Quali lavori danno diritto al bonus mobili e in che ordine muoversi
Il bonus mobili è una detrazione IRPEF del 50 per cento che spetta soltanto a chi sta già fruendo della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio sullo stesso immobile. Prima di valutare gli acquisti, verifica quindi che i lavori rientrino tra quelli ammessi: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità abitative, oppure manutenzione ordinaria se riguarda le parti comuni di un condominio, nel qual caso gli arredi devono però servire proprio quelle parti. Il semplice rifacimento della tinteggiatura nel tuo appartamento, per capirci, non basta. Conta anche la sequenza temporale. La data di inizio dei lavori deve precedere quella in cui compri mobili ed elettrodomestici, e l'intervento non può essere iniziato prima del primo gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto. Chi detrae gli arredi deve essere la stessa persona che detrae i lavori. L'importo si recupera in dieci quote annuali di pari importo e si calcola su un tetto di spesa che negli ultimi anni è stato ridotto più volte: verifica il limite in vigore per l'anno in cui paghi, perché fa fede la data del pagamento e non quella della consegna.
Mobili e grandi elettrodomestici ammessi: le classi energetiche da controllare
Rientrano nel bonus mobili gli arredi nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione, purché destinati all'immobile oggetto dei lavori. Non serve che l'arredo finisca nella stanza ristrutturata: se hai rifatto il bagno, puoi detrarre anche il divano del soggiorno. Restano fuori porte, pavimenti, tende e tendaggi e gli altri complementi d'arredo, che la normativa non considera mobili in senso stretto. Per i grandi elettrodomestici la condizione da controllare è la classe energetica riportata sull'etichetta: non inferiore alla A per i forni, alla E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, alla F per frigoriferi e congelatori. Gli apparecchi per cui l'etichetta non è obbligatoria, come i piani cottura o i forni a microonde, sono ammessi senza vincolo di classe. Nelle spese detraibili puoi includere anche trasporto e montaggio, purché pagati con gli stessi mezzi tracciabili dell'acquisto. Prima di approfittare di un'offerta, confronta la classe indicata nella scheda con quella minima richiesta: un prezzo scontato su un modello di classe inferiore ti farebbe perdere la detrazione sull'intero apparecchio.
Come pagare al Black Friday: bonifico, carta e rate senza perdere il bonus
Il modo in cui paghi è decisivo quanto la scelta del prodotto. Sono ammessi soltanto il bonifico bancario o postale e le carte di credito o di debito; contanti, assegni e altri mezzi fanno perdere il beneficio, anche se la fattura è perfetta. Per il bonifico non occorre quello specifico delle ristrutturazioni soggetto a ritenuta: basta un bonifico ordinario dal tuo conto. Per la carta fa fede la data della transazione indicata nella ricevuta, non quella dell'addebito in conto, un dettaglio che pesa quando acquisti a fine mese o a fine anno. Le promozioni del Black Friday si prestano bene a rinnovare cucina e lavanderia, ma richiedono qualche attenzione in più. Se compri online, verifica che il venditore emetta fattura o ricevuta con i tuoi dati fiscali e che il pagamento parta dalla tua carta o dal tuo conto, non da quello di un familiare o da un buono. Se scegli il finanziamento a rate, la detrazione resta possibile a condizione che la società finanziaria paghi il venditore con mezzi tracciabili e tu conservi copia della ricevuta di quel pagamento. Ricorda infine che ogni versamento concorre al tetto dell'anno in cui lo esegui: un acconto a novembre e un saldo a gennaio si distribuiscono su due annualità diverse.
I documenti da conservare per la dichiarazione e per i controlli
Per dimostrare il diritto alla detrazione devi conservare tre gruppi di documenti. Il primo riguarda i pagamenti: ricevuta del bonifico o della transazione con carta, insieme alla documentazione dell'addebito sul conto corrente. Il secondo riguarda i beni: le fatture di acquisto con natura, qualità e quantità di quanto comprato; va bene anche lo scontrino, purché riporti il tuo codice fiscale e descriva il prodotto in modo riconoscibile. Il terzo riguarda i lavori: il titolo abilitativo presentato in Comune, come la comunicazione di inizio lavori asseverata, la comunicazione preventiva all'azienda sanitaria quando dovuta, oppure, per gli interventi che non richiedono alcun titolo, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la data di inizio. Questi documenti vanno custoditi per tutto il periodo in cui l'amministrazione finanziaria può effettuare controlli, quindi ben oltre l'anno della dichiarazione. Nel modello 730 o nel modello Redditi indichi la spesa complessiva per gli arredi nel rigo dedicato, separata da quella dei lavori, e la rata annuale viene calcolata di conseguenza. Se ti affidi a un centro di assistenza fiscale o a un professionista, porta il fascicolo già ordinato per anno di pagamento: eviti richieste di integrazione e riduci il rischio che una spesa valida resti fuori.





