Gradiente normale o zona fredda: come capire se il radiatore ha un problema
Prima di preoccuparti, appoggia la mano sul radiatore dopo che l'impianto è acceso da un po' e valuta quanto è marcata la differenza. Un termosifone caldo sopra e freddo sotto non è sempre guasto: l'acqua entra dall'alto, cede calore mentre attraversa gli elementi e torna verso la caldaia già più fresca, quindi una parte bassa semplicemente meno calda rientra nel funzionamento normale, soprattutto se la stanza raggiunge la temperatura impostata. Il segnale diventa serio quando il contrasto è netto, la fascia inferiore resta fredda anche dopo un'ora di funzionamento e l'ambiente non si scalda come gli altri. Distingui anche questo caso da quello dell'aria, che si accumula in alto e rende tiepida o fredda la parte superiore, spesso con gorgoglii: lì lo sfiato risolve, qui di solito no. Se hai già sfiatato e il radiatore continua a comportarsi allo stesso modo, senza rumori particolari, l'indizio punta verso la circolazione dell'acqua o verso i depositi, ed è da lì che conviene partire con i controlli.
Fanghi e magnetite nel fondo del radiatore: la causa più frequente
La causa più frequente di una fascia bassa fredda è l'accumulo di fanghi nel corpo scaldante. Negli impianti con qualche anno alle spalle, o rimasti fermi tutta l'estate, l'acqua del circuito trasporta residui di corrosione, ossidi e magnetite, una polvere nera di origine ferrosa che si deposita dove la velocità dell'acqua è più bassa, cioè proprio nella parte inferiore degli elementi. Alla riaccensione il flusso riprende, ma il fondo del radiatore resta parzialmente intasato e l'acqua calda scorre solo nella zona alta. Riconosci questa situazione perché il termosifone resta caldo sopra anche dopo molti minuti, non fa rumori d'aria e non cambia dopo lo spurgo; a volte l'acqua che esce dalla valvola di sfiato è scura. Il rimedio non è la sostituzione del calorifero, ma la pulizia: su un singolo radiatore puoi smontarlo, portarlo all'esterno e lavarlo con un getto d'acqua finché non esce limpida, mentre se il problema riguarda più stanze serve un lavaggio dell'intero circuito con prodotti disincrostanti, da affidare a un tecnico, che potrà poi installare un filtro defangatore sul ritorno in caldaia e aggiungere un inibitore di corrosione per rallentare la formazione di nuovi depositi.
Detentore, valvola termostatica e portata: i controlli da fare
Se il radiatore è pulito o è stato appena lavato, controlla i due organi di regolazione alle estremità: la valvola in alto, che apre o chiude l'ingresso dell'acqua, e il detentore in basso, la piccola valvola col cappuccio che regola la portata in uscita. Un detentore quasi chiuso, magari ruotato per errore durante una pulizia o una tinteggiatura, lascia passare poca acqua e la parte inferiore non si scalda mai del tutto. Aprilo con una chiave a brugola o un cacciavite ruotando in senso antiorario, poco alla volta, perché serve anche a bilanciare i radiatori tra loro e spalancarlo può togliere acqua ai termosifoni più lontani dalla caldaia. Con le valvole termostatiche il problema tipico della prima accensione è l'otturatore bloccato: dopo mesi in posizione chiusa il perno sotto la testina resta incollato e la valvola non apre bene anche se la ruoti al massimo. Svita la testina, premi delicatamente il perno un paio di volte finché torna a muoversi libero e rimontala. Se anche così il flusso resta debole su molti radiatori, valuta la pressione del circuito e la velocità del circolatore della caldaia, che il tecnico può regolare per aumentare la portata.
Quando chiamare il tecnico e come evitare il problema alla prossima accensione
Prima di chiamare qualcuno, fai un giro della casa e conta quanti caloriferi presentano lo stesso difetto. Se è uno solo, le cause stanno quasi sempre in quel radiatore o nelle sue valvole e i controlli descritti sopra bastano nella maggior parte dei casi. Se invece sono tutti freddi in basso, o quelli più lontani dalla caldaia non si scaldano affatto, il problema riguarda l'impianto nel suo insieme: portata del circolatore, bilanciamento, fanghi diffusi o pressione insufficiente, e a quel punto conviene rivolgersi a un termoidraulico, che può misurare le temperature di mandata e ritorno e decidere se serve un lavaggio chimico. Per non ritrovarti ogni autunno con lo stesso inconveniente, programma un controllo a fine stagione: fai pulire il filtro defangatore se c'è, verifica che la pressione sia quella indicata dal costruttore della caldaia e lascia le termostatiche in posizione aperta durante l'estate, così il perno non si blocca. Un impianto che riparte senza zone fredde consuma meno gas e scalda la casa in tempi più brevi.





