Come lavorano un foglio di alluminio e uno strato isolante
I pannelli riflettenti per termosifoni sono fogli sottili formati da uno strato di materiale plastico espanso, di solito polietilene o poliuretano, accoppiato a una lamina di alluminio. Si fissano sulla parete dietro al radiatore e agiscono in due modi: la lamina rimanda verso la stanza il calore che il termosifone irraggia verso il muro, mentre lo strato espanso rallenta il calore che passerebbe per conduzione dentro la muratura. Un radiatore scalda in tutte le direzioni, compresa quella della parete alle sue spalle, e se quella parete dà sull'esterno una parte dell'energia finisce a scaldare i mattoni invece dell'aria che respiri. Vale la pena chiarire subito che cosa non fanno. Non aumentano la potenza del termosifone e non sostituiscono un isolamento serio della parete: riducono soltanto la quota di calore che si perde proprio in quel punto, dove il muro è più caldo e quindi disperde di più. Per questo chi li posa nota di solito una stanza che va in temperatura un po' prima e un comfort migliore vicino al radiatore, non un cambiamento radicale della bolletta.
Quando servono davvero e quando sono quasi inutili
La risposta dipende da dove si trova il termosifone. Se il radiatore è montato su una parete perimetrale poco isolata, come accade nelle case costruite prima degli anni Novanta o negli appartamenti esposti a nord, il pannello riflettente trova le condizioni migliori: il muro è freddo, assorbe molto calore e lo cede all'esterno, quindi ogni frazione recuperata resta in casa. Lo stesso vale per i termosifoni in ghisa, che irraggiano molto, e per le stanze in cui la parete dietro al radiatore risulta tiepida al tatto dopo qualche ora di accensione, segno che una parte dell'energia sta andando nella muratura. Se invece il termosifone è fissato a un tramezzo interno, con un'altra stanza riscaldata dall'altra parte, il calore che attraversa il muro non è perso e il pannello non porta un beneficio apprezzabile. Lo stesso accade in un edificio con cappotto termico recente, dove la parete disperde già poco. Sul risparmio è bene restare prudenti: le stime più ottimistiche parlano di una riduzione dei consumi per il riscaldamento fino a circa il 10% nei casi più favorevoli, ma nella pratica domestica si tratta spesso di qualche punto percentuale, che diventa significativo solo sommato ad altri accorgimenti come le valvole termostatiche e una regolazione corretta della caldaia.
Quale pannello scegliere: spessore, superficie e formato
Non tutti i prodotti sono uguali, e la differenza la fa soprattutto lo strato isolante. Un foglio di solo alluminio riflette ma non isola, perciò orientati su un pannello riflettente accoppiato, con una base in polietilene espanso o poliuretano di almeno 3 o 4 millimetri: sotto questo spessore la barriera alla conduzione diventa trascurabile. In commercio trovi spessori ben maggiori, fino a qualche centimetro, che isolano meglio ma occupano spazio dietro al radiatore e costano di più; valuta quanto vuoto hai tra muro e termosifone prima di esagerare. Preferisci una superficie goffrata, cioè leggermente bugnata, perché gestisce meglio l'umidità e l'eventuale condensa che si forma su una parete fredda. Il formato più comodo è il rotolo o il kit da ritagliare a misura, che si adatta a qualsiasi radiatore; i pannelli rigidi vanno bene solo se hai già preso le misure con precisione. Se il colore metallizzato ti disturba, esistono versioni con la faccia a vista bianca alluminizzata che si notano meno sulla parete chiara, a fronte di una riflettività appena inferiore. Il costo resta contenuto in ogni caso, e questo rende l'intervento uno dei pochi che puoi provare senza grandi rischi economici.
Come posarli bene e gli errori che annullano il beneficio
La posa corretta vale quanto la scelta del prodotto. Il pannello riflettente va sul muro, dietro al termosifone, e mai sul radiatore o infilato tra le alette: in quella posizione non riflette verso la stanza, ostacola la circolazione dell'aria per convezione e il materiale si rovina in fretta per il calore diretto. Prendi le misure dell'ingombro del radiatore, aggiungi qualche centimetro per lato così da coprire tutta la zona che si scalda e ritaglia il foglio con un taglierino o con le forbici. Pulisci la parete dalla polvere, perché il biadesivo tiene male su una superficie sporca, e fissa il pannello con il lato alluminio rivolto verso il termosifone; se la parete è irregolare o non vuoi lasciare tracce, le calamite da applicare alle staffe o i nastri removibili sono un'alternativa comoda. Lascia sempre libero lo spazio tra pannello e radiatore, perché l'aria deve poter salire dal basso e uscire dall'alto: è questo movimento che distribuisce il calore nella stanza. Controlla una volta l'anno che il foglio non si sia scollato o imbarcato, e approfitta della pulizia autunnale dei termosifoni per togliere la polvere anche dal pannello, che riflette meglio se la superficie è pulita. Con queste attenzioni l'intervento si fa in meno di un'ora per tutta la casa.





