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Eliminare spifferi finestre e porte: guida pratica

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Individuare la fonte dello spiffero con metodi semplici

Come trovare il punto esatto da cui entrano gli spifferi

Prima di comprare guarnizioni o sigillanti conviene capire da dove entra l'aria, perché gli spifferi raramente arrivano da dove sembra. Scegli una giornata fredda e ventosa e passa lentamente il dorso della mano lungo tutto il perimetro dell'anta, sulla battuta del telaio, intorno alla maniglia e sotto la soglia della porta: la pelle del dorso avverte le differenze di temperatura meglio del palmo. Se vuoi un riscontro più preciso, accendi una candela o un bastoncino d'incenso e avvicinalo alle fessure tenendolo a qualche centimetro: quando la fiamma si piega o il filo di fumo devia, hai trovato il passaggio. Tieni la fiamma lontana dalle guarnizioni in gomma e dalle tende; l'incenso, in questo caso, è più sicuro. Un terzo controllo, da fare con calma, è la prova del foglio: infila un foglio di carta tra anta e telaio, chiudi e prova a sfilarlo. Se esce senza opporre resistenza la guarnizione non sta più comprimendo, e ripetendo la prova sui quattro lati capisci se lo spiffero è concentrato in un angolo o diffuso su tutto il perimetro. Segna i punti sospetti con un pezzo di nastro di carta: quando poi lavorerai con le mani occupate saprai subito dove intervenire.

Sostituire le guarnizioni usurate degli infissi

Nella maggior parte dei casi gli spifferi nascono da guarnizioni stanche: la gomma perde elasticità, si schiaccia nella sede e non riempie più lo spazio tra anta e telaio. Sfila il profilo vecchio dalla scanalatura tirandolo con decisione da un capo, poi pulisci la sede con un panno e un po' di alcol o di sgrassatore delicato, evitando i solventi aggressivi che possono opacizzare il PVC o le superfici verniciate. Su una sede sporca di polvere e vecchio adesivo il profilo nuovo si stacca dopo pochi mesi. Porta con te uno spezzone della guarnizione smontata quando compri il ricambio, perché la sezione cambia da serie a serie e deve incastrare nell'alloggiamento. Per gli infissi in legno senza scanalatura esistono profili autoadesivi in EPDM a sezione E, P o D, da scegliere in base a quanto è larga la fuga: più la fessura è ampia, più serve un profilo spesso. Misura il perimetro dell'anta e aggiungi un margine, poi posa il profilo partendo da un angolo senza tirarlo, altrimenti si ritira e riapre proprio gli spigoli. Ai vertici taglia a quarantacinque gradi oppure lascia un paio di millimetri in eccesso, così la giunzione resta chiusa. Alla fine chiudi la finestra: la maniglia deve opporre una resistenza morbida e uniforme su tutti i lati.

Sigillare la fessura tra telaio e muratura con il silicone

Se dopo aver cambiato la guarnizione senti ancora aria lungo il bordo esterno, il difetto non è nell'anta ma nel giunto tra telaio e muratura: assestamenti dell'edificio e dilatazioni stagionali aprono fessure sottili che diventano spifferi continui. Pulisci la fuga da polvere, intonaco friabile e vecchio sigillante, sgrassa e lascia asciugare, perché su un fondo umido o gelato l'adesione non tiene. Se la fessura è profonda, inserisci prima un fondogiunta, il cordoncino tondo di materiale espanso, così il sigillante lavora con lo spessore giusto invece di sprofondare nel vuoto. All'esterno orientati sul silicone neutro, che non è acido, non macchia pietra e marmo e regge bene pioggia e sbalzi termici; tieni l'acrilico per i giunti interni che devi ridipingere, perché il silicone non si vernicia. Taglia il beccuccio in obliquo con un'apertura pari alla larghezza della fessura e avanza con pressione costante sulla pistola, senza fermarti, per non lasciare bolle. Delimita i due bordi con nastro di carta, liscia il cordone con il dito bagnato di acqua e sapone o con una spatolina, poi stacca il nastro finché il sigillante è fresco: ottieni una linea pulita e un giunto che resta elastico nel tempo.

Isolare i cassonetti delle tapparelle e regolare le ante

Chiudere bene l'anta non basta se il cassonetto della tapparella resta un guscio vuoto a contatto con l'esterno: è uno dei punti da cui entrano più spifferi e si disperde più calore. Applica all'interno pannelli isolanti in polistirene o polietilene espanso, meglio quelli accoppiati a un foglio riflettente, sagomandoli su cielo e fianchi del vano; sulla fessura da cui esce il telo monta una guarnizione a spazzolino, che frena l'aria lasciando scorrere la tapparella. Lascia libera la rotazione del rullo e la possibilità di riaprire il coperchio per la manutenzione, e usa la schiuma poliuretanica solo su piccoli fori ciechi, perché una volta espansa non si corregge. Resta un ultimo controllo, rapido e spesso decisivo. Molti serramenti recenti si regolano con una chiave a brugola sulle cerniere e sugli scontri del telaio: se l'anta si è abbassata o non preme in modo uniforme, una correzione minima rimette in squadra la battuta e la guarnizione torna a comprimere. Verifica anche le viti di maniglie e cremonesi, perché un gioco di pochi millimetri sulla manovra si traduce in tenuta scarsa. Sulle porte d'ingresso aggiungi un paraspifferi a doppia spazzola sotto il battente, regolandolo in modo che sfiori il pavimento senza frenare l'apertura.

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