Perché misurare l'umidità stanza per stanza prima dell'inverno
In autunno la casa cambia regime: le finestre restano chiuse più a lungo, il riscaldamento parte a intermittenza e il vapore prodotto da docce, pentole e bucato steso resta intrappolato negli ambienti. Prima di comprare un deumidificatore o di trattare una macchia di muffa, conviene capire quanta umidità c'è davvero nell'aria, e un igrometro è lo strumento che serve a questo scopo. Misura l'umidità relativa, cioè la quantità di vapore presente nell'aria rispetto al massimo che quell'aria può contenere a una certa temperatura: è per questo che la stessa aria, raffreddandosi a contatto con una parete fredda, arriva a saturazione e deposita condensa. Il punto che molti trascurano è che le stanze di una casa non si comportano allo stesso modo. Una camera esposta a nord, poco riscaldata, può superare la soglia di rischio mentre il soggiorno resta nella norma. Per questo misurare l'umidità in casa con un igrometro va fatto stanza per stanza, e non con una sola lettura nel corridoio: ti permette di individuare l'ambiente critico e di intervenire solo dove serve.
Igrometro analogico o digitale: quale scegliere e come verificarne la taratura
Gli igrometri per uso domestico si dividono in analogici e digitali. Il modello analogico, con la lancetta su un quadrante, indica l'umidità relativa e di solito la temperatura; è semplice e non ha bisogno di pile, ma la lettura è meno precisa e tende a perdere taratura col tempo. Il modello digitale ha un display e, a seconda della versione, memorizza i valori minimi e massimi registrati, mostra l'ora e segnala con un simbolo se l'aria è nella fascia di comfort: proprio la memoria dei picchi è utile d'inverno, perché ti dice che cosa è successo di notte a finestre chiuse senza che tu debba controllare di continuo. I modelli da casa dichiarano in genere una precisione di qualche punto percentuale, sufficiente per decidere se una stanza sta sopra o sotto la soglia di attenzione. Se vuoi verificare che lo strumento non sbagli di molto, puoi usare un metodo casalingo: chiudi l'igrometro in un contenitore ermetico insieme a un po' di sale da cucina appena inumidito, non sciolto, e lascialo per alcune ore a temperatura ambiente. L'aria del contenitore si stabilizza intorno al 75% di umidità relativa, quindi lo scostamento che leggi è l'errore dello strumento, da tenere a mente in ogni misurazione successiva.
Dove posizionare l'igrometro e come leggere il valore abituale
Il valore che leggi dipende molto da dove appoggi lo strumento. Mettilo su un tavolo o una mensola a circa un metro, un metro e mezzo da terra, in un punto rappresentativo della stanza: lontano da finestre, termosifoni, stufe e dal sole diretto, ma anche fuori dagli angoli, che sono le zone più fredde e falserebbero la lettura verso l'alto. Lascialo ambientare per almeno cinque minuti prima di considerare attendibile il dato, e tienilo nello stesso posto per qualche giorno. L'umidità relativa cambia nel corso della giornata: sale dopo una doccia, mentre cucini, quando stendi i panni in casa e di notte a finestre chiuse. Un picco di un'ora non è un problema, conta il valore abituale, quello che vedi più spesso in orari diversi. Se possiedi un solo igrometro, spostalo di stanza in stanza con lo stesso criterio e annota le letture; se invece ti affidi al display del deumidificatore, ricorda che misura l'aria vicino all'apparecchio e non ti dice come stanno gli altri ambienti.
I valori giusti in inverno e cosa fare se una stanza resta sopra la soglia
La fascia di riferimento per gli ambienti abitati va dal 40-45% al 60% di umidità relativa. D'inverno il riscaldamento tende a seccare l'aria del soggiorno, ed è normale trovare valori più bassi nelle stanze più calde, mentre le camere poco riscaldate, i bagni ciechi e i locali esposti a nord restano spesso sopra il 60%: è lì che compare la condensa sui vetri al mattino e poi la muffa negli angoli. Se una stanza resta stabilmente sopra questa soglia, arieggia più volte al giorno per pochi minuti con le finestre spalancate, invece di tenerle socchiuse a lungo, e valuta un deumidificatore solo se le letture non scendono. Fai attenzione al caso opposto: se l'aria della stanza è nella norma ma una macchia torna sempre nello stesso punto, il problema non è il vapore nell'aria. Qui serve un misuratore a puntura, che con due elettrodi appoggiati al muro ti dice quanta umidità è intrappolata nel materiale: confronta una zona sana con quella sospetta della stessa parete, e se la seconda risulta molto più umida la causa va cercata nel muro, in un'infiltrazione, un ponte termico o una risalita. L'igrometro ti ha comunque fatto risparmiare tempo, perché ha escluso l'aria della stanza come causa.





