Caldaia a condensazione

Le differenze tra caldaie tradizionali e a condensazione

In una caldaia tradizionale la combustione del metano o di altro combustibile viene utilizzata per riscaldare l'acqua sanitaria e quella che circola nell'impianto di riscaldamento, tuttavia si ha una certa dispersione di calore in quanto i fumi che vengono emessi dal camino sono caldi. Per sfruttare il calore latente di queste emissioni sono state messe a punto caldaie sempre più efficienti, chiamate ad alto rendimento, finché non si è giunti alle caldaie a condensazione.

La particolarità di queste caldaie sta nel fatto che sono in grado di recuperare gran parte del calore dei fumi che derivano dalla combustione.

Bruciando metano la temperatura dei fumi è di 56°e a questa temperatura una parte del vapore acqueo in essi contenuta inizia a condensare, cioè a trasformarsi in liquido e che in gergo tecnico viene definito rugiada. La caldaia ad alto rendimento riesce a recuperare una piccola parte del calore del vapore acqueo condensato e lo utilizza per riscaldare il liquido circolante nell'impianto, con un un minor consumo di metano. La caldaia a condensazione invece è in grado di recuperare la totalità del calore di condensazione, grazie al fatto che è fabbricata con nuovi materiali che riescono a resistere alla corrosività della rugiada.

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La scelta di una caldaia a condensazione

caldaia a condensazione Questo tipo di caldaia assicura un risparmio energetico grazie al minor consumo di metano durante la combustione e, se è di tipo modulante, cioè modula la potenza in base al clima, il risparmio è maggiore. Durante le stagioni intermedie con una caldaia tradizionale si hanno delle accensioni di pochi minuti che bastano a portare il liquido circolante alla giusta temperatura, ma si susseguono a brevi intervalli e si verifica il fenomeno dell'acceso - spento che consuma energia e combustibile e sottopone la caldaia a troppe sollecitazioni. Con la tipologia modulante, che è una caratteristica di quasi tutti i prodotti a condensazione, invece la potenza dell'accensione viene modulata in base alla temperatura esterna e il fenomeno acceso - spento si riduce da circa 40.000 eventi a soli 2.000/3.000, con minori sollecitazioni e con minore consumo di combustibile.

Nel momento in cui si decide di installare una caldaia a condensazione, la si deve scegliere di una potenza che sia commisurata alla superficie che si deve riscaldare, mentre non ci sono difficoltà ad installarla su impianti già esistenti in sostituzione di una caldaia tradizionale.

Un modello a condensazione ha un costo più elevato rispetto a una normale caldaia, in via del tutto indicativa, si può avere una maggiorazione di circa un migliaio di euro per riscaldare un'abitazione singola, mentre in caso di un condominio la maggiorazione è di circa 4.000/5.000 euro. Si deve poi ricordare che, poiché i fumi emessi sono a una temperatura più bassa, il camino deve essere dotato di una ventola per garantire il perfetto tiraggio.

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Caldaia a condensazione: Il risparmio e gli incentivi statali

Finora si è parlato di scelta di installare una caldaia a condensazione, tuttavia va chiarito che in alcune regioni italiane particolarmente alla tematica del risparmio energetico, come il Piemonte, la caldaia a condensazione è un obbligo, sia per i nuovi impianti di riscaldamento che per quelli già esistenti quando si verifica l'esigenza di procedere a una sostituzione.

Che il risparmio energetico si verifichi è certo, ma si deve chiarire che la massima efficienza della condensazione si verifica nelle abitazioni in cui è presente un sistema di riscaldamento in cui il liquido circolante sia a bassa temperatura (30°- 35°), come quello a pavimento o pareti radianti. In questo caso si riduce il consumo di metano di circa il 30%.

Qualora invece la caldaia venga inserita dove sono presenti impianti tradizionali a radiatori, la temperatura dell'acqua circolante nei periodi più freddi raggiunge i 70° e ciò non consente la condensazione, pertanto il consumo rimane invariato. Il risparmio invece si realizza durante le stagioni intermedie e può essere quantificato in circa il 15%, tuttavia è possibile migliorare queste prestazioni prolungando l'orario di accensione dei termosifoni con una temperatura dell'acqua inferiore.

Si deve poi ricordare che, nell'ambito delle politiche statali per il risparmio energetico, vengono concesse agevolazioni fiscali a chi installa una caldaia a condensazione. Per avvalersi di tali agevolazioni, che consentono la detrazione dall'Irpef di una parte della spesa sostenuta (per il 2014 la quota detraibile ammonta al 36% del costo di acquisto e installazione) occorre pagare il conto dell'idraulico con un bonifico bancario e conservare le fatture delle spese sostenute.



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