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Orchidea phalaenopsis in inverno: dove metterla in casa

Aggiornato il 10 ottobre 20264 capitoli
Perche con i termosifoni accesi la posizione va rivista

Perche con i termosifoni accesi la posizione va rivista

L'orchidea phalaenopsis in inverno si ritrova, da un giorno all'altro, in un ambiente diverso da quello di settembre: aria piu secca, luce piu debole e calore che sale dai radiatori. E una pianta epifita di origine tropicale, abituata a vivere appoggiata ai rami sotto la chioma degli alberi, quindi non teme il caldo in se ma gli sbalzi e la disidratazione. L'intervallo in cui sta bene resta intorno ai 18-24 gradi di giorno, con qualche grado in meno durante la notte: una differenza notturna contenuta e normale e non la danneggia. Il problema, in casa, non e quasi mai la temperatura media della stanza, ma la convivenza fra due estremi a pochi centimetri di distanza. Il vetro di una finestra, nelle notti di gennaio, resta molto piu freddo dell'aria interna, mentre il calorifero sotto il davanzale spinge verso l'alto aria calda e asciutta. Prima di scegliere la nuova collocazione osserva la pianta per qualche giorno: boccioli che ingialliscono e cadono prima di aprirsi, foglie che perdono tono o radici aeree che si raggrinziscono ti dicono che il punto attuale non va bene.

Le stanze migliori: bagno con finestra, cucina e soggiorno

Passando in rassegna le stanze, la prima candidata e il bagno, purche abbia una finestra: il vapore delle docce mantiene un tasso di umidita naturalmente piu alto, vicino al 60 per cento che questa orchidea gradisce, e un vetro opacizzato filtra la luce senza lasciarla battere diretta sui fiori. Un bagno cieco va invece escluso senza esitazione, perche senza luce naturale la pianta smette di vegetare e i boccioli si fermano. La cucina e la seconda scelta, per lo stesso motivo: cuocere e lavare alzano l'umidita dell'ambiente. Tieni il vaso su un tavolino basso o sul davanzale, con non piu di un paio d'ore di sole diretto al giorno e comunque lontano dai fornelli, perche i vapori bollenti e i grassi in sospensione rovinano le foglie. In soggiorno la phalaenopsis se la cava bene se la stanza non e troppo grande e non fa da passaggio fra ingresso e finestre: un ripiano a mezzo metro da una finestra esposta a est o a sud, con una tenda bianca leggera a schermare le ore centrali, e una posizione che regge tutto l'inverno senza interventi.

Quanto allontanarla da vetri freddi, radiatori e correnti

Qualunque stanza tu scelga, la distanza conta piu dell'esposizione. Lascia almeno una decina di centimetri fra le foglie e il vetro e, se la finestra e a vetro singolo o particolarmente fredda, arretra il vaso di venti o trenta centimetri verso l'interno: il contatto notturno con la superficie gelida e fra le cause piu frequenti di macchie molli sulle foglie. Lo stesso vale per il calorifero, mai sopra ne immediatamente davanti, perche il flusso continuo di aria secca fa cadere i boccioli in pochi giorni. Verifica poi che la pianta non si trovi sulla linea d'aria fra due aperture: l'aria in movimento le fa bene solo se e lenta e tiepida, mentre una corrente fredda la disidrata in fretta. Per capire se la luce nella nuova posizione e corretta usa il test dell'ombra: metti la mano a circa trenta centimetri dalle foglie, verso la fonte luminosa, e guarda l'ombra proiettata. Se e netta e scura la luce e troppo forte, se e quasi invisibile e insufficiente, mentre un'ombra morbida e sfumata indica la condizione giusta. Conferma il giudizio col colore delle foglie: verde oliva chiaro significa luce corretta, verde scuro e cupo carenza, le sfumature rossastre che la pianta e al limite.

Umidita e annaffiature nella nuova collocazione

Trovato il posto, resta da compensare l'aria secca che il riscaldamento produce. Raggruppa l'orchidea con altre piante da appartamento, cosi l'acqua che traspirano crea un microclima piu umido attorno alle foglie, oppure appoggia il vaso su un sottovaso largo riempito di argilla espansa bagnata, badando che le radici non restino immerse. Se l'aria resta molto secca un umidificatore nella stanza e la soluzione piu stabile, puntando a un valore fra il 50 e il 70 per cento. Le nebulizzazioni aiutano, ma solo con acqua tiepida, al mattino e mai sui fiori. Le annaffiature, al contrario, vanno diradate: con meno luce e meno evaporazione il substrato resta umido piu a lungo e il rischio diventa il marciume radicale. Aspetta che le radici dentro il vaso passino dal verde al grigio argenteo prima di dare acqua e usala a temperatura ambiente, per non raffreddare l'apparato radicale. Se puoi, preferisci acqua piovana o filtrata, che lascia meno residui salini. Una pianta vicina a una fonte di calore chiedera un'immersione una o due volte a settimana, mentre in una stanza fresca ne basta una: regolati su come trovi le radici, non sul calendario.

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