Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Casa · Regole e Tasse

Bonus ristrutturazione 50%: lavori ammessi e scadenze

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Come funziona il bonus ristrutturazione e chi ha diritto al 50%

Come funziona il bonus ristrutturazione e chi ha diritto al 50%

Il bonus ristrutturazione è la detrazione Irpef prevista dall'articolo 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale. Per le spese sostenute nel 2026 l'aliquota è del 50% se l'immobile è la tua abitazione principale e tu sei proprietario o titolare di un diritto reale come l'usufrutto; negli altri casi, quindi seconde case, immobili dati in affitto o lavori pagati da un inquilino o da un comodatario, la percentuale scende al 36%. Per abitazione principale si intende la casa in cui dimori abitualmente tu o un tuo familiare, e vale anche l'immobile che lo diventerà al termine dei lavori. Il tetto di spesa è di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, comprese le pertinenze: la detrazione massima è quindi di 48.000 euro al 50% e di 34.560 euro al 36%. L'importo non ti viene rimborsato, ma viene scalato dall'Irpef in dieci quote annuali di pari importo, a partire dalla dichiarazione dell'anno successivo. Se la tua imposta annua è più bassa della rata, la differenza va persa: prima di programmare un cantiere importante, verifica con il tuo consulente quanta capienza fiscale hai davvero.

Quali lavori rientrano nella detrazione

Sulle singole abitazioni il bonus ristrutturazione copre la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia vera e propria: rifacimento del bagno con spostamento delle tubazioni, sostituzione degli infissi con cambio di materiale o di telaio, nuove tramezzature, apertura o chiusura di porte, rifacimento degli impianti elettrico e idraulico, sostituzione della caldaia, demolizione e ricostruzione. La manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura o la riparazione di un pavimento, è agevolata solo quando riguarda le parti comuni di un condominio. Esistono poi interventi ammessi a prescindere dalla categoria edilizia: l'eliminazione delle barriere architettoniche, le misure contro i furti come grate e porte blindate, la bonifica dall'amianto, il contenimento dell'inquinamento acustico, il risparmio energetico, le opere antisismiche e la realizzazione di box auto pertinenziali. Nel calcolo puoi includere anche le spese collegate, come progettazione, perizie, oneri di urbanizzazione e Iva. Se non sei certo che un lavoro rientri, chiedi al tecnico di indicarne la categoria nel titolo abilitativo: è quel documento che l'amministrazione finanziaria guarderà in caso di controllo.

Scadenze: entro quando pagare per avere il 50%

L'aliquota del 50% sull'abitazione principale vale per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026, dopo che la legge di bilancio ha prorogato di un anno le condizioni del 2025. Dal 1° gennaio 2027, salvo nuove proroghe decise da una futura manovra, la detrazione scende al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili. Per i privati conta il principio di cassa: non la data della fattura o della fine lavori, ma il giorno in cui esegui il bonifico. Un cantiere iniziato nel 2026 e saldato in parte a gennaio 2027 ottiene quindi l'aliquota piena solo sulla quota pagata entro dicembre. Se stai decidendo quando intervenire, conviene concentrare i pagamenti entro l'anno, anche con acconti alla ditta per le opere già eseguite, purché coerenti con lo stato di avanzamento e documentati. Evita però di anticipare somme per lavori non ancora iniziati solo per rincorrere la scadenza: il titolo edilizio, quando serve, va presentato prima dell'avvio e le spese devono riferirsi a interventi realmente realizzati. Ricorda infine che il limite di 96.000 euro è annuale per immobile, ma se lo stesso intervento prosegue da un anno all'altro nel calcolo vanno considerate anche le spese già detratte: cambiare anno non ti dà un nuovo plafond sul medesimo cantiere.

Bonifico parlante e documenti: gli adempimenti per non perdere il bonus

Per ottenere il bonus ristrutturazione i pagamenti vanno fatti con il bonifico parlante, bancario o postale, che riporta nella causale il riferimento all'articolo 16-bis, il codice fiscale di chi chiede la detrazione e la partita Iva o il codice fiscale dell'impresa: su quel bonifico la banca applica la ritenuta d'acconto alla ditta. Un pagamento in contanti o con bonifico ordinario fa perdere il beneficio su quella somma. Se il titolo edilizio è necessario, in genere una CILA per la manutenzione straordinaria, deve essere depositato prima dell'inizio dei lavori; per gli interventi in edilizia libera basta una dichiarazione sostitutiva con la data di avvio. Superata la stagione dello sconto in fattura e della cessione del credito, la detrazione si recupera solo in dichiarazione dei redditi, con il modello 730 o Redditi, indicando i dati catastali dell'immobile e, se la spesa è sostenuta da chi non è proprietario, gli estremi di registrazione del contratto. Conserva per tutte le dieci rate fatture, ricevute dei bonifici, titolo abilitativo e la comunicazione all'Asl quando la sicurezza del cantiere la richiede. Nei casi dubbi, un passaggio dal CAF o dal commercialista prima di pagare ti evita di scoprire a dichiarazione fatta che una spesa non era agevolabile.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche