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Telecamera da esterno a batteria: installazione e impostazioni

Aggiornato il 09 ottobre 20264 capitoli
Dove montare la telecamera: campo visivo e copertura del segnale

Dove montare la telecamera: campo visivo e copertura del segnale

La telecamera da esterno a batteria si installa dove serve e non dove arriva un cavo, ma questa libertà va usata con criterio: prima di forare, decidi quale accesso vuoi coprire davvero. Con le giornate che si accorciano i tentativi di intrusione si concentrano nelle ore di buio, quindi privilegia il portoncino d'ingresso, il cancello pedonale, la porta della cantina o del garage, cioè i punti in cui chi si avvicina rallenta e resta inquadrato per qualche secondo. Un solo apparecchio ben puntato su un passaggio obbligato rende più di tre affacciati sul vuoto del giardino. Verifica poi la copertura della rete nel punto scelto, perché è lì che la maggior parte degli impianti senza fili delude. Porta lo smartphone sul posto e controlla quante tacche restano: i modelli alimentati a batteria lavorano quasi sempre sulla banda 2,4 GHz, che attraversa i muri meglio dei 5 GHz, ma una muratura in pietra o una parete con rete metallica abbattono comunque il segnale. Se il router è lontano o il livello è debole, aggiungi un ripetitore o un access point prima dell'installazione: ti risparmi i distacchi di collegamento e le notifiche a vuoto.

Fissaggio della staffa e inclinazione corretta

Scelto il punto, passa al fissaggio. Monta la staffa a circa due metri e mezzo da terra, comunque fuori dalla portata di un braccio teso, e cerca un riparo naturale come un sottogronda o una sporgenza del tetto: anche un corpo dichiarato per uso esterno dura più a lungo se non riceve pioggia battente e sole diretto per tutto il pomeriggio. Sui muri in laterizio o calcestruzzo usa una punta da muratura di sei millimetri con i tasselli forniti e aspira la polvere dai fori prima di inserirli, così la tenuta resta piena. Per l'inclinazione, punta l'obiettivo verso il basso di circa trenta o quarantacinque gradi: inquadri i volti e non le sommità delle teste. Evita di orientare la telecamera contro un lampione o una finestra illuminata, perché il controluce brucia proprio la zona che ti interessa. Prima di stringere definitivamente i grani della staffa, guarda l'anteprima dal telefono e correggi l'angolo: due gradi di differenza spostano il campo visivo di molto a dieci metri di distanza.

Prima accensione, abbinamento all'app e registrazione delle immagini

Carica la batteria al cento per cento prima di salire sulla scala, perché la configurazione iniziale consuma più del normale e un apparecchio già montato è scomodo da staccare. Installa l'applicazione del produttore, crea l'account e inquadra il codice QR stampato sul corpo o sul manuale per l'abbinamento; quando l'app chiede la rete, indica quella a 2,4 GHz e digita la password con attenzione, perché gran parte degli abbinamenti falliti nasce da una password sbagliata o da un nome di rete con caratteri particolari. Decidi poi dove finiscono i filmati. La scheda microSD inserita nella telecamera o la base di registrazione tenuta in casa ti danno un archivio locale che funziona anche senza abbonamento, mentre il servizio in rete serve come copia fuori casa, utile se qualcuno porta via l'apparecchio. Formatta la scheda dall'app alla prima installazione, controlla che data e ora siano corrette, perché sono quelle che danno valore a una registrazione, e aggiorna subito il firmware: le prime versioni sono spesso quelle con i difetti di stabilità e di consumo.

Impostazioni di rilevamento, autonomia e obblighi di privacy

Le impostazioni contano quanto il montaggio: decidono se l'impianto ti avvisa quando serve o se riempie il telefono di segnalazioni finché lo silenzi. Disegna le zone di rilevamento sull'immagine escludendo la strada, il marciapiede e le finestre dei vicini, così riduci gli allarmi provocati da auto di passaggio, rami mossi dal vento e gatti. Se il modello distingue le persone dal movimento generico, attiva quel filtro e abbassa la sensibilità di un gradino alla volta, provando sul campo invece di fidarti dei valori di fabbrica. Sull'autonomia pesano soprattutto il numero di risvegli e la durata dei filmati: meno eventi inutili, meno ricariche, e se l'esposizione lo consente un piccolo pannello solare collegato riduce quasi a zero gli interventi. Resta un adempimento spesso dimenticato: se l'inquadratura può riprendere persone al di fuori della tua proprietà, esponi un cartello informativo prima della zona sorvegliata, senza dover indicare dove si trova l'apparecchio. Ogni due o tre mesi pulisci lente e calotta con un panno morbido, perché polvere e ragnatele davanti agli infrarossi bastano a vanificare una buona installazione.

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