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Batteria del trapano avvitatore e freddo: come conservarla in garage

Aggiornato il 14 ottobre 20264 capitoli
Perché il freddo rovina la batteria al litio del trapano avvitatore

Perché il freddo rovina la batteria al litio del trapano avvitatore

La batteria del trapano avvitatore moderno è quasi sempre agli ioni di litio, e il freddo la mette in difficoltà in due modi diversi. Il primo è temporaneo: quando la cella è gelida le reazioni chimiche al suo interno rallentano, la resistenza interna sale e l'utensile sembra scarico dopo pochi minuti anche se la carica c'è. Basta portarla al caldo per qualche ora e la capacità torna quella di prima. Il secondo effetto è più insidioso, perché riguarda la ricarica: se colleghi al caricabatterie una batteria ancora ghiacciata, il litio tende a depositarsi in forma metallica sugli elettrodi invece di inserirsi nella struttura della cella, e quel deposito non si recupera. Ogni ricarica fatta a temperatura troppo bassa toglie un pezzo di autonomia in modo permanente. Per questo i costruttori indicano nel libretto un intervallo di temperatura per la ricarica, di norma a partire da zero gradi, e uno più ampio per l'uso. Il garage non riscaldato, in una notte di gennaio, scende spesso sotto quella soglia: la batteria lasciata sul banco non si rovina da sola per il semplice freddo, ma diventa facile rovinarla nel momento in cui la riprendi in mano e la metti subito in carica.

A quale livello di carica riporla e ogni quanto controllarla

Il livello di carica con cui riponi la batteria del trapano avvitatore conta quanto la temperatura. Una cella al litio tenuta ferma per settimane completamente piena invecchia più in fretta, mentre una lasciata quasi vuota rischia di scendere sotto la soglia minima a causa della lenta autoscarica, e a quel punto il circuito di protezione la blocca e il caricabatterie potrebbe non riconoscerla più. La via di mezzo è quella giusta: riponila con una carica parziale, indicativamente tra la metà e due terzi, che sugli indicatori a led corrisponde a due o tre tacche accese su quattro. Se prevedi di non usare il trapano fino a primavera, segna sul calendario un controllo ogni due o tre mesi: tira fuori la batteria, verifica le tacche e, se è scesa a una sola, riportala al livello di conservazione aspettando però che sia a temperatura ambiente. Evita di lasciarla inserita nell'utensile, perché l'elettronica di bordo assorbe una piccola corrente anche a trapano spento e nei mesi lunghi la differenza si sente.

Dove metterla in garage: mensola, custodia e protezione dalla condensa

Dentro il garage non tutti i punti sono uguali, e scegliere bene dove appoggiare la batteria risolve gran parte del problema. Evita il pavimento in cemento, che d'inverno è la superficie più fredda del locale e trasmette il gelo per contatto, e tieniti lontano dalla porta basculante e dalle pareti esterne, dove gli sbalzi tra giorno e notte sono più marcati. Una mensola alta su una parete che confina con la casa è la posizione migliore, perché lì la temperatura resta più stabile. Se il garage è davvero freddo, con gelate frequenti all'interno, la scelta più semplice è portare le batterie in casa in un ripostiglio e lasciare in garage soltanto l'utensile, che il freddo non soffre. Riponila nella sua custodia o in una scatola di plastica chiusa, con un sacchetto di gel di silice se il locale è umido: la condensa che si forma sui contatti metallici quando l'aria si scalda favorisce l'ossidazione, e un contatto ossidato si riconosce da una patina biancastra o grigia che non va toccata a mani nude. Non lasciarla mai inserita nel caricabatterie per tutto l'inverno, anche se a batteria piena il caricatore si spegne: i cicli di mantenimento ripetuti al freddo sono proprio quelli che le fanno più male.

Rimetterla in servizio a primavera senza danneggiarla

Quando arriva il momento di riprendere il trapano avvitatore, la regola più importante è non avere fretta. Porta la batteria in un ambiente riscaldato e lasciala acclimatare per almeno un paio d'ore prima di collegarla al caricabatterie, meglio ancora se la tieni fuori dalla custodia così che l'eventuale condensa evapori. Molti caricatori recenti rifiutano di avviare la carica se rilevano una temperatura troppo bassa e segnalano l'attesa con un led lampeggiante: non è un guasto, è la protezione che fa il suo lavoro. Se il tuo modello è più semplice e non ha questo controllo, l'attesa spetta a te. Dopo la prima ricarica completa osserva come si comporta la batteria nei primi lavori. Un'autonomia un po' inferiore nelle prime due o tre cariche è normale e tende a recuperarsi, mentre una batteria che si scalda molto in carica, che passa da tre tacche a zero in pochi minuti o che mostra rigonfiamenti dell'involucro va messa da parte e portata a un centro di raccolta per le batterie, senza tentare di aprirla o di rigenerarla in casa. Riconoscere per tempo questi segnali ti evita di restare a metà di un lavoro con l'utensile fermo.

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