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Sfiatare i termosifoni: guida pratica per la prima accensione

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Capire se c'è aria nei radiatori

Come capire che c'è aria nei radiatori

Prima di sfiatare i termosifoni conviene essere sicuri che il problema sia davvero l'aria, e il controllo più semplice lo fai con una mano: passala sul radiatore acceso e sentirai la parte bassa bollente mentre quella alta resta tiepida o del tutto fredda. Succede perché l'aria, più leggera dell'acqua, risale e si ferma nella parte superiore degli elementi, occupando lo spazio che l'acqua di mandata dovrebbe attraversare. Finché quella sacca resta lì, scalda davvero solo una porzione della superficie del corpo scaldante e la stanza impiega molto più tempo ad arrivare in temperatura. Ci sono poi segnali sonori che nei primi giorni di accensione vale la pena ascoltare: gorgoglii, ticchettii o un rumore d'acqua che scorre a scatti quando il circolatore parte indicano che il flusso incontra bolle lungo il percorso. Se li senti su più radiatori il problema non riguarda il singolo elemento ma l'intero circuito, che dopo mesi di fermo estivo ha accumulato aria anche attraverso le normali microdispersioni. Riconoscere questi sintomi subito ti evita di alzare il termostato per compensare un calore che non arriverà comunque.

Preparare l'impianto e procurarsi gli strumenti giusti

Prima di toccare qualsiasi valvola spegni la caldaia, o mettila in modalità estate, e lascia che l'impianto si fermi del tutto: anche il circolatore deve essere fermo, altrimenti continuerebbe a spingere acqua e bolle lungo il circuito mentre lavori. Aspetta poi che i radiatori siano freddi al tatto, in genere circa un'ora, perché l'acqua di un impianto appena in funzione esce dallo sfiato a temperature capaci di ustionare in un istante. Gli attrezzi sono pochi e si trovano in qualsiasi ferramenta. Serve la chiavetta di sfiato con innesto quadro, quella universale che va bene sulla maggior parte delle valvoline; su alcuni modelli basta invece un cacciavite a taglio, mentre i radiatori più recenti hanno una manopolina zigrinata che giri direttamente a mano. Tieni a portata un contenitore basso, una bacinella o un bicchiere di plastica, e uno straccio da infilare sotto la valvola per intercettare gli schizzi sulla parete. La valvola di sfiato si trova nell'angolo superiore del radiatore, sul lato opposto rispetto alla valvola termostatica o alla manopola di regolazione: se fai fatica a individuarla, cerca un piccolo tappo in ottone o cromato a filo dell'ultimo elemento.

La procedura, radiatore per radiatore

Con il corpo scaldante ormai freddo e il contenitore in posizione, infila la chiave nella sede e ruota lentamente in senso antiorario, un quarto di giro o poco più: non devi svitare del tutto, perché una valvolina aperta oltre misura può uscire dalla sede e allagarti la stanza. Il sibilo che senti è l'aria che se ne va, e in quel momento ti serve solo pazienza, con lo straccio pronto sotto. Quando il sibilo si interrompe e compaiono le prime gocce sei vicino alla fine: lascia uscire ancora qualche istante, finché il getto non diventa continuo e privo di bolle, poi richiudi in senso orario con decisione ma senza forzare, perché stringendo troppo si schiaccia la guarnizione e la perdita ricomincia a impianto freddo. Ripeti l'operazione su ogni radiatore procedendo con ordine, piano per piano: comincia da quelli al livello più basso e chiudi con gli ultimi in alto, dove l'aria tende naturalmente a raccogliersi. Se un elemento sibila a lungo senza dare acqua, può darsi che la pressione del circuito sia già troppo bassa per spingere fuori l'aria residua: in quel caso fermati, ricarica l'impianto come vedi più avanti e riprendi da dove avevi lasciato.

Pressione della caldaia e bilanciamento finale

Lo sfiato elimina aria ma porta via anche un po' d'acqua, quindi il passaggio successivo non è facoltativo: con l'impianto ancora freddo guarda il manometro della caldaia, a lancetta o digitale. Se il valore è sceso sotto 1 bar devi reintegrare, aprendo il rubinetto di riempimento indicato sul libretto della tua caldaia fino a tornare nell'intervallo di esercizio, di norma tra 1 e 1,5 bar a freddo. Richiudi bene quel rubinetto: lasciarlo aperto è l'errore più frequente e manda il circuito in sovrapressione appena l'acqua si scalda. Riaccendi e lascia lavorare il riscaldamento per una mezz'ora, poi ricontrolla i radiatori uno a uno. Se scaldano tutti in modo uniforme hai finito; se invece una stanza resta indietro mentre un'altra scalda troppo, siamo davanti a un problema di bilanciamento idraulico, cioè di come la portata si distribuisce tra gli elementi. Agisci allora sul detentore, la valvolina posta in basso sul tubo di ritorno, chiudendolo parzialmente sui termosifoni più favoriti per dirottare acqua verso quelli che faticano. Se invece un radiatore resta freddo anche così, o se devi sfiatare ogni poche settimane, fai controllare il vaso di espansione e la tenuta del circuito da un tecnico abilitato.

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