Buoni lavoro

Cosa sono i buoni lavoro

A causa della lunga crisi che sta attraversando il mondo del lavoro da molti anni, sono nate diverse forme di collaborazione alternative, che permettono di lavorare in regola anche a coloro che non sono dipendenti di un'azienda o non hanno la partita Iva. Quando si ha bisogno di fare dei piccoli lavori in casa, come tinteggiare una parete o aggiustare un lavandino, sorge il dubbio se rivolgersi ad una ditta certificata e spendere un sacco di soldi, oppure all'amico fidato e pagarlo in nero. La terza opzione è quella di utilizzare i buoni lavoro, che sono sorti negli ultimi anni per regolamentare le moltissime collaborazioni occasionali che ci sono tra persone che hanno bisogno di qualcuno che gli faccia dei lavori saltuari e privati cittadini che vogliono guadagnare qualcosa. I buoni lavoro sono chiamati anche voucher e rientrano nell'ambito del cosiddetto lavoro accessorio, ossia tutte quelle prestazioni professionali occasionali che non possono essere contemplate nell'ambito di un contratto lavorativo. I buoni lavoro sono entrati in vigore con la legge di riforma del mercato del lavoro 92 del 2012, e sono costituiti da dei buoni cartacei o virtuali dal valore lordo di 10, 20 o 50 euro. Il valore del voucher è comprensivo della contribuzione Inps del 13%, della contribuzione Inail contro gli infortuni del 7% e di un compenso dell'Inps per la gestione del servizio pari al 5%. Il valore netto di un voucher da 10 euro è di 7,50 euro, quello di un voucher da 20 euro di 15 e quello di un voucher da 50 euro di 37,50 euro.
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Dove acquistare i buoni lavoro e come riscuoterli

acquisto di buoniI buoni lavoro hanno un valore di 24 mesi e si possono acquistare in diversi modi. Tramite Internet ci si può collegare al sito dell'Inps nella sezione lavoro occasionale accessorio e utilizzare i servizi on-line per acquistare dei buoni telematici. In alternativa si può andare presso una sede Inps o uno sportello bancario abilitato e comprare quelli cartacei, però in questo caso ci sarà da pagare la commissione di un euro. Ogni singolo acquisto di voucher a uno sportello bancario non può superare i 5000 euro. I voucher sono in vendita anche negli uffici postali ed ogni singola operazione allo sportello comporta una commissione di 2,50 euro; il limite massimo acquistabile è di 25 voucher per un totale lordo massimo giornaliero di 5000 euro. I buoni lavoro si possono comprare anche presso alcuni tabaccai, in ogni caso è sempre necessario presentare la tessera sanitaria o, nel caso in cui la si abbia, il numero di partita Iva. Il lavoratore che è stato pagato con un buono lavoro potrà riscuoterlo in modi diversi a seconda di dove è stato acquistato dal committente. I buoni telematici si possono riscuotere mediante un bonifico domiciliato che verrà pagato in un ufficio postale. I buoni cartacei acquistati presso una sede Inps scadono entro 24 mesi e si possono riscuotere in qualsiasi ufficio postale. I buoni che il committente ha preso presso una banca sono pagabili da un istituto dello stesso circuito entro 12 mesi dall'emissione.


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Buoni lavoro: Chi può usare i buoni lavoro

piccoli lavori I committenti, ossia coloro che offrono lavoro, sono le famiglie, gli enti senza fini di lucro, gli imprenditori di tutti i settori e tutte quelle figure che possono offrire un lavoro che non sia a favore di terzi. L'utilizzo dei voucher a favore di terzi è limitato esclusivamente all’attività di stewart nelle partite di calcio, altrimenti deve essere esclusivamente diretto, tra committente e lavoratore. Possono usufruire dei buoni lavoro i pensionati, i cassintegrati, i titolari di assegno di disoccupazione, i lavoratori part-time, gli extracomunitari e naturalmente i disoccupati. I buoni lavoro si possono utilizzare in tutte le categorie, ad eccezione delle aziende del settore agricolo che hanno un volume d'affari superiore ai 7000 euro annui. I pagamenti complessivi in buoni lavoro ricevuti hanno dei limiti che vengono stabiliti ogni anno sulla base della variazione dell'indice Istat, per il 2014 non possono superare i 6740 euro annui lordi, cioè 5050 euro netti. Il committente è obbligato a comunicare all'Inps l'inizio dell'attività di lavoro accessorio per non incorrere in una pesante sanzione, il committente deve richiedere al datore di lavoro una dichiarazione nella quale si impegna a non superare i limiti previsti degli importi massimi pagabili in voucher in un anno.



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