Perché i tubi dell'acqua calda disperdono calore e dove conviene intervenire
Quando apri il rubinetto e aspetti che l'acqua diventi calda, una parte dell'energia prodotta dalla caldaia o dal boiler si è già persa lungo il percorso. Ogni metro di tubo non protetto cede calore all'ambiente che attraversa, e il fenomeno è continuo: non lo vedi, ma lo paghi in bolletta e in acqua lasciata scorrere inutilmente. Coibentare i tubi dell'acqua calda con guaine isolanti serve proprio a interrompere questo scambio, così la temperatura resta più stabile fino al punto di utilizzo e il generatore lavora meno per compensare le perdite. I tratti su cui concentrarti sono quelli che passano in locali non riscaldati: cantine, garage, lavanderie, locali tecnici, cavedi e sottotetti. Lì la differenza di temperatura tra l'acqua e l'aria è maggiore e la dispersione accelera, soprattutto d'inverno. Vale la pena isolare anche le tubazioni a vista vicino alla caldaia e il tratto di ricircolo, se l'impianto ne dispone, perché quell'acqua circola per molte ore al giorno. Per i tubi esterni esposti al gelo trovi indicazioni dedicate in un'altra pagina del sito: qui ci occupiamo delle linee interne, dove il problema non è il ghiaccio ma il calore che se ne va.
Quali guaine isolanti scegliere per l'acqua calda sanitaria e il riscaldamento
Nei centri per il bricolage trovi tre famiglie di prodotti. La più diffusa è la guaina tubolare in polietilene espanso a cellule chiuse, grigia, economica e già fessurata lungo un lato per infilarla sui tubi esistenti; va bene per l'acqua calda sanitaria e per gran parte delle linee di riscaldamento domestico. La seconda è la guaina in elastomero espanso, una gomma sintetica nera più morbida e con migliore resistenza alle temperature elevate, indicata per i tubi che arrivano dalla caldaia e per gli ambienti umidi, perché frena anche la condensa. La terza è il guscio rigido in poliuretano o lana minerale, spesso rivestito in alluminio o PVC: costa di più, ma garantisce uno strato continuo e resiste meglio agli urti nei locali tecnici. Due parametri contano più del materiale. Il primo è il diametro interno della guaina, che deve corrispondere al diametro esterno del tubo, altrimenti resta un'intercapedine d'aria che vanifica l'isolamento. Il secondo è lo spessore: per i tubi del riscaldamento e per i tratti in ambienti freddi scegli lo spessore maggiore disponibile per quel diametro, mentre per brevi tratti interni basta una guaina più sottile. Verifica sull'etichetta la temperatura massima di esercizio e la classe di reazione al fuoco, soprattutto vicino al generatore.
Prendere le misure dei tubi e preparare attrezzi e materiali
Prima dell'acquisto fai un sopralluogo con metro e taccuino. Misura la lunghezza di ogni tratto da isolare e conta curve, raccordi a T, valvole e staffe di fissaggio, perché ognuno richiede un taglio in più e un piccolo spreco di materiale. Per conoscere il diametro esterno del tubo, se non lo trovi stampato sulla tubazione, avvolgi un metro a nastro intorno al tubo e dividi la circonferenza per 3,14: nelle case trovi spesso rame da 14, 16 o 18 millimetri, multistrato da 16 o 20 e ferro zincato con misure diverse, quindi non dare per scontato che un'unica guaina vada bene ovunque. Aggiungi circa un decimo di lunghezza per sfridi ed errori. Per la posa ti servono un taglierino con lama nuova o un seghetto a denti fini per i gusci rigidi, una squadretta per i tagli a 45 gradi, il nastro adesivo specifico dello stesso materiale della guaina e, per le giunzioni che devono restare sigillate, una colla a contatto indicata dal produttore. Prima di iniziare pulisci i tubi dalla polvere e dal grasso e lasciali asciugare, perché le colle e i nastri non aderiscono su superfici sporche o bagnate. Se la linea è calda, è meglio lavorare a impianto spento e tubi tiepidi, così la guaina non si deforma e i solventi della colla non evaporano troppo in fretta.
Come posare la guaina isolante senza lasciare tratti scoperti
Taglia la guaina alla lunghezza del tratto rettilineo e aprila lungo la fessura preformata; se il prodotto non è fessurato, incidilo per tutta la lunghezza con il taglierino a lama perpendicolare. Calza la guaina sul tubo senza tirarla né comprimerla, perché l'isolamento dipende dall'aria racchiusa nelle celle del materiale e uno schiacciamento ne riduce l'efficacia. Chiudi la fessura: con il polietilene bastano alcuni giri di nastro ogni venti o trenta centimetri e sulle giunzioni; con l'elastomero stendi un velo di colla a contatto su entrambi i lembi, attendi qualche minuto che i solventi evaporino e poi premi le superfici una contro l'altra. Sulle curve a gomito taglia le estremità di due spezzoni a 45 gradi e uniscile ad angolo retto, mentre per i raccordi a T ricava sulla guaina principale un intaglio a V in cui inserire il pezzo laterale, anch'esso sagomato a 45 gradi. Avvolgi anche valvole, rubinetti d'arresto e collettori con ritagli di guaina o con il nastro isolante in spugna, lasciando libera soltanto la leva di manovra. A lavoro finito ripassa tutta la linea con la mano a impianto acceso: dove senti caldo c'è ancora una fessura da chiudere con un giro di nastro, e ogni tratto sigillato è calore che resta nell'acqua invece di scaldare la cantina.





