Quale isolante scegliere, tra materassino flessibile e pannelli rigidi
L'isolamento del cassonetto della tapparella parte dalla scelta del materiale, perché lo spazio disponibile è poco e il telo deve continuare a scorrere libero. Il prodotto più diffuso è il materassino flessibile in polietilene espanso accoppiato a un foglio di alluminio, venduto in rotoli o in kit già dimensionati per i cassonetti di serie: si piega, si taglia con un cutter e si adatta anche a pareti non perfettamente a piombo. L'alluminio, rivolto verso l'interno del vano, riflette parte del calore e ostacola il passaggio dell'aria, che nei cassonetti vecchi disperde quanto la conduzione. Se il vano è profondo e regolare valuta i pannelli rigidi in polistirene estruso o in poliuretano espanso: a pari spessore isolano un po' di più, ma chiedono tagli precisi e un appoggio piano. Dove entra anche il rumore della strada, un pannello semirigido in lana di roccia lavora meglio sul fronte acustico ed è incombustibile, cosa che tranquillizza se nel cassonetto passano cavi elettrici. In ogni caso misura lo spessore con la tapparella tutta avvolta, perché tra il rullo e l'isolante deve restare un gioco libero: se il telo striscia, cinghia e motore faticano. Per un lavoro rapido e senza polvere da raccogliere noi restiamo sul materassino, che perdona qualche millimetro di imprecisione.
Aprire il cielino, controllare il meccanismo e misurare il vano
Prima di infilare qualsiasi isolante, apri il cassonetto. Il pannello frontale ispezionabile, che i serramentisti chiamano cielino, si smonta svitando le viti laterali o sganciando le clip: tienilo da parte, perché andrà coibentato anche lui. Con il vano aperto approfitta per una verifica del meccanismo: togli la polvere, controlla che il rullo giri senza attrito, che i supporti non siano allentati e che la cinghia non sia sfilacciata. Sostituire una cinghia a cassonetto già isolato significa rifare mezzo lavoro, meglio occuparsene adesso. Poi prendi le misure, con la tapparella prima alzata e poi abbassata. Ti servono la larghezza interna tra le due spalle, l'altezza dal bordo inferiore al cielo del vano e soprattutto la distanza tra il rullo avvolto e le superfici che vuoi rivestire: è quella che decide lo spessore massimo. Nei cassonetti di vecchia costruzione le pareti non sono mai parallele, quindi rileva la larghezza in tre punti e tieni buona la misura più stretta. Annota i valori, traccia i pezzi sull'isolante con pennarello e riga, poi taglia con un cutter a lama nuova o con una sega a lama ondulata se hai scelto i pannelli rigidi. Taglia a filo e non abbondante: un pezzo troppo grande comprime il telo, uno troppo corto lascia la fessura da cui l'aria passa comunque.
Posare l'isolante e sigillare le fughe con la schiuma
Con i pezzi pronti, la posa procede dall'interno verso l'esterno. Rivesti prima le due spalle laterali, poi il cielo del vano e per ultima la faccia interna del cielino, che confina direttamente con l'aria della stanza ed è la superficie che rende di più. Fissa il materassino con biadesivo a tenuta o con l'adesivo indicato sulla confezione, aggiungendo qualche vite autofilettante con rondella larga nei punti in cui tende a staccarsi: se un lembo si stacca mentre la tapparella sale, finisce per bloccare il rullo. Lascia libera la zona attorno al rullo e al passaggio del telo, perché l'isolante non deve mai sfregare sulle stecche. I pannelli rigidi si incollano alle pareti interne con schiuma poliuretanica monocomponente, che fa da collante e colma le irregolarità dell'intonaco. La stessa schiuma sigilla il perimetro e i vuoti verso la muratura, ma va dosata con misura: espandendosi spinge, e su un cassonetto in PVC o in lamiera sottile può deformare le pareti o far saltare i pannelli. Meglio passate leggere e distanziate, lasciando indurire prima di aggiungerne altra, e a presa completa rifila l'eccesso con un taglierino. Dove invece serve solo chiudere una fessura stretta e in vista, un cordone di silicone o una guarnizione adesiva fa un lavoro più pulito.
Rimontare il cielino, provare lo scorrimento e fermare gli spifferi
Rimonta il cielino quando colle e schiuma hanno fatto presa, controllando che nessun lembo di isolante resti schiacciato tra pannello e spalla. Poi fai lavorare la tapparella per tre o quattro cicli completi: deve salire e scendere con lo stesso sforzo di prima, senza stridere e senza punti in cui si incanta. Se avverti resistenza, riapri e assottiglia o riposiziona il pezzo che tocca invece di insistere, perché un attrito costante consuma il telo e, sugli avvolgibili motorizzati, fa lavorare il motore sotto sforzo. Restano i due punti da cui l'aria continua a passare anche a vano coibentato. Sul foro della cinghia monta un passacinghia con guarnizione a spazzola; sul bordo inferiore, dove il telo entra nel cassonetto, applica un paraspifferi adesivo a setole morbide, che frena l'aria senza frenare la tapparella. Infine, in una giornata fredda e ventosa, passa la mano lungo le giunzioni del cielino e intorno all'avvolgitore: dove senti un filo d'aria, chiudi con silicone o con una guarnizione. A lavoro finito il cassonetto smette di essere il punto debole della finestra, la muratura attorno resta più asciutta e la stanza arriva a temperatura in meno tempo.





