Case attive

Una casa attiva

Si è parlato spesso negli ultimi mesi di case passive, ovvero di abitazioni la cui realizzazione è ben studiata nei minimi dettagli, al fine di ottenere dei sostanziali vantaggi energetici. In pratica occorre considerare attentamente la posizione della struttura, l'orientamento della stessa e la realizzazione di un corretto sistema impiantistico d'accumulo d'energia solare e di isolamento termico. Eseguendo queste operazioni al meglio è possibile ottenere una casa che sia autosufficiente grazie alla sola energia dei raggi solari. Questo tipo di casa però può comportare sei seri problemi, come ad esempio gli ampi limiti di posizionamento urbano. Su questo stesso modello però si sta diffondendo quello di una nuova abitazione, definita casa attiva che, così come la prima, non ha bisogno di ulteriori forme d'energie al di là di quella solare, ma in aggiunta è in grado di produrre energia a sua volta. In pratica si tende a ribaltare se non distruggere il concetto secolare di edificio volto all'autoconsumo, giungendo finalmente a una struttura in grado di fungere da piccola centrale elettrica che, oltre a consentire un netto risparmio al proprietario, può incrementare i suoi guadagni.
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Aspetto tecnico

casa attivaDal punto di vista strettamente tecnico una casa attiva presenta un livello maggiore rispetto al normale di isolamento, in particolar modo nella sezione del soffitto, con ampie vetrate volte a Sud, costituite da vetri performanti. Dal punto di vista degli impianti invece occorre installare delle pompe di calore per il riscaldamento e dei collettori solari per ottenere acqua calda. A differenza di una casa passiva, in una attiva si può ottenere fino al 50% in più d'energia. Come detto l'unica fonte d'energia è quella solare, che provvede anche all'illuminazione interna dell'abitazione. Infatti sfruttando al massimo l'apporto dell'energia dei raggi solari è possibile ridurre considerevolmente l'uso di luci elettriche nei vari ambienti. Ciò è ovviamente possibile grazie a un intervento sugli infissi e le finestre, che devono essere aumentati di ben il 40% rispetto a un classico edificio, mentre del 25% rispetto a un modello classico di casa passiva.

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    Case attive: Prima casa attiva in Danimarca

    A occuparsi per primo della realizzazione di una casa attiva è stato il Guardian. Nell'articolo era possibile leggere che in soli 30 anni questa casa sarebbe stata in grado di produrre talmente tanta energia da annullare del tutto i costi energetici che sono stati necessari per la sua stessa realizzazione, incidendo in pratica in maniera nulla sull'ecosistema. Il luogo scelto per la costruzione è un piccolo sobborgo danese, Lystrup. L'apparenza del paesino potrebbe difficilmente far pensare a qualcuno che sia la sede di quella che in molti auspicano essere la casa del futuro, ma in effetti è così. La casa attiva rappresenta una vera e propria rivoluzione, che alcuni tendono a sminuire, dal momento che viene facilmente accostata alle case passive. Queste però costringono molto spesso gli abitanti all'acquisto di impianti per il riscaldamento degli ambienti interni, andando non solo a incidere sul generale effetto che si ha sull'ambiente, ma anche sulle tasche del proprietario. La casa attiva invece sfrutta degli ampi e performanti pannelli solari, in grado di riscaldare il pavimento. A ciò si aggiungono delle celle solari, per uno superficie complessiva di 50 metri quadrati, grazie alle quali è possibile produrre energia elettrica propria. Negli ultimi dieci anni paesi come la Scandinavia, la Germania o l'Austria hanno fatto proprio il progetto di case passive, che ha in pratica rivoluzionato l'idea di abitazione, sottolineando quanto il processo di isolamento sia fondamentale. E' però giunto il momento di compiere un nuovo passo in avanti verso il futuro e una coabitazione serena con il nostro pianeta. Le case attive presentano finestre su ogni lato e non soltanto a Sud. Se il sole non splende alto in cielo a riscaldare l'acqua ci pensa una pompa elettrica, che alimenta le celle solari montate sul tetto. Questa prima casa ha comportato una spesa di 570mila euro ma si prefigura un futuro nel quale si possa stabilire uno standard medio per il mercato globale.


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