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Pareti solai · Isolamento

Isolare il cassonetto della tapparella dagli spifferi

Aggiornato il 23 ottobre 20264 capitoli
Da dove entra l'aria fredda: cielino, passacinghia e feritoia del telo

Da dove entra l'aria fredda: cielino, passacinghia e feritoia del telo

Ai primi freddi la lama d'aria che senti vicino alla finestra, anche con i vetri chiusi, arriva quasi sempre dal cassonetto: è un vano a diretto contatto con l'esterno, spesso in legno o truciolare di appena un centimetro, senza guarnizioni né pannelli. Prima di isolare il cassonetto della tapparella dagli spifferi conviene capire da quali punti passa l'aria, perché gli interventi cambiano a seconda dell'apertura. I passaggi tipici sono tre: il cielino, cioè il coperchio frontale o inferiore che si smonta per l'ispezione e che raramente chiude a tenuta; il foro in cui scorre la cinghia; la feritoia da cui il telo esce verso l'esterno, che per sua natura resta sempre aperta e riempie di aria gelida tutta la cavità. Per individuare le perdite ti basta una candela accesa o un bastoncino d'incenso: avvicina la fiamma ai bordi del cielino e al passacinghia in una giornata ventosa e osserva dove trema. Tocca anche la cinghia: se è fredda, o addirittura umida, l'aria circola liberamente nel vano. Segna con la matita i punti sospetti, così quando smonti il coperchio sai già dove concentrare guarnizioni e sigillature.

Sigillare il cielino e le giunzioni con guarnizioni e nastro in alluminio

Il cielino è il punto da cui recuperi di più con poca spesa. Smontalo togliendo le viti o sbloccando i ganci a pressione, pulisci i bordi di appoggio dalla polvere e controlla che la tavola non sia imbarcata: un coperchio deformato non chiude mai a tenuta e, in quel caso, conviene sostituirlo con un pannello nuovo dello stesso spessore. Sul perimetro di battuta applica una guarnizione adesiva in gomma espansa o in EPDM, scegliendo lo spessore in base al gioco che misuri tra coperchio e telaio: troppo sottile non lavora, troppo grossa impedisce di richiudere. Con il vano aperto chiudi anche le giunzioni interne: le fughe tra le tavole e tra il cassonetto e la muratura si sigillano con silicone acrilico o con schiuma poliuretanica a bassa espansione, usata con parsimonia perché gonfiando potrebbe arrivare a toccare il rullo. Le linee di accostamento dei pannelli isolanti, se ci sono, si coprono con nastro adesivo in alluminio ben pressato, lasciando sempre almeno 2-3 centimetri liberi dal rullo con la tapparella avvolta. Rimonta il cielino serrando le viti in modo uniforme, così la guarnizione lavora su tutto il perimetro e non restano fessure agli angoli.

Il foro della cinghia: spazzolino parafreddo e passacinghia a tenuta

Il passaggio della cinghia è l'apertura più sottovalutata, perché è piccola ma collega direttamente il vano freddo alla stanza, e lo fa proprio all'altezza delle mani. Il rimedio più semplice è sostituire il vecchio passacinghia in plastica con un modello dotato di spazzolino parafreddo: le setole lasciano scorrere la cinghia e chiudono il resto della luce. Prima di cambiarlo verifica il tipo di fissaggio, con viti o a scatto, e la misura del foro, così da scegliere un ricambio compatibile senza allargare la sede nel legno o nel marmo. Se il passacinghia appartiene a un avvolgitore a incasso, controlla anche la scatola dell'avvolgitore: spesso il foro nella muratura è più largo del necessario e l'aria passa dietro la placca. Riempi lo spazio con un po' di lana di roccia o con schiuma a bassa espansione, lasciando libero il percorso della cinghia, e rimonta la placca con un filo di silicone acrilico sul bordo. Nelle tapparelle motorizzate, dove la cinghia non c'è, fai attenzione al foro del cavo di alimentazione: una piccola rosetta sigillata con silicone basta a chiuderlo. Con questi accorgimenti elimini quella corrente fredda che si sente proprio quando apri e chiudi la tapparella.

Controlli finali: la tapparella deve scorrere e il vano non deve trattenere umidità

Finito il lavoro, prima di ritenerti soddisfatto abbassa e alza la tapparella per intero almeno un paio di volte: il telo non deve sfregare contro guarnizioni o pannelli, né la cinghia incastrarsi nel nuovo spazzolino. Un attrito anche leggero, nel tempo, logora il telo e la cinghia, quindi se senti resistenza riduci lo spessore dove serve invece di forzare. Ripeti poi la prova della candela sui punti che avevi segnato: se la fiamma resta ferma hai chiuso i passaggi principali. Non cercare però la chiusura totale della feritoia da cui esce il telo: quell'apertura serve al movimento della tapparella e va lasciata libera, al massimo con una spazzola parafreddo che accompagna il telo senza frenarlo. Ricorda anche che un cassonetto più stagno trattiene l'umidità che prima veniva portata via dalle correnti: se le pareti interne sono in legno, verifica a fine inverno che non ci siano macchie o condensa e, nel caso, lascia il cielino leggermente aperto nelle giornate asciutte per far arieggiare. Ripetere il controllo ogni autunno, quando le guarnizioni invecchiano, ti permette di tenere la stanza calda con una spesa minima.

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