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Scaldabagno elettrico: regolare la temperatura per risparmiare

Aggiornato il 25 ottobre 20264 capitoli
Perché la temperatura dello scaldabagno pesa sulla bolletta invernale

Perché la temperatura dello scaldabagno pesa sulla bolletta invernale

Lo scaldabagno elettrico ad accumulo funziona in modo semplice: una resistenza immersa nel serbatoio porta l'acqua alla temperatura fissata sul termostato e si riattiva ogni volta che l'acqua scende sotto quella soglia. In inverno questo accade più spesso, perché l'acqua di rete entra più fredda e l'ambiente intorno al serbatoio, soprattutto se l'apparecchio è in un bagno poco riscaldato o in un locale di servizio, sottrae calore attraverso il mantello isolante. Ogni grado in più che chiedi alla resistenza lo paghi due volte: prima per scaldare l'acqua nuova, poi per compensare le dispersioni nelle ore in cui il boiler resta acceso senza che nessuno apra un rubinetto. Per questo regolare la temperatura dello scaldabagno elettrico è l'intervento più efficace e meno costoso che puoi fare quando le bollette invernali salgono: non richiede attrezzi né tecnici e agisce proprio sulla causa del consumo. La produzione di acqua calda sanitaria può arrivare a incidere per oltre un decimo dei consumi di una famiglia, con una resistenza che assorbe in genere tra 1.200 e 1.500 watt quando è in funzione, quindi anche pochi gradi di differenza si fanno sentire a fine mese.

A quanti gradi impostare lo scaldabagno in inverno

La fascia che i tecnici consigliano per l'uso quotidiano va dai 50 ai 55 °C. Sotto i 50 °C l'acqua tiepida che ristagna nel serbatoio favorisce la proliferazione di batteri, quindi non conviene scendere oltre per inseguire il risparmio; sopra i 55 °C ottieni acqua che al rubinetto devi comunque miscelare con la fredda per non scottarti, sprecando l'energia spesa per quei gradi in eccesso. D'inverno molti produttori indicano come riferimento massimo i 60 °C, utile se in casa siete numerosi e fate docce una dopo l'altra, perché a parità di litri un'acqua più calda si miscela con più fredda e il serbatoio dura di più prima di esaurirsi. Valuta quindi la taratura in base alle abitudini reali della tua famiglia: se il boiler copre senza fatica il fabbisogno della sera, resta sui 50-55 °C e tienili costanti; se invece l'acqua finisce prima dell'ultima doccia, alza di qualche grado piuttosto che spegnere e riaccendere di continuo. Nelle altre stagioni puoi abbassare di 10-15 °C rispetto all'impostazione invernale, mentre dopo un'assenza prolungata con lo scaldabagno elettrico spento conviene riportarlo a 60 °C per almeno un'ora prima di tornare al valore abituale, così elimini eventuali batteri formatisi nell'acqua ferma.

Come agire sul termostato dello scaldabagno in sicurezza

Il punto di regolazione cambia da modello a modello. Negli apparecchi più semplici trovi una manopola sotto la calotta inferiore, spesso con una scala di tacche o simboli invece dei gradi: in questo caso parti da una posizione intermedia e correggi dopo un giorno di uso. Nei modelli con display imposti direttamente il valore in gradi e alcuni mostrano anche la temperatura effettiva dell'acqua nel serbatoio, utile per capire se la taratura è giusta. Se la manopola è nascosta dietro una vite o un coperchio, stacca l'alimentazione dall'interruttore dedicato prima di aprire qualsiasi parte, perché all'interno ci sono i collegamenti elettrici della resistenza e del termostato. Cambiata l'impostazione, aspetta che il ciclo di riscaldamento si completi e verifica il risultato al rubinetto più vicino al boiler: se l'acqua calda pura è troppo bollente per tenerci la mano, stai scaldando più del necessario. Se invece l'apparecchio resta in funzione a lungo o l'acqua non raggiunge mai la temperatura impostata, sospetta un termostato starato o una resistenza incrostata e fai controllare l'apparecchio da un tecnico: regolare la temperatura su uno scaldabagno elettrico pieno di calcare non porta risparmio, perché il deposito isola la resistenza e la costringe a lavorare più a lungo.

Timer, fasce orarie e isolamento: cosa abbinare alla regolazione

Una volta trovata la temperatura giusta, il passo successivo è ridurre le ore in cui il boiler lavora a vuoto. Un timer, integrato nei modelli più recenti o da installare a monte dell'alimentazione, ti permette di concentrare il riscaldamento nelle fasce in cui l'acqua serve davvero, di solito prima del risveglio e nel tardo pomeriggio, lasciandolo spento di notte e durante le ore di lavoro. Se hai una tariffa con fasce orarie, programma il ciclo nelle ore più economiche: un serbatoio ben isolato conserva il calore per diverse ore e l'acqua resta disponibile anche a resistenza spenta. In caso di assenza di più giorni spegnilo del tutto e al rientro segui l'accorgimento del ciclo a 60 °C descritto sopra. Occupati anche delle dispersioni: se lo scaldabagno elettrico sta in un locale freddo o i tubi dell'acqua calda corrono scoperti lungo pareti esterne, rivesti le tubazioni con guaine isolanti e valuta con un idraulico una coperta termica per il serbatoio, facendo attenzione a non coprire termostato e sfiati. Completa il quadro con la manutenzione: la pulizia periodica del calcare e il controllo dell'anodo mantengono efficiente la resistenza, così la temperatura che hai regolato viene raggiunta nel minor tempo possibile e la bolletta invernale resta sotto controllo.

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