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Verniciare con il freddo e l'umidità: temperature minime e tempi

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Perché verniciare con il freddo e l'umidità dà risultati deludenti

Perché verniciare con il freddo e l'umidità dà risultati deludenti

Verniciare con il freddo e l'umidità alta mette in difficoltà qualsiasi prodotto, perché l'asciugatura non è un semplice passaggio da bagnato a secco, ma una sequenza di evaporazione dell'acqua o del solvente e di formazione del film. Con l'aria fredda l'evaporazione rallenta, il film resta aperto più a lungo e intanto raccoglie polvere, colature e segni di ripresa; sotto i 5 gradi circa la reazione che fa indurire la vernice procede talmente piano da lasciare aloni, scarsa adesione e una superficie opaca dove ti aspettavi brillantezza. Se poi l'umidità relativa supera il 75 per cento circa, l'acqua contenuta nelle idropitture fatica a uscire, il supporto resta umido e possono comparire bolle o chiazze di muffa. In autunno il problema è aggravato dal fatto che il supporto è spesso più freddo dell'aria: un muro esposto a nord, una porta di garage in lamiera o un infisso vicino alla finestra possono essere coperti da una condensa che non vedi ma che impedisce alla pittura di aggrapparsi. Per questo le schede tecniche chiedono che sia l'ambiente sia la superficie da trattare si trovino in una fascia compresa, in linea di massima, tra 5 e 35 gradi. Rispettare questa finestra ti evita di dover carteggiare e rifare un lavoro che sembrava riuscito.

Temperature minime per idropitture, smalti a solvente e prodotti bicomponenti

Non tutte le vernici reagiscono allo stesso modo al freddo, quindi prima di aprire il barattolo leggi la scheda tecnica e cerca la temperatura minima di applicazione. Le idropitture e gli smalti all'acqua sono i più sensibili, perché dipendono dall'evaporazione dell'acqua: con umidità alta e aria fredda restano molli per ore e in casi estremi non filmano affatto, cioè non formano una pellicola continua. Gli smalti e le vernici a solvente tollerano meglio l'aria umida, ma al freddo diventano densi, si stendono male e lasciano il segno del pennello. I prodotti bicomponenti, come le resine e i fondi con induritore, hanno un ulteriore vincolo: sotto la temperatura indicata la reticolazione tra base e catalizzatore rallenta o si blocca, e il film rimane morbido per sempre. Conta anche la temperatura del prodotto. Un barattolo o una bomboletta lasciati in garage o in auto scendono rapidamente a pochi gradi e spruzzano o si stendono in modo granuloso; portali in casa il giorno prima oppure immergili in un secchio di acqua tiepida, mai calda, finché raggiungono i 15-20 gradi circa. Per la verniciatura a spruzzo con bombolette la fascia consigliata è ancora più stretta, intorno ai 15-25 gradi: in garage conviene quindi riscaldare prima di iniziare.

Tempi di asciugatura reali: leggere la scheda e quanto attendere tra le mani

I tempi di asciugatura riportati sulle confezioni, distinti di solito in fuori polvere, fuori tatto e sovraverniciabile, sono misurati in condizioni standard di laboratorio, intorno ai 20 gradi e con umidità moderata. Quando vernici con il freddo quei valori diventano solo un riferimento di partenza: a 8-10 gradi e con aria umida l'intervallo tra una mano e l'altra può allungarsi anche di parecchio, e stendere la seconda mano su una prima ancora aperta crea strappi, grinze e distacchi. Verifica sempre al tatto in un punto nascosto: se il dito lascia impronta o la superficie è ancora fresca, aspetta ancora, anche se l'orologio dice che il tempo è scaduto. All'esterno pianifica le mani nelle ore centrali della giornata, quando l'aria è più asciutta e il supporto ha avuto il tempo di scaldarsi, e termina con largo anticipo rispetto al tramonto, perché la rugiada serale su un film non ancora chiuso lo opacizza e lo macchia. Mani sottili e uniformi asciugano meglio di una mano abbondante, che con il freddo tende a colare e a rimanere molle in profondità; su supporti porosi metti in conto un consumo un po' maggiore e tieni una piccola riserva di prodotto per i ritocchi.

Verniciare in garage o all'aperto in autunno: come creare condizioni accettabili

Riprendendo i limiti visti sopra, in garage o in un locale non riscaldato il primo passo è misurare: un termoigrometro da pochi euro ti dice se sei dentro la finestra di temperatura e umidità prima di preparare il colore. Se il locale è freddo, scaldalo con un riscaldamento moderato e continuo acceso qualche ora prima, in modo che si scaldino anche le pareti e gli oggetti da verniciare, e non solo l'aria; evita però di puntare la stufa direttamente sulla superficie appena dipinta, perché l'asciugatura forzata in un punto solo produce aloni. Tieni un leggero ricambio d'aria per smaltire l'umidità che la stessa pittura rilascia, senza correnti fredde che colpiscano il lavoro fresco, e non verniciare mai su supporti gelati, bagnati o con condensa visibile. All'aperto, nei mesi freddi, limita gli interventi alle giornate miti sopra i 10 gradi circa e a superfici contenute, come ringhiere, persiane o ritocchi, scegliendo prodotti acrilici o silossanici a essiccazione rapida pensati per l'esterno. Dividi il lavoro per zone e osserva come si distende la vernice sui primi metri: se appare opaca, filante o non copre come dovrebbe, fermati e rimanda, perché insistere costa più tempo di quanto ne risparmi. Con queste precauzioni il lavoro autunnale regge come quello fatto in primavera.

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