai ripetere con colori diversi per tutta la stagione. Conserva i gioielli lontano dal sole diretto, che nel tempo ingiallisce la resina e sbiadisce le foglie.

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