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Manutenzione pompa di calore: controlli autunnali

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Pulizia filtri e controllo visivo esterno

Filtri dell'unità interna e pulizia della batteria esterna

La manutenzione della pompa di calore parte dall'unità interna, perché è lì che si deposita la polvere accumulata durante l'estate. Sfila i filtri a rete dal loro alloggiamento, lavali sotto acqua corrente tiepida senza detersivi aggressivi e lasciali asciugare all'ombra: rimontarli ancora umidi favorisce odori e muffe. Un filtro intasato riduce la portata d'aria e costringe il ventilatore a lavorare più a lungo per rendere lo stesso calore, con un consumo che cresce senza che tu te ne accorga. Fuori, l'attenzione va al pacco alettato della batteria di scambio, che nei mesi caldi raccoglie foglie secche, semi e terra. Rimuovi i detriti con un pennello morbido o con un aspirapolvere a bocchetta stretta, seguendo il senso delle alette per non piegarle, ed evita l'idropulitrice: il getto ad alta pressione schiaccia le lamelle e riduce in modo permanente lo scambio termico. Libera anche lo spazio intorno all'unità da vasi, teli e siepi cresciute troppo, perché l'aria deve entrare e uscire senza ostacoli; se ricircola la propria aria raffreddata, la macchina perde resa proprio nelle giornate più fredde.

Scarico condensa libero e sonda esterna in posizione corretta

Dopo i filtri, segui il percorso della condensa: è la parte che si dimentica più facilmente perché corre nascosta. Nei mesi di raffrescamento la vaschetta di raccolta e il tubetto di scarico si sporcano di polvere e biofilm, quella patina molle che col tempo chiude il passaggio; se il deflusso si blocca, l'acqua tracima dall'unità interna e macchia la parete. Stacca il tubo nel punto accessibile, soffia con delicatezza o fai scorrere un po' d'acqua tiepida per sciogliere le incrostazioni, poi controlla che la pendenza verso l'esterno sia continua, senza anse dove l'acqua possa fermarsi. Guarda anche sotto l'unità esterna: in riscaldamento la condensa si forma qui, durante i cicli di sbrinamento, e un foro di scarico ostruito la fa ghiacciare contro la batteria. Dedica infine un minuto alla sonda di temperatura esterna, quella che legge l'aria e guida la regolazione. Se è nascosta da un rampicante, da foglie o da un vaso appoggiato davanti, misura un valore che non corrisponde alla realtà e la pompa di calore imposta una temperatura di mandata sbagliata: in casa senti sbalzi e paghi un lavoro che non serve. Liberala e puliscila con un panno asciutto.

Guaine delle tubazioni e raccordi: i segnali di una perdita

Il controllo successivo è più tecnico, ma per farlo basta l'occhio. Segui le tubazioni che collegano le due unità e verifica la guaina isolante in gomma elastomerica: deve essere integra, aderente al tubo e chiusa con cura in corrispondenza delle giunzioni. Dove è esposta al sole il tempo la indurisce e la screpola, quindi se trovi tagli, parti sbriciolate o tratti di rame scoperto sostituisci la porzione danneggiata e proteggila con nastro per guaine adatto all'esterno. Un isolamento rotto significa calore perso lungo il percorso e condensa che gocciola sul muro, con il rischio di corrosione nel punto che resta sempre bagnato. Passa poi ai raccordi, alle valvole di servizio e al punto di ingresso nel muro. Un velo oleoso o un alone scuro attorno a un raccordo a cartella è il segnale tipico di una microperdita di refrigerante, perché il gas trascina con sé l'olio del compressore: in quel caso fermati, dato che la ricerca della perdita e il rabbocco sono riservati a un tecnico con certificazione per i gas fluorurati. Se la tua è una pompa di calore aria-acqua, verifica anche la coibentazione delle tubazioni idrauliche nei tratti non riscaldati e il manometro dell'impianto, che deve restare nell'intervallo indicato dal costruttore.

Prova di accensione e lettura dei consumi nei primi giorni

Finite pulizia e ispezione, metti l'impianto alla prova prima che serva davvero. Avvialo in riscaldamento e lascialo lavorare per circa mezz'ora a una temperatura media, poi ascolta: il ronzio regolare del compressore e il soffio del ventilatore sono normali, mentre vibrazioni nuove, fischi o rumori di sfregamento meritano un approfondimento. Controlla che dalle bocchette esca aria calda oppure, se hai radiatori o ventilconvettori, che i corpi scaldanti si intiepidiscano in modo progressivo e uniforme; se uno resta freddo nella parte alta, sfiatalo. Sul pannello di controllo non devono comparire codici di errore: se ne vedi uno, annota la sigla, perché al tecnico dice subito dove guardare. Nei primi giorni di funzionamento tieni d'occhio i consumi e confrontali con quelli dell'anno scorso, a parità di temperature esterne. Un assorbimento più alto senza una ragione climatica segnala che qualcosa non lavora come dovrebbe, da un filtro ancora sporco a una regolazione troppo spinta sulla temperatura di mandata. Tieni presente che i controlli che puoi fare da solo non sostituiscono la visita periodica del tecnico, che misura i parametri frigoriferi e aggiorna il libretto di impianto: le scadenze dipendono dalla potenza della macchina e dalle indicazioni del costruttore.

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