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Paraspifferi per porte: modelli e montaggio fai da te

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Da dove entra l'aria: le due famiglie di paraspifferi per porte

Da dove entra l'aria: le due famiglie di paraspifferi per porte

Con i primi freddi ti accorgi che la porta d'ingresso, o quella che dà sul garage o sul vano scale, lascia passare una corrente fredda lungo il pavimento. Lo spazio tra il bordo inferiore dell'anta e la soglia è il punto più esposto, perché una porta deve poter oscillare senza strisciare e quindi resta sempre una luce di qualche millimetro, come la chiamano i serramentisti. I paraspifferi per porte nascono proprio per chiudere quella fessura, mentre le correnti che arrivano dai lati e dall'alto si fermano con le guarnizioni adesive da battuta, di cui parliamo più avanti. I modelli si dividono in due famiglie. Da una parte i paraspifferi sottoporta fissi, cioè profili in PVC o in alluminio con una spazzola o una lamella flessibile che si applicano sull'anta e seguono il pavimento a ogni apertura. Dall'altra i paraspifferi mobili, il classico salsicciotto imbottito da appoggiare a terra e la versione doppia che abbraccia l'anta sui due lati, da scegliere quando non vuoi forare né incollare nulla. Conoscere questa distinzione ti aiuta a non comprare un prodotto che poi non si adatta alla tua porta.

Quale modello scegliere in base alla porta e al pavimento

Prima di scegliere, osserva la porta e misura con precisione la distanza tra il bordo inferiore dell'anta e il pavimento, perché ogni modello copre uno spessore diverso. Se la luce è piccola e regolare, un sottoporta autoadesivo in PVC morbido è sufficiente ed è anche il più discreto. Se invece la fessura è ampia o il pavimento non è perfettamente in piano, orientati su un profilo in alluminio con spazzola in setole o in feltro, che si avvita all'anta e si adatta meglio alle piccole irregolarità. Su una porta blindata o su un portoncino esterno, dove serve tenuta anche contro acqua e polvere, esistono sottoporta con lamella in gomma e modelli a ghigliottina, che si abbassano quando l'anta si chiude e si sollevano quando la apri, comodi se all'interno hai un tappeto o un pavimento delicato da non graffiare. Per i lati e la parte alta della porta valuta le guarnizioni adesive: quelle in gomma EPDM resistono bene all'umidità, quelle in schiuma espansa sono economiche e si comprimono facilmente, quelle in silicone durano di più sulle porte esterne. Il salsicciotto di stoffa resta la scelta giusta per le porte interne poco usate o per chi vive in affitto e non può intervenire sull'anta: lo appoggi la sera e lo sposti quando serve, senza lasciare tracce.

Montaggio di un paraspifferi sottoporta adesivo o a spazzola

Il montaggio di un paraspifferi sottoporta richiede pochi attrezzi: un metro, una matita, un seghetto per metalli o delle forbici robuste, un cacciavite e, per i modelli adesivi, un panno con dell'alcol. Misura la larghezza dell'anta e taglia il profilo a misura; se è in alluminio, fai il taglio con il seghetto e poi accorcia la spazzola con le forbici, togliendo un paio di millimetri in più alle estremità così da non toccare gli stipiti. Pulisci bene la zona di applicazione, perché polvere e residui di cera impediscono all'adesivo di fare presa, e lascia asciugare. A questo punto chiudi la porta, appoggia il profilo sull'anta in modo che la spazzola sfiori il pavimento senza schiacciarsi troppo, segna la posizione a matita e fissalo: per gli autoadesivi togli la pellicola a tratti e premi con forza per qualche secondo lungo tutta la lunghezza, per quelli a vite esegui prima dei fori guida con una punta sottile, soprattutto su una porta in legno massello. Apri e chiudi la porta più volte per verificare che scorra senza impuntarsi: se fa attrito, alza il profilo di un millimetro, perché una spazzola troppo schiacciata si consuma in fretta e non isola meglio. Sui modelli adesivi aspetta qualche ora prima di usare la porta, così la colla raggiunge la presa definitiva.

Cucire un paraspifferi di stoffa su misura con materiali di recupero

Se preferisci la versione tessile, un salsicciotto fatto in casa si prepara in un pomeriggio con quello che hai già: la gamba di un vecchio jeans, la manica di un maglione di lana, una striscia di feltro o di tessuto da tenda. Misura la larghezza della porta e taglia una striscia lunga quanto l'anta e larga circa 20-25 cm, piegala a metà nel senso della lunghezza con il diritto all'interno, cuci il lato lungo e una delle due estremità, poi rovesciala. Per l'imbottitura vanno bene riso, sabbia asciutta o lenticchie, che danno peso e tengono il paraspifferi aderente al pavimento, oppure ritagli di stoffa e gommapiuma se lo vuoi più leggero; non riempirlo fino in fondo, così resta flessibile e si adatta alla soglia. Chiudi l'ultima estremità con una cucitura, oppure con un laccio se vuoi poterlo svuotare e lavare la fodera. Se l'aria entra da entrambi i lati, prepara un paraspifferi doppio: due salsicciotti uniti da una fascia di tessuto larga quanto lo spessore dell'anta, che si infila sotto la porta e si muove insieme a lei. A fine stagione svuotalo, lava l'esterno e conserva il riempimento in un barattolo chiuso per l'inverno successivo, così il lavoro di quest'anno ti serve anche per i prossimi.

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