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Pulire i pannelli solari termici prima dell'inverno

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Perché pulire i pannelli solari termici proprio in autunno

Perché pulire i pannelli solari termici proprio in autunno

Pulire i pannelli solari termici prima dell'inverno ha una ragione precisa: nei mesi freddi il sole è basso, le giornate sono corte e il collettore lavora già con poca radiazione. Se sul vetro di copertura resta uno strato di polvere, polline e resina accumulato durante l'estate, la quota di luce che raggiunge la piastra assorbente si riduce ancora e l'acqua calda che ricavi gratis diminuisce, proprio quando la caldaia o la resistenza elettrica dovrebbero intervenire il meno possibile. Il periodo migliore è la fine dell'autunno, quando gli alberi hanno ormai perso le foglie e le piogge hanno lavato via lo sporco più grossolano, ma prima delle prime gelate. Valuta anche dove si trova la tua casa. Se abiti vicino al mare, lungo una strada trafficata o in un'area con molti alberi, il deposito è più consistente e un intervento stagionale diventa quasi obbligato. In campagna, con poca polvere e piogge regolari, spesso basta un controllo visivo e un rapido risciacquo. In ogni caso osserva il vetro controluce: se noti una velatura uniforme o macchie opache negli angoli, il collettore sta già perdendo resa.

Acqua, spazzole e aste telescopiche: cosa serve davvero

Il collettore solare termico va trattato come una grande finestra inclinata, non come una superficie da sgrassare. L'acqua è il primo strumento e la scelta conta: l'acqua demineralizzata o piovana evita gli aloni di calcare che l'acqua di rete lascia asciugando al sole, e quegli aloni sono proprio ciò che vuoi togliere. Se devi usare acqua del rubinetto, lavora al mattino presto o con cielo coperto, quando il vetro è freddo e il liquido non evapora in fretta. Mai acqua fredda su un vetro bollente: lo sbalzo termico può fessurarlo. Per lo sporco aderente aggiungi poche gocce di un detergente a pH neutro e usa una spazzola a setole morbide sintetiche montata su un'asta telescopica, così da raggiungere la parte alta del collettore restando a terra o su una scala stabile. Evita spugne abrasive, pagliette, idropulitrici ad alta pressione e solventi: il vetro solare spesso ha un trattamento antiriflesso che si graffia o si opacizza con facilità. Concludi con un tergivetro a lama di gomma, passando dall'alto verso il basso, e risciacqua bene per non lasciare residui di sapone che attirano nuova polvere.

Pulizia in sicurezza sul tetto e cosa evitare

Molti collettori sono in falda, e la pulizia diventa prima di tutto una questione di sicurezza personale. Se puoi lavorare dal terreno o da un balcone con l'asta telescopica, scegli sempre questa strada. Se invece devi salire, aspetta una giornata asciutta e senza vento, indossa scarpe con suola in gomma morbida e assicurati con un'imbracatura ancorata a un punto solido; una scala appoggiata alla grondaia non è un piano di lavoro. Ricorda che tegole umide, muschio e il vetro stesso sono scivolosi, e che un tetto bagnato dal tuo stesso risciacquo lo diventa ancora di più. Se il tetto è alto o ripido, affida il lavoro a un installatore o a un'impresa che fa manutenzione di impianti solari. Durante il lavaggio tieni l'acqua lontana dalle giunzioni tra vetro e telaio e dalle connessioni idrauliche coibentate: l'isolamento delle tubazioni, se si imbeve, perde efficacia e in inverno può congelare. Rimuovi a mano foglie, rametti e nidi incastrati tra collettore e tetto, perché trattengono umidità e favoriscono la corrosione del telaio in alluminio. Non camminare mai sul vetro né appoggiarti al collettore per fare leva.

I controlli da abbinare alla pulizia prima del freddo

Già che sei vicino all'impianto, sfrutta l'occasione per un'ispezione che il lavaggio da solo non garantisce. Guarda il vetro di copertura in cerca di crepe o condensa interna persistente: una leggera appannatura al mattino è normale, ma gocce stabili all'interno indicano una guarnizione che non tiene più. Controlla che l'isolamento delle tubazioni esterne sia integro e protetto da uccelli e raggi UV, e che le staffe di fissaggio non presentino ruggine o viti allentate dopo i temporali estivi. La parte più importante per l'inverno riguarda il fluido termovettore. Negli impianti a circolazione forzata circola una miscela di acqua e glicole antigelo che con gli anni degrada: perde la protezione dal gelo e il suo pH scende, diventando corrosiva per i tubi di rame. Verifica sul manometro che la pressione del circuito sia nel campo indicato dal libretto e controlla il livello di protezione con un rifrattometro o, meglio, fai eseguire il test al tecnico insieme alla verifica del vaso di espansione e della valvola di sicurezza. Se il tuo impianto è a circolazione naturale con il serbatoio sul tetto, informati sulla gestione prevista dal costruttore per le gelate intense. Un collettore pulito e un circuito protetto arrivano a primavera senza sorprese e continuano a scaldare l'acqua anche nelle giornate limpide di gennaio.

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